Per la Milano Design Week 2026 Triennale Milano propone nuove mostre, installazioni e un ricco public program tra grandi maestri del design, archivi d’autore e sperimentazioni internazionali.
Per la Milano Design Week 2026, Triennale Milano conferma il proprio ruolo di osservatorio privilegiato su design e architettura, proponendo un fitto programma di mostre, installazioni e incontri. Dal 20 al 26 aprile, con orario continuato 10.30–21.00 (ultimo ingresso alle 20.00), il pubblico potrà attraversare un percorso che intreccia grandi maestri, archivi d’autore e nuove ricerche internazionali.
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Il cuore dell’offerta è il rinnovato Museo del Design Italiano, diretto da Marco Sammicheli e curato insieme a Marilia Pederbelli. Con circa 400 oggetti dagli anni Venti al Duemila, il nuovo allestimento racconta il design italiano come rete di idee, innovazioni e relazioni con industria e società, attraverso un percorso cronologico arricchito da cinque approfondimenti tematici intesi come installazioni dinamiche e interattive, con un’attenzione specifica all’accessibilità.

Retrospettive tra Londra, Milano e New York
Tra le proposte più attese c’è la retrospettiva Barber | Osgerby. Alphabet, allestita da Studio Mille e curata da Marco Sammicheli, prima grande mostra dedicata allo studio londinese fondato da Edward Barber e Jay Osgerby. Il percorso, a ingresso libero, ripercorre i progetti più significativi dal 1990 al 2022, evidenziando l’evoluzione della pratica del duo e il dialogo costante con la cultura del design italiano.
Un’altra grande monografica è Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present, realizzata da Triennale Milano con Fondation Cartier pour l’art contemporain, con concept e progetto di allestimento firmati da Toyo Ito e curata da Nina Bassoli e Michela Alessandrini. Installazioni, oggetti, disegni e fotografie raccontano la figura di Andrea Branzi, dal radicalismo di Archizoom alle esperienze con Alchimia e Memphis, fino all’approccio antropologico al design, includendo una grande installazione site-specific dedicata a No Stop City (1969–1972).
Completa il quadro delle monografiche Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, curata da Francesca Picchi con Marco Sammicheli e Studio Mut e con allestimento di Jasper Morrison Office for Design con David Saik. La mostra ricostruisce il contributo decisivo di Lella e Massimo Vignelli al design e alla grafica internazionale, tra Milano e New York, grazie anche alla collaborazione con il Vignelli Center for Design Studies del Rochester Institute of Technology.

Archivi, installazioni e public program
La figura di Ettore Sottsass è al centro di una nuova esposizione in Sala Sottsass, in collaborazione con Studio Sottsass e con art direction di Christoph Radl, che prosegue la serie di mostre dedicate al maestro attorno all’installazione permanente di Casa Lana. Il nucleo centrale dell’interno domestico progettato negli anni Sessanta a Milano è riallestito da Luca Cipelletti come spazio di incontro e socialità, visitabile con un biglietto dedicato che include anche la mostra su Sottsass.
Al Piano parco, la mostra Nello spazio di un secolo. Rai Pubblicità, 100 anni di storia e oltre ripercorre liberamente un secolo di comunicazione, dai primi anni della radio alla trasformazione del sistema dei media, interrogando il ruolo strategico di Rai Pubblicità e il futuro della pubblicità. Accanto alle esposizioni a pagamento, diversi progetti sono visitabili gratuitamente durante la settimana del design.
Nel Giardino di Triennale, CASA ULTRAPIEGA di Spalvieri & Del Ciotto per Anonima Castelli mette in scena una struttura a sagoma di casa che sospende le sedute Ultrapiega tramite cavi in tensione, rendendo visibile la relazione tra lavorazione industriale dell’alluminio e dimensione domestica. The Eames Houses, dell’Eames Office in collaborazione con la Charles & Ray Eames Foundation, offre invece una panoramica sull’architettura residenziale degli Eames, con modelli, materiali d’archivio e una ricostruzione in scala reale di una struttura.
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Design danese e tessitura contemporanea
La tradizione del design danese è raccontata da Fredericia: una cronaca del design danese, che mette in dialogo arredi storici, archivi e nuove produzioni dell’azienda di famiglia, mentre il progetto Continuum / From Archive to Living Art / Quayola X Gebrüder Thonet Vienna trasforma l’archivio di GTV in materia viva, grazie a un ambiente audiovisivo generativo firmato Quayola. Con HYLEtech lab Light in Matter – variazioni sul tema dell’architettura, sei architetti internazionali sviluppano architetture “in potenza” a partire da parole chiave come atmosfera, infinito e sostenibilità, tra workshop e momenti formativi aperti al pubblico.

La tessitura contemporanea è protagonista di Frans Dijkmeijer: The Silent Pioneer, progetto di Kvadrat curato da Marco Sammicheli con allestimento di Jacob Manz, che presenta l’archivio del textile designer olandese donato all’azienda danese. Tra capitoli espositivi e tre interventi di arte contemporanea – con musica elettronica, animazione digitale e videoarte – la mostra indaga metodo e ossessioni di Dijkmeijer, chiudendosi con una videointervista al maestro del colore Giulio Ridolfo e a Stine Find Osther.
Per tutta la settimana, Triennale Milano propone inoltre un public program con ospiti internazionali, tra cui la lecture di Toyo Ito in programma lunedì 20 aprile alle 11.00, organizzata con Fondation Cartier nell’ambito della mostra dedicata ad Andrea Branzi. Un’occasione per osservare da vicino come il design continui a essere uno strumento di lettura e trasformazione del presente.
Foto: Ufficio Stampa