‘Il pane del giorno dopo’: un documentario sulla povertà, la memoria e la bellezza resistente

Una donna sopravvissuta alla guerra, un documentario che parla di oggi. Il film Il pane del giorno dopo di Carmelo Puglisi è un atto di memoria, un racconto di resistenza e cura.

Il pane del giorno dopo – Un film di Carmelo Puglisi

La protagonista de Il pane del giorno dopo Hélène Ehret: una vita cucita sulla mancanza

Hélène Ehret non è solo la protagonista del film ma è una donna che ha imparato davvero cos’è l’assenza. Non solo quella infantile, legata alla guerra e agli shock sanitari che ha dovuto subire come elettroshock, neurovaccini, isolamento, ma anche quella dell’indifferenza. E proprio contro quell’indifferenza ha costruito tutta la sua vita adulta fondando dopo la pensione una ONG in India con l’appoggio di Madre Teresa di Calcutta,di padre François Laborde e le Missionarie della Carità.

Hélène Ehret – Il pane del giorno dopo – credits: film pressbook

Il documentario racconta il suo ritorno ai luoghi del passato, tra Calcutta, Rampurhat, villaggi tribali e orfanotrofi nascosti, ma anche il ritorno a casa, nella vecchia Sewen, dove tutto era cominciato. È un viaggio che non cerca la redenzione, ma la presenza, quella che lei stessa ha cercato di donare a chi ha ancora meno.

Ne Il pane del giorno dopo la scelta è quella dell’assenza: quando la fotografia è anche un’etica

Ogni fotogramma del film è composto con una cura pittorica. L’immagine si fa racconto tra gli intensi colori dell’india e più familiari della terra natala di Hélène.

KolkataReportagen.1 – Il pane del giorno dopo – credits: film pressbook


Accanto al documentario, Carmelo Puglisi ha realizzato anche KolkataReportagen.1, una serie fotografica analogica su pellicola, che segue gli stessi luoghi e le stesse persone rendendo dei momenti impressi non solo negli occhi di chi li ha visti ma anche di chi, attraverso il linguaggio fotografico, può entrare tra le profondità dei contrasti cromatici di volti, oggetti e situazioni.

Il pane del giorno dopo – Un film di Carmelo Puglisi – credits: film pressbook


Ma non si tratta solo di “immagini belle”: è un diario visivo etico, che restituisce attenzione all’ascolto agli spazi, una sorta di narrazione parallela di una poetica dell’attesa e dell’incontro.

Un documentario che parla anche a chi ha tutto

Il pane del giorno dopo ci mostra luoghi dove ciò che chiamiamo essenziale è ancora un privilegio, non un diritto e dove la condivisione si trasforma in una regola non scritta ma semplicemente umana.
Hélène, con i suoi 90 anni e la sua ONG fondata con l’aiuto di Madre Teresa di Calcutta e Padre François Laborde, ci ricorda che si può vivere per gli altri, anche dopo una vita difficile che mette a dura prova corpo e mente.

Il pane del giorno dopo – Un film di Carmelo Puglisi – credits: film pressbook


È un cinema che osserva il dolore senza spettacolarizzarlo come un atto di resistenza gentile, e per questo potentissimo.

Ed è proprio questo il senso più profondo del film: ricordarci che l’assenza non si colma con la retorica, ma con la prossimità. E che in un mondo che corre, fermarsi può essere l’atto più radicale.

Chi è Carmelo Puglisi

Nato a Brescia nel 1991, Carmelo Puglisi è fotografo, videomaker e documentarista. Ha lavorato come direttore della fotografia in numerose produzioni, spostandosi poi verso il documentario d’autore. In Il pane del giorno dopo firma regia, soggetto, fotografia, montaggio, insieme a una produzione ridotta ma coesa.

Carmelo Puglisi – Il pane del giorno dopo – credits: film pressbook


Con questo film, Puglisi si conferma uno dei nuovi autori italiani da seguire, capace di fondere etica ed estetica, visione e ascolto.

Il pane del giorno dopo – Un film di Carmelo Puglisi – credits: film pressbook

Il pane del giorno dopo è un film poetico e necessario. Un racconto che attraversa India, Italia e Francia per restituire la storia di una donna straordinaria. Con una fotografia visivamente coinvolgente e una regia intima, Carmelo Puglisi firma un’opera di rara sensibilità che ci ricorda quanto siano preziosi il tempo, la memoria e la cura degli altri. Un invito a vedere con occhi nuovi, e a non dare mai nulla per scontato. Neanche il pane.