Il museo d’Orsay dedica una grande mostra a Renoir, rileggendo tra 1865 e 1885 le sue scene di vita moderna come un manifesto di gioia, empatia e legami umani, oltre i cliché del pittore del bonheur.
Per i quarant’anni del musée d’Orsay, Parigi celebra uno dei suoi maestri più amati con la grande mostra Renoir et l’amour. La modernité heureuse (1865–1885), in programma dal 17 marzo – 19 luglio 2026. Un percorso di circa sessanta opere che riunisce per la prima volta le celebri “scènes de la vie moderne” di Auguste Renoir, tra guinguette, balzi pubblici, logge teatrali e pranzi in riva alla Senna.
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Lontano dall’immagine un po’ scontata di “pittore del bonheur”, la mostra propone una lettura più complessa: l’amore come sguardo sul mondo, principio pittorico e dispositivo sociale. Dalle prime scene di bohème fino ai grandi capolavori come Bal du moulin de la Galette, La Grenouillère o Le Déjeuner des canotiers, Renoir costruisce un’idea di modernità felice, fatta di legami, empatia e convivialità.

L’amore come metodo: la pittura come arte del legame
Il progetto, coorganizzato con la National Gallery di Londra e il Museum of Fine Arts di Boston, concentra l’attenzione sulle opere realizzate tra il 1865 e il 1885, quando Renoir partecipa alla nascita della “Nouvelle Peinture” accanto a Manet, Monet, Morisot, Degas e Caillebotte. In questi anni il pittore sceglie quasi esclusivamente soggetti felici, mettendo al centro giovani coppie, amici, famiglie e folle in festa, e trasformando la pittura in un vero “art du lien”, un’arte del legame.
Le sezioni del percorso – dalle Scènes de la vie de bohème alle Fêtes galantes, dalle Rencontres en ville a Une partie de campagne, fino a Femmes et enfants e ai grandi Danseurs – mostrano come l’artista reinterpreti l’eredità del Settecento francese (Watteau, Boucher, Fragonard) nel contesto del Secondo Impero e della Terza Repubblica, promuovendo una libertà di costumi e una certa parità tra i sessi in netto contrasto con la morale borghese dell’epoca.
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Dai pranzi sul fiume alle danze: capolavori in viaggio
Tra i prestiti più attesi spicca Le Déjeuner des canotiers (1880–1881), eccezionalmente concesso dalla Phillips Collection di Washington: un grande banchetto all’aperto sul terrazzo di un ristorante di Chatou, dove canottieri, attrici, amici e mecenati incarnano il sogno di un’armonia sociale possibile. Accanto, opere come La Grenouillère, Les Canotiers à Chatou, La Fin du déjeuner e Le Déjeuner raccontano il tempo libero lungo la Senna tra canottaggio, musica e conversazioni.

Un altro nucleo fondamentale è quello delle danze: dopo il Bal du moulin de la Galette, Renoir affronta nei primi anni Ottanta una serie di grandi tele dedicate a coppie in movimento – Danse à la ville, Danse à la campagne, Danse à Bougival – dove l’abbraccio dei corpi diventa manifesto visivo di un’intimità condivisa e, insieme, di una nuova dignità per i protagonisti anonimi della vita moderna.

Programmi, catalogo e iniziative intorno alla mostra
L’esposizione è curata da Paul Perrin per il musée d’Orsay con la collaborazione di studiosi internazionali e sarà accompagnata da un ricco programma culturale: conferenze, una giornata di studi, un ciclo di incontri su Renoir e una serie di concerti che mettono in dialogo le sue tele con la musica di Debussy, Chausson, Gounod, Saint-Saëns, Offenbach e altri compositori dell’epoca.
Un catalogo bilingue francese-inglese, in uscita l’11 marzo 2026 per le edizioni del museo d’Orsay e GrandPalaisRmn, raccoglie saggi di specialisti da musei europei e statunitensi e ripercorre, opera per opera, il tema della modernità amorosa di Renoir. Non mancano proposte per il pubblico giovane, visite guidate, audioguide dedicate e attività inclusive, a conferma della volontà del museo di rendere accessibile a tutti l’eredità impressionista.
Foto: Ufficio Stampa