Dalla ricerca umanistica all’ingegneria, dall’intelligenza artificiale ai cambiamenti climatici: il Progetto CHANGES unisce 25 partner nazionali e trasforma la multidisciplinarietà in uno strumento concreto per leggere, proteggere e innovare il patrimonio culturale italiano.

loading

Un viaggio meraviglioso nel laboratorio Italia, fra sfide vecchie e nuove, Intelligenza Artificiale e cambiamenti climatici: questo è Talk The Changes, il format che mette in dialogo scienza, umanesimo e tecnologia e lo fa attraverso la viva voce di professori, ricercatori e studenti dell’Università di Roma Tre, che hanno dato il loro contributo alla ricerca nei diversi spoke del Progetto Changes.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

Che cos’è il Progetto Changes (Cultural Heritage Active Innovation for Next-Gen Sustainable Society)? Si tratta di una iniziativa nazionale finanziata dal PNRR che mira a creare un ecosistema di ricerca, formazione e innovazione nel settore dei beni culturali. Coordinato dalla Fondazione CHANGES, che funge da hub, Changes è un ecosistema di 25 partner, che includono 11 università, 4 enti di ricerca, 3 scuole di studi avanzati, 7 imprese e 1 centro di eccellenza.

La Fondazione CHANGES è l’hub centrale, mentre 9 spoke tematici sono i raggi che diffondono la ricerca e le attività su aree specifiche del patrimonio culturale.

Talk the changes, a tu per tu con la multidisciplinarietà

Alla base di tutto c’è la multidisciplinarietà: la tecnologia incontra gli studi umanistici, l’ingegneria va a braccetto con l’archeologia, l’AI dialoga con i medievisti, gli studi digitali si mettono a disposizione delle lingue, del turismo, del teatro, del patrimonio librario. Il progetto Changes, l’insieme delle ricerche condotte da università, centri di ricerca e di studio in tutta Italia, ci mette in contatto con queste straordinarie realtà: ve ne presentiamo una parte, quella sviluppata dai diversi dipartimenti dell’Università di Roma Tre e che abbiamo cercato di comprendere in una serie di interviste, di podcast e di approfondimento editoriali.

Grande spazio in questo progetto lo hanno avuto gli studenti, i laureandi, i ricercatori, tutti coloro che hanno affiancato i professori in questa esperienza di ricerca e ne sono usciti non solo formati ed arricchiti, ma anche consapevoli che non esistono più le grandi isole degli studi umanistici e degli studi scientifici, ma un sistema affascinante e interconnesso di vasi comunicanti, con un obiettivo unico, la tutela dell’incredibile patrimonio italiano con tutti i mezzi a disposizione.

Il passato si fa futuro

Il viaggio dentro Changes ci ha mostrato con chiarezza come la ricerca sul patrimonio culturale non sia un’operazione nostalgica, ma un motore di futuro: i diversi spoke nei quali l’Università di Roma Tre è stata coinvolta compongono una mappa ricchissima di competenze, metodi e linguaggi che devono essere salvati come atlante per il futuro, perchè quanto si è scoperto e consolidato possa essere utilizzato anche da chi verrà dopo.

Lo Spoke 1, dedicato ai paesaggi storici e alle identità culturali, ha indagato il territorio come un archivio vivente: dagli studi sui Monti Lucretili ai progetti di rigenerazione dei paesaggi marginali, fino alla rilettura dell’Acquedotto Virgo nel Rinascimento. Qui storia, urbanistica e architettura collaborano per restituire nuove chiavi di lettura ai luoghi, rafforzando il legame tra comunità e territorio.

Lo Spoke 3 ha lavorato invece sul patrimonio della memoria scritta: biblioteche digitali, archivi, testi antichi. Dalla devozione di Luis de Granada ai manoscritti medievali analizzati tramite intelligenza artificiale, fino ai percorsi di lettura aumentata e alla ricostruzione digitale delle collezioni di Athanasius Kircher, emerge un approccio in cui gli strumenti tecnologici non sostituiscono l’interprete umano, ma ne amplificano le possibilità.

Lo Spoke 7 ha affrontato una delle sfide più urgenti del nostro tempo, gli effetti del cambiamento climatico e dei rischi sismici sul patrimonio culturale. Rilievi digitali avanzati, modelli strutturali, nuove tecniche di miglioramento sismico e analisi dei paesaggi rurali mostrano come la conservazione non sia più solo restauro, ma anticipazione, prevenzione, capacità di leggere le fragilità dei territori prima che si trasformino in danni irreversibili.

Spoke 8 e spoke 9: dal patrimonio materiale al turismo

Lo Spoke 8 ha esplorato il patrimonio materiale, storico e religioso, come spazio di relazione, inclusione e innovazione. Dalle mappature del patrimonio religioso plurale alle ricostruzioni digitali delle chiese medievali, dalla digitalizzazione di collezioni museali agli studi sulle esperienze culturali trasformative, fino ai modelli di governance partecipata e alla valorizzazione multilingue di Roma. Un percorso ricco di sfide e scoperte, che immagina un experience culturale futura più appassionante, variegata e ricca, adatta a tutte le fasce di età.

Infine, lo Spoke 9 ha portato la ricerca direttamente nel vissuto di chi visita i luoghi: un turismo culturale sostenibile, attento ai giovani, capace di raccontare Roma in modo inclusivo e contemporaneo. Podcast, toolkit e nuove narrazioni costruiscono un modello di fruizione responsabile, pensato per chi abita la città e per chi la attraversa.

Talk The Changes restituisce così l’impressione di un Paese che, quando riesce a mettere in relazione saperi diversi, può sviluppare nuove forme di tutela e nuovi modi di avvicinarsi al proprio patrimonio. Un’Italia che guarda alle sue radici per progettare il domani: più consapevole, più sostenibile, più capace di innovare senza perdere la memoria di ciò che la rende unica.

Revenews