Dal 21 febbraio al 17 maggio, nelle sale storiche di Palazzo Pretorio, oltre trent’anni di ricerca tra classicismo e contemporaneità in un progetto espositivo che interroga identità, memoria e forma.

Il tempo, il sacro e l’identità sono le tre direttrici lungo cui si sviluppa In Verso. Frammenti narrativi, la nuova mostra di Oliviero Rainaldi ospitata a Palazzo Pretorio di Certaldo dal 21 febbraio al 17 maggio 2026 e curata da Beatrice Audrito e Davide Sarchioni. Un progetto articolato e rigoroso che riunisce oltre trenta opere — tra lavori storici e recenti, alcuni dei quali inediti — offrendo uno spaccato coerente e significativo di una ricerca che da decenni si muove sul crinale tra classicismo e modernità.

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Oliviero Rainaldi Conversazioni 2013 olio su tela-Courtesy of the artist-ph. Claudio Abate

Tra gli artisti della sua generazione che più hanno indagato il tema del sacro, Rainaldi rielabora i repertori iconografici della tradizione cristiana sottraendoli alla narrazione e alla funzione devozionale. Le immagini vengono ridotte all’essenziale, riportate a una dimensione primaria, quasi originaria, in cui il sacro non è mai affermato ma continuamente interrogato. È un sacro umano, fragile, attraversato dall’attesa e dall’incompiutezza, lontano da ogni didascalismo.

Rainaldi In Verso, fra identità e tempo

Il confronto con Palazzo Pretorio, antica sede del vicariato, è centrale e strutturante. L’allestimento è concepito all’inverso, invitando il visitatore a sovvertire la direzione canonica del percorso e a vivere il tempo non come linea ma come materia viva, reversibile e stratificata. In questo dialogo serrato con l’architettura storica, le opere non illustrano lo spazio ma lo attivano, instaurando un rapporto diretto con i frammenti ad affresco trecenteschi e quattrocenteschi che ne amplificano la densità simbolica.

Oliviero Rainaldi Caduti 1996 gesso-Courtesy of the artist-ph. Claudio Abate

Nel continuo passaggio tra pittura e scultura, tra pieno e vuoto, corpo e ombra, le figure di Rainaldi emergono come presenze sospese. Le iconografie cristiane, private della loro funzione narrativa, diventano segni essenziali che chiamano lo sguardo contemporaneo a una relazione diretta con l’opera. Il sacro si manifesta così come esperienza, non come racconto.

All’interno di questo impianto si innesta il tema dell’identità, intesa non come dato ma come processo. Le figure non affermano, ma interrogano; nei lavori più recenti la forma si frammenta e si apre, mettendo in crisi l’idea stessa di compiutezza. L’opera diventa traccia, passaggio, luogo di trasformazione, coerente con una visione in cui il tempo non è mai concluso ma continuamente riscrivibile.

Oliviero Rainaldi

Nato nel 1956 a Caramanico Terme, Oliviero Rainaldi si forma all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova e successivamente all’Accademia dell’Aquila con Fabio Mauri. La sua ricerca, da sempre incentrata sulla figura umana, attraversa disegno, pittura e scultura, sviluppando un linguaggio essenziale e fortemente simbolico. Ha esposto in importanti sedi museali e istituzionali, dalla Galleria d’Arte Moderna di Bologna a Palazzo Venezia a Roma, dal Museo Nazionale di Villa Pisani al Museo di Arte Contemporanea di Shanghai, fino alla Petronas Gallery di Kuala Lumpur e alla Venice International University in occasione della Biennale di Venezia. Il suo lavoro ha dialogato con luoghi emblematici della storia dell’arte e dell’architettura, da Sant’Andrea al Quirinale al Tempietto del Bramante, fino al Pio Monte della Misericordia di Napoli.

In Verso. Frammenti narrativi è promossa dal Comune di Certaldo e organizzata da Exponent in collaborazione con TerraMedia APS, confermandosi come un progetto espositivo capace di tenere insieme rigore concettuale e intensità visiva, in un dialogo profondo tra opera, spazio e tempo.

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