Un manifesto sonoro cupo e diretto: Pyrex torna alle origini trap con ‘KING OF DARK’ e trasforma l’album in un universo estetico tra streetwear, architettura e immaginari medievali.
L’architettura brutalista, l’estetica di Rick Owens, la trap estrema: gli immaginari di Pyrex si fondono e confluiscono tutti nel nuovo album KING OF DARK, uscito a sorpresa il 13 febbraio per Island/Universal Music Italia. Un progetto che suona come un manifesto: una dichiarazione d’intenti che traccia un percorso palese, cupo e senza mezze misure. Pyrex sa ciò che vuole e non ha di certo paura di ottenerlo.
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«Artisticamente è come se avessi completato un ciclo. – ci dice subito – Volevo fare un progetto trap, il genere con cui ho iniziato. Non sempre un artista ha voglia di fare la stessa cosa, ma è come se mi fosse tornata quella voglia là. Non volevo però presentare qualcosa di già fatto, quindi sono partito dalle mie origini mettendoci qualcosa di nuovo, soprattutto attraverso le produzioni e la scrittura. Volevo un progetto avanguardista, senza sfociare in cose poco comprensibili». Il titolo è, del resto, molto didascalico: «Volevo fare un disco cattivo – dice Pyrex – e sono contento di esserci riuscito. Non era scontato e non è stato semplice».

KING OF DARK, il manifesto oscuro di Pyrex
Di questi tempi è quasi più coraggioso, in effetti, preferire l’oscurità alla sperimentazione. «L’importante per me – commenta in proposito l’artista – è non andare mai troppo sul sicuro perché non escono prodotti stravolgenti. Anche con la Dark Polo Gang non andavo sul sicuro. Mi piace essere imprevedibile e camminare sull’orlo del burrone, altrimenti non mi sento vivo».
La tracklist di KING OF DARK si apre con la cattivissima FLASHFLASH, per poi proseguire con FINEST featuring Tedua, brano apripista del progetto e primo feat. ad apparire nel viaggio sonoro dell’album. Pyrex preferisce invece mostrarsi da solo sulle tracce K.O.D., VANIGLIA e SPECCHIO RIFLESSO. «K.O.D. l’abbiamo iniziato a Fuerteventura l’estate scorsa in una villa. – dice Pyrex – Volevamo fare una roba un po’ ambient, ma che picchiasse anche un po’. Il brano è prodotto da Mr. Monkey e finalizzato da Drillionaire. È stata la mia fidanzata a dirmi di introdurlo nel disco. Mi ha detto che era forte e infatti è piaciuto a tutti, cosa che difficilmente succede. La mia fidanzata mi ha aiutato anche sul ritornello: è merito suo».
VANIGLIA, sulla carta perfetta per una collaborazione, Pyrex l’ha alla fine preferita spoglia. «Non volevo mettere un featuring su ogni brano. – precisa – È una traccia che mi sono divertito a fare e la vedo come un mio momento. Per qualche motivo sentivo che avrebbe mantenuto la sua importanza. E poi ci sono le voci dei bambini che è comunque un contributo esterno». Infine, la traccia più personale che non a caso chiude la tracklist: SPECCHIO RIFLESSO. «È tanto personale. – dice Pyrex – L’avevo fatta con un artista che è andato su un altro brano, ma mi ha detto lui stesso che era troppo personale. Aveva ragione. Mi sarebbe dispiaciuto rinunciare alla seconda strofa, che è quella con più contenuti e più figure. È l’outro del disco contrapposta all’intro».

I featuring: da Tedua a Sfera Ebbasta, una scena che si ritrova
Oltre a Tedua, in KING OF DARK troviamo poi Sfera Ebbasta in DARKMONEY, Shiva in COME UN LADRO, Tony Effe in BUSINESS BOY, Capo Plaza in POOL TECHNO, Side Baby in PROMESSE NON MANTENUTE, Wayne in PELLE NERA, Rrari Dal Tacco e Flaco G in CHE C’È?!. «Non tutti i featuring sono usciti subito, perché non è interesse di nessuno fare le cose di fretta. – spiega Pyrex – Facciamo valutazioni, tentativi: devo trarne vantaggio io ma anche quelli che partecipano al disco. Bisogna fare un tetris di incastri per accontentare tutti. Ci tengo a presentare bei brani».
«Ho scelto persone che hanno iniziato con me, al di là dei vari percorsi. – continua – Siamo più o meno tutti allo stesso punto e danno legittimità al mio disco. Volevo fare una cosa sensata. Flacko G e Rrari Dal Tacco mi piacciono a livello personale e mi sembrava giusto coinvolgerli, perché non hanno fatto molte collaborazioni con artisti della mia generazione. Per me è un vetrina in più e loro hanno spaccato tantissimo».
Dal suono allo spazio fisico: il pop-up store a Milano
L’album viaggia poi anche al di fuori dello spartito musicale. A Milano è infatti possibile visitare un pop-up store interamente dedicato all’universo di KING OF DARK, realizzato in collaborazione con Chew Forever, brand streetwear indipendente che mescola estetica dark, immaginario underground e artigianalità contemporanea, da sempre vicino ai linguaggi della scena urban.
Lo spazio sarà allestito dalle ore 11:00 in via Vincenzo Capelli 5 e per un giorno diventerà un punto di incontro tra musica, estetica e street culture, con una capsule esclusiva pensata per il progetto. Nel pomeriggio, alle ore 16:00, è previsto il meet & greet con Pyrex, che incontrerà i fan per firmare le copie del nuovo album, mentre alle ore 18:00 lo store si accenderà con un DJ set che accompagnerà il pubblico fino alla chiusura della giornata. Un’esperienza immersiva che porta fuori dallo streaming l’universo di KING OF DARK, traducendolo in uno spazio fisico in cui musica, stile e visione si incontrano.
Moda, Medioevo e brutalismo: l’estetica visiva del progetto
Un aspetto fondamentale per Pyrex. «Per la cover – dice – volevo qualcosa che rappresentasse il titolo e creare un‘unione tra moda e Medioevo. Sono vestito Rick Owens, che tende tanto al moderno e all’architettura. La corona e gli accessori riguardano invece più il Medioevo e hanno un aspetto più antico. Mi piaceva quel contrasto. L’immagine è uno scatto di Kenny Germé, perché mi piace coinvolgere fotografi che vengono dalla moda. Siamo molti soddisfatti: è uscita esattamente come immaginavo».