La notizia in breve. Elvira Notari. Oltre il silenzio è il documentario in prima visione su Sky Arte (venerdì 13 febbraio) che riscopre la figura di Elvira Notari, prima regista italiana e pioniera del cinema muto. Attraverso i pochi materiali superstiti della sua vasta produzione, il film racconta l’avventura della Dora Film, impresa familiare fondata a Napoli, e un cinema radicato nel folklore popolare.
Una manciata di fotogrammi può bastare per raccontare un’epoca. E, a volte, per restituire voce a una storia rimasta troppo a lungo in silenzio. Elvira Notari. Oltre il silenzio è il documentario in prima visione su Sky Arte venerdì 13 febbraio alle 21.15 (in streaming su NOW e on demand), che riporta alla luce la figura di Elvira Notari, prima regista italiana, pioniera del cinema muto e imprenditrice culturale ante litteram.
Di un’opera vastissima restano oggi 163 minuti: tre lungometraggi – tra cui ’A Santanotte (1922) ed È Piccerella (1922) – due brevi documentari e alcuni frammenti. Materiale scarno, ma sufficiente a restituire la forza di uno sguardo capace di attraversare il tempo e parlare al presente.
Nata a Salerno come Elvira Coda, si trasferisce giovanissima a Napoli, dove incontra Nicola Notari, fotografo e futuro marito. All’alba del Novecento, mentre il cinematografo si diffonde rapidamente, Elvira intuisce le potenzialità del nuovo mezzo e convince Nicola a intraprendere insieme un’avventura imprenditoriale. Nasce così la Dora Film, inizialmente specializzata nella colorazione delle pellicole e poi nella produzione indipendente di film scritti e diretti da Elvira. Un’impresa familiare in cui Nicola è operatore di macchina, il figlio Edoardo recita come attore e parenti e amici completano cast e troupe.
Il cinema di Elvira Notari affonda le radici nel folklore napoletano, in particolare nei testi delle canzoni popolari, trasformati in storie di intrighi familiari, tradimenti e delitti passionali. Racconti che si intrecciano con immagini “dal vero” della vita quotidiana di Napoli per uno stile che anticipa il neorealismo.
Dalla censura all’oblio fino alla riscoperta
A partire dalla seconda metà degli anni Venti, il suo cinema entra però in rotta di collisione con la censura fascista, che impone un’immagine nazionale ripulita da regionalismi, marginalità e conflitti sociali. La Dora Film cerca allora nuove strade oltreoceano, distribuendo con successo i film nelle comunità italiane degli Stati Uniti. Nel 1930, però, Elvira abbandona la Dora Film per ragioni che restano tuttora restano incerte. Così, per decenni, l’oblio e la dispersione delle opere ne hanno oscurato la memoria fino agli anni Settanta quando il suo lavoro tornò alla luce.
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Diretto da Valerio Ciriaci e prodotto da Antonella Di Nocera, il documentario è stato presentato in concorso alla 82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nella sezione Classici e documentari per il cinema, ed è entrato nella shortlist per il Miglior Documentario ai David di Donatello 2026.
Immagini Sky Arte