Un treno della linea A di Roma si trasforma in installazione immersiva con ‘Cartoline per la Pace’ di Ciriaco Campus, progetto pubblico che invita i passeggeri a riflettere sul riarmo e sul valore fragile della pace.
Un intero treno della Metropolitana A di Roma diventa un’installazione d’arte pubblica con Cartoline per la Pace, il nuovo progetto site specific di Ciriaco Campus che trasforma il viaggio quotidiano in un’occasione di riflessione sul presente e sul valore fragile della pace.
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L’intervento, realizzato grazie alla collaborazione tra Roma Capitale, ATAC e Nomas Foundation, viene inaugurato 26 marzo 2026 alle ore 11.00 presso la fermata Anagnina della linea Anagnina – Battistini, alla presenza dell’artista e delle istituzioni coinvolte. Il treno continuerà a circolare ogni giorno fino a fine giugno 2026, portando il messaggio dell’opera lungo tutta la città.
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courtesy dell’artista, foto Giorgio Benni
Un treno immersivo tra skyline e minaccia
All’interno dei vagoni, Campus ha applicato una serie di immagini di città del mondo, stampate su pellicola adesiva, in cui emergono sagome di missili che si innestano nello skyline come elementi quasi naturali del paesaggio urbano. Le superfici del treno sono rivestite in modo quasi totale, dando vita a un ambiente immersivo che avvolge i passeggeri e li costringe a confrontarsi con una quotidianità segnata dalla presenza della guerra.
Le immagini derivano dall’omonimo ciclo pittorico su cartone del 2023, Cartoline, in cui alcune tra le città più iconiche del mondo appaiono “colonizzate” dall’interno da presenze silenziose, intrusive e al tempo stesso ormai inglobate nella normalità visiva. Scuole, palazzi, monumenti, stazioni e piazze – luoghi simbolo della vita collettiva – vengono così trasformati in scenari di minaccia, ribaltando la percezione abituale degli spazi pubblici.
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Elemento chiave dell’installazione è il giallo che domina le immagini. Un colore che richiama lo stato di allarme e rende visibile un’assuefazione costruita nel tempo attraverso la continua esposizione a immaginari tossici diffusi da mass media, social media, videogiochi e internet. In questo contesto, la guerra rischia di essere percepita come finzione, spettacolo, normalità, mentre il riarmo torna a occupare il centro del discorso politico.

La pace come diritto e responsabilità condivisa
Con Cartoline per la Pace, Campus mette in scena un futuro quotidiano in cui la pace, faticosamente conquistata dopo due guerre mondiali, si mostra di nuovo fragile, condizionata e reversibile. Il progetto invita chi viaggia a considerare la pace non come un concetto astratto, ma come un diritto politico dell’umanità. Nonché un dovere verso le generazioni presenti e future.
L’installazione suggerisce di non accettare il riarmo come destino inevitabile, ma di immaginare una nuova stagione pubblica fondata sulla cooperazione, sul dialogo e su un impegno concreto verso il disarmo globale. Ogni giorno, ogni corsa del treno, diventa così un’occasione per difendere la pace come responsabilità condivisa e come bene comune più prezioso.

courtesy dell’artista, foto Giorgio Benni
Durante il periodo espositivo sono previsti momenti di incontro dedicati ai temi del riarmo, delle guerre e della pace. Particolare attenzione è rivolta al coinvolgimento delle scuole. Una scelta che rafforza la dimensione educativa del progetto e sottolinea il ruolo dell’arte pubblica come strumento di consapevolezza civica.
Nato a Bitti (Nuoro), Campus vive e lavora a Roma e ha insegnato scultura in diverse Accademie di Belle Arti italiane. La sua ricerca indaga i temi sociali così come emergono nei media, il mondo del consumo e il suo immaginario, la dimensione conflittuale del presente. Ha esposto in importanti spazi pubblici, tra cui la Galleria Comunale di Roma, Castel Sant’Angelo, Palazzo Venezia, l’Auditorium Parco della Musica, la Galleria Nazionale di Arte Moderna, il Palazzo Reale di Napoli e la Biennale di Venezia, e le sue opere sono presenti in collezioni private e istituzionali.
Foto: Giorgio Benni, courtesy dell’artista