Ad AlUla (Arabia Saudita) debutta ‘Arduna’, mostra co-curata con il Centre Pompidou: oltre 80 opere internazionali per riflettere sul rapporto tra uomo e natura.
Dal 1° febbraio al 15 aprile, nell’ambito della quinta edizione dell’AlUla Arts Festival, apre al pubblico Arduna, una delle mostre più ambiziose mai realizzate nella regione. Presentata da Arts AlUla e dal museo di arte contemporanea di AlUla – in fase di realizzazione – l’esposizione nasce in co-curatela con il Centre Pompidou e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso culturale e artistico dell’oasi saudita.
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Il titolo Arduna, che in arabo significa “la nostra terra”, sintetizza il cuore del progetto. Una riflessione corale su come gli artisti moderni e contemporanei abbiano interpretato la natura, il paesaggio e il rapporto dell’uomo con l’ambiente. In mostra oltre 80 opere provenienti dall’Arabia Saudita, dalla regione MENA e dal contesto internazionale, incluse importanti opere in prestito dal Musée National d’Art Moderne – Centre Pompidou.
«Questa mostra riunisce opere eccezionali dall’Arabia Saudita, dalla regione e dal mondo», ha dichiarato Hamad Alhomiedan, Director of Arts & Creative Industries della Royal Commission for AlUla. «È una celebrazione della creatività senza confini e un passo significativo verso l’affermazione di AlUla come polo permanente di innovazione culturale ed eccellenza artistica».

Laurent Le Bon, Presidente del Centre Pompidou, ha aggiunto di condividere «la missione fondamentale di promuovere il patrimonio culturale e favorire un dialogo interculturale duraturo. Non vediamo l’ora di far visitare, soprattutto ai giovani, questa mostra unica che presenta i panorami artistici dell’Arabia Saudita, della Francia e oltre».
Un’anticipazione del futuro museo di AlUla
Arduna offre al pubblico una prima, significativa anticipazione della visione curatoriale del futuro museo di arte contemporanea di AlUla, concepito come istituzione globale ma profondamente radicata nel patrimonio della regione. Le opere esposte provengono dalla collezione in costante crescita della Royal Commission for AlUla (RCU) e dalla prestigiosa collezione del Centre Pompidou.
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Il concept prende ispirazione dalla storia stessa di AlUla. Situata lungo l’antica Via dell’Incenso, l’oasi era un luogo di sosta per i mercanti in viaggio tra l’India, il Golfo Arabico, il Levante e l’Europa. Un giardino nel deserto, spazio di rifugio e rigenerazione. È da questa immagine che prende forma Arduna, indagando il modo in cui l’arte racconta il nostro rapporto in continua trasformazione con la terra.
Accanto a maestri dell’arte moderna come Pablo Picasso, Wassily Kandinsky, Joan Mitchell e David Hockney, la mostra riunisce voci fondamentali della contemporaneità, tra cui gli artisti sauditi Ayman Zedani e Manal AlDowayan. Insieme a figure di rilievo internazionale e regionale come Imran Qureshi, Samia Halaby ed Etel Adnan.
Sei capitoli per raccontare la natura
Il percorso espositivo si articola in sei sezioni tematiche, che accompagnano il visitatore attraverso giardini, foreste, deserti e paesaggi immaginari, fino alle loro proiezioni cosmiche. Le opere affrontano temi centrali del nostro tempo: dall’Antropocene al cambiamento climatico, dai flussi migratori all’urbanizzazione crescente.

Ma la mostra presenta anche una serie di nuove commissioni. Tra queste, i lavori realizzati durante l’AlUla Artists Residency Program dall’artista saudita Ayman Zedani e dall’artista libanese Tarek Atoui. Completano il percorso nuove opere di Dana Awartani, Tavares Strachan e Renaud Auguste-Dormeuil, a testimonianza del ruolo attivo del museo nella produzione artistica contemporanea.
La mostra è co-curata da Candida Pestana, con la curatrice associata Ftoon AlThaedi per RCU, e da Anna Hiddleston, con la curatrice associata Noémie Fillon per il Centre Pompidou. Con il supporto di AFALULA, l’Agenzia francese per lo sviluppo di AlUla.
Immagini Arduna, 2025