Il grande cinema torna a vivere sul grande schermo grazie a Locarno Heritage. L’iniziativa è promossa del Locarno Film Festival ed è dedicata alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio cinematografico. In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, il progetto approda al Cinema Massimo, dove verranno presentati sei film restaurati dal laboratorio Cinegrell di Zurigo, selezionati tra quelli recuperati dal 2021 a oggi.
Il progetto prevede una programmazione mensile che accompagnerà il pubblico fino alla primavera. La rassegna inaugura mercoledì 5 febbraio con due opere fondamentali del cinema africano e mediorientale contemporaneo. Sono, infatti, previste le proiezioni di Samba Traoré (1992) di Idrissa Ouédraogo, Gran Premio della Giuria a Berlino, e La porta del sole – Bab El Shams (2004) di Yousry Nasrallah, tratto dal romanzo di Elias Khoury.
A introdurle, Giona A. Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival, e da Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Per sottolineare il dialogo tra istituzioni e la centralità del restauro come atto culturale e politico.
«I film di Idrissa Ouédraogo e Yousry Nasrallah ci permettono di rileggere la grande stagione del cinema africano. E di coglierne a pieno la forza umana ed estetica. Confrontandola con un’epoca – la nostra – dove predominano la confusione e la dispersione», sottolinea Chatrian. «Se il ritorno al paese di Samba Traoré è occasione per una lucida analisi di una nazione, il Burkina Faso, segnata da forti contrasti, il grandioso affresco di Nasrallah sulla Palestina ripercorre cinquant’anni di storia in una regione oggi più che mai al centro dell’attenzione mondiale».
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Sulla stessa linea Giona A. Nazzaro, che evidenzia come il cinema restaurato non sia un esercizio nostalgico, ma un atto profondamente contemporaneo. «La storia del cinema si scrive sempre al presente indicativo. I film di Ouédraogo e Nasrallah, nella loro diversità di approccio narrativo, si confrontano con la storia dei loro paesi e con quella di un cinema che desidera ritrovare un pubblico popolare e riaprire un dialogo con il mondo».
A marzo sarà poi la volta di Mulher de Verdade di Alberto Cavalcanti e Nos vies privées di Denis Côté, mentre ad aprile verranno proposti Anno uno di Roberto Rossellini e I cannibali di Liliana Cavani.
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