La Biennale Danza 2026 premia per la prima volta la compagnia australiana Bangarra Dance Theatre: un riconoscimento che accende i riflettori sulla cultura aborigena e sulle esperienze per viverla in Australia.

Alla Biennale Danza 2026 di Venezia il Leone d’Oro alla Carriera parla per la prima volta australiano. A riceverlo sarà la compagnia Bangarra Dance Theatre, ensemble di danzatori aborigeni fondato a Sydney nel 1989 e oggi tra le realtà più significative al mondo.

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Il premio, tradizionalmente attribuito a singoli coreografi o ballerini, viene assegnato per la prima volta a una compagnia: un segnale forte che riconosce il ruolo della danza come ponte tra 65.000 anni di storia e la scena contemporanea globale. Il riconoscimento verrà consegnato durante la 20ª edizione del Festival Internazionale della Danza Contemporanea, in programma a Venezia dal 17 luglio al 1° agosto 2026, dove Bangarra presenterà anche la prima europea di Terrain, opera chiave firmata da Frances Rings, donna Mirning e attuale direttrice artistica della compagnia.

Danzatori di Bangarra Dance Theatre in scena alla Sydney Opera House

La danza come filo tra Dreamtime e contemporaneità

Alla base del lavoro di Bangarra c’è la tradizione delle comunità aborigene e delle First Nations, dove la danza è uno dei veicoli più potenti di trasmissione culturale. Le danze tradizionali raccontano il Dreamtime, il periodo della Creazione, e il legame profondo tra i popoli e il loro territorio, trasformando il corpo in archivio vivente di storie, saperi e paesaggi.

Attraverso movimenti che riproducono emu, canguri, gru e serpenti, i danzatori evocano gli animali nativi australiani con un realismo ipnotico. Spesso l’animale danzato è il totem del performer, una specie affidatagli alla nascita e che ha il dovere di proteggere per tutta la vita. Ogni gruppo linguistico custodisce passi, ritmi e gesti differenti, dando vita a un patrimonio coreografico straordinariamente ricco e sfaccettato che continua a evolversi, anche attraverso contaminazioni con hip-hop e reggae.

Bangarra porta queste storie in tour in tutta l’Australia, dalle grandi città ai centri regionali, e sui palcoscenici internazionali, dimostrando come la danza possa essere al tempo stesso rito, memoria e strumento di dialogo globale.

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Esperienze e festival per vivere la cultura aborigena

Chi desidera avvicinarsi alla danza e alla cultura aborigena può scegliere diverse esperienze diffuse nel Paese. A Sydney, la Burrawa Aboriginal Bridge Climb Experience unisce la scalata del Sydney Harbour Bridge a una cerimonia di benvenuto al Country e a una smoking ceremony a Dawes Point, guidata da una guida aborigena che racconta la storia Gadigal della città dall’alto del suo monumento più iconico.

Nel Kimberley, in Western Australia, i tour Mabu Buru Tours collaborano con i Pintirri Dancers per una performance tradizionale di danza Wakaj, il ritrovarsi della famiglia, che accompagna il tramonto mentre i canti Karajarri risuonano nella boscaglia. Sulla Gold Coast, i tour del Jellurgal Aboriginal Cultural Centre introducono i visitatori alla cultura locale con performance di danza e workshop d’arte lungo i sentieri della foresta pluviale ai piedi della montagna sacra di Jellurgal.

Paesaggio di Kuranda nel Tropical North Queensland, foresta pluviale australiana

Un calendario di festival tra musica, luce e antiche cerimonie

Il calendario australiano offre numerosi appuntamenti dedicati alle culture delle First Nations. A gennaio, il Yabun Festival di Sydney riunisce artisti da tutto il Paese per una grande giornata di musica, danza e performance. Nel Tropical North Queensland, località come Kuranda e Cairns diventano spesso scenari di percorsi che intrecciano arte, paesaggio e narrazioni indigene.

Veduta costiera dell'area di Cairns nel Tropical North Queensland

Ad aprile il festival Parrtjima trasforma per dieci notti le MacDonnell Ranges, nei pressi di Alice Springs, in una galleria a cielo aperto con opere d’arte, spettacoli di luce, performance, workshop e incontri con artisti e anziani delle comunità locali. A maggio, a Melbourne, il Yirramboi Festival è un appuntamento internazionale dedicato alle arti performative indigene, pensato per sfidare le percezioni di cultura, identità e verità attraverso spettacoli e laboratori.

A luglio, la NAIDOC Week porta in ogni città australiana una settimana di celebrazioni dedicate alla storia e ai risultati dei popoli aborigeni. Nello stesso mese, nell’Arnhem Land nord-orientale, il Garma Festival è il più grande festival indigeno del Paese, con al centro la cultura Yolŋu e il Bungull, una delle cerimonie musicali più antiche al mondo ancora praticate.

Tra le esperienze proposte da Cultural Attractions of Australia spicca anche il percorso Behind The Scenes at Bangarra Dance Theatre, che permette di assistere a prove o spettacoli, incontrare gli artisti e approfondire la cultura aborigena e delle Isole dello Stretto di Torres, anche attraverso degustazioni ispirate alla gastronomia indigena.

Per chi vuole orientarsi tra le tante proposte, il collettivo Discover Aboriginal Experiences di Tourism Australia riunisce i principali operatori di turismo indigeno del Paese, raccolti sul sito www.discoveraboriginalexperiences.com, mentre informazioni generali per organizzare un viaggio sono disponibili su www.australia.com.

Foto: Ufficio Stampa

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