Dal Grand Tour ai viaggiatori digitali, il direttore Salvatore Trani racconta come è cambiato il turismo osservandolo da uno degli indirizzi più strategici della Capitale.

Dieci anni possono sembrare pochi in una città che misura il tempo in millenni. Eppure sono bastati a NH Collection Roma Palazzo Cinquecento per trasformarsi in uno dei punti di riferimento dell’ospitalità capitolina. Affacciato su Piazza dei Cinquecento, a pochi passi dalla Stazione Termini, l’hotel festeggia il suo decimo anniversario guardando al futuro senza dimenticare la storia che lo circonda. Da qui passano ogni giorno migliaia di viaggiatori provenienti da tutto il mondo, mentre nel giardino della struttura sopravvive un tratto delle antiche Mura Serviane. Un dialogo costante tra passato e presente che, secondo il direttore Salvatore Trani, rappresenta una delle chiavi del successo dell’albergo e della capacità di Roma di continuare ad affascinare generazioni di visitatori.

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«Sono stati dieci anni entusiasmanti. – racconta Trani – Dieci anni fatti di idee, di visione e di tantissimo impegno. Questo albergo ha consolidato la propria presenza sul mercato internazionale ed è diventato un punto di riferimento per tanti ospiti che continuano a sceglierci anno dopo anno». Situato accanto alla Stazione Termini, in un edificio novecentesco in stile Liberty che un tempo ospitava sedi delle Ferrovie e delle Poste, NH Collection Roma Palazzo Cinquecento dispone di 177 camere, una terrazza panoramica di 600 metri quadrati e un giardino che conserva i resti delle prime mura romane (etrusche, in realtà). Eppure, secondo il direttore, il vero valore della struttura non è soltanto la posizione strategica.

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«La cosa incredibile è che, pur essendo nel centro nevralgico della città, quando si entra qui dentro non ci si rende conto di essere accanto a uno dei luoghi più trafficati di Roma. – commenta – È come se esistesse una sorta di barriera invisibile tra il caos della stazione e la tranquillità dell’hotel».

Dieci anni nel cuore di una città che non si ferma mai

In questi dieci anni l’albergo ha osservato da una posizione privilegiata le trasformazioni della Capitale. Un punto di osservazione particolare, perché Piazza dei Cinquecento rappresenta uno degli snodi più dinamici della città. «Forse gennaio è l’unico mese che possiamo considerare leggermente più tranquillo. – spiega Trani – Per il resto Roma non si ferma mai. L’anno scorso, oltre al Giubileo, abbiamo vissuto momenti storici molto intensi. Ci sono stati grandi eventi internazionali, appuntamenti religiosi, manifestazioni sportive. Roma riesce continuamente a proporre occasioni diverse e questo rende il lavoro estremamente stimolante».

Per chi lavora nell’ospitalità, osservare il flusso di visitatori significa anche vedere da vicino come cambiano le abitudini di viaggio.

Il turista che arriva già preparato

Se dieci anni fa gli ospiti si affidavano soprattutto ai consigli del personale, oggi il rapporto con la destinazione inizia molto prima della partenza. «È cambiato tantissimo. – osserva Trani – Oggi il turista è molto più consapevole. Arriva già preparato, sa cosa vuole vedere, conosce i luoghi che desidera visitare e spesso ci invia una lista precisa di richieste ancora prima del check-in». Un cambiamento che riflette l’impatto della tecnologia sul modo di viaggiare. Guide online, social network e piattaforme specializzate permettono di pianificare ogni dettaglio prima ancora di arrivare a destinazione. Paradossalmente, però, questa maggiore preparazione non ha ridotto il desiderio di autenticità. «Le aspettative sono più alte rispetto al passato. – continua – Gli ospiti cercano comfort e tranquillità, ma cercano soprattutto un contatto vero con il territorio. Vogliono vivere la città e non soltanto visitarla».

È una tendenza che emerge chiaramente anche nei quartieri più caratteristici della Capitale. Monti, ad esempio, a due passi da Roma Termini, continua a essere uno dei luoghi più richiesti da chi cerca una Roma meno monumentale e più quotidiana, fatta di botteghe, strade vissute e identità locali. Secondo Trani, il compito di una struttura ricettiva oggi non è semplicemente fornire informazioni pratiche, ma aiutare gli ospiti a costruire una relazione più profonda con la città: «Dobbiamo accompagnarli verso esperienze autentiche. È questo che fa davvero la differenza».

L’effetto wow che Roma non ha mai perso

C’è poi un aspetto che, nonostante i cambiamenti tecnologici, è rimasto immutato: la capacità di Roma di lasciare senza parole. «Siamo abituati a vivere immersi nella storia. – racconta Trani – Ma quando osserviamo la reazione dei turisti internazionali capiamo che ciò che per noi è normale, per loro è qualcosa di straordinario». L’esempio più evidente sono proprio le Mura Serviane.

«Molti ospiti ci chiedono di poterle toccare. – dice il Direttore – Rimangono davvero stupiti quando scoprono che stanno facendo colazione davanti a una testimonianza della Roma antica. Per noi può sembrare una cosa normale, ma per chi arriva dall’estero è incredibile». L’albergo custodisce infatti un tratto delle fortificazioni che per secoli hanno delimitato la città. Un frammento di storia che continua a suscitare meraviglia. «Noi ci consideriamo quasi dei custodi di questo patrimonio. – continua – Lo vediamo ogni giorno e forse rischiamo di darlo per scontato. I turisti invece lo guardano con occhi completamente diversi».

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La stessa reazione si ripete spesso davanti ai grandi monumenti della città, ma anche in luoghi meno conosciuti. «L’effetto wow continua a esistere. – spiega Trani – Puoi vedere tutto su internet, puoi preparare il viaggio nei minimi dettagli, ma quando ti trovi davvero davanti a queste testimonianze storiche l’emozione è un’altra cosa».

Il Grand Tour come idea contemporanea

Non è un caso che per celebrare il decimo anniversario dell’hotel sia stato scelto proprio il tema del Grand Tour, il viaggio che tra il XVII e il XIX secolo portava giovani aristocratici e intellettuali europei alla scoperta delle grandi capitali culturali del continente. Per Trani si tratta di un concetto sorprendentemente attuale: «Non è stata una scelta casuale. Quei viaggiatori partivano per conoscere, imparare, confrontarsi con culture diverse. In fondo è ciò che dovrebbe fare ancora oggi un viaggio». L’obiettivo dichiarato è riportare l’esperienza culturale al centro dell’ospitalità.

«Vogliamo che il soggiorno sia parte integrante del viaggio e non soltanto una parentesi. – precisa – Roma offre una ricchezza straordinaria di storie, luoghi e stratificazioni culturali. Il nostro compito è aiutare gli ospiti a entrare in contatto con tutto questo». Una filosofia che si sposa perfettamente con una città che continua a costruire il proprio fascino sulla sovrapposizione di epoche, identità e racconti.

Custodire la memoria guardando al futuro

Nel corso dell’intervista emerge spesso una parola: connessione. Connessione con il territorio, con la storia e con le persone. «Vogliamo continuare a crescere e innovare. – conclude Trani – Ma senza dimenticare ciò che siamo. La nostra ambizione è offrire esperienze sempre più immersive mantenendo quel legame con la tradizione e con la cultura italiana che rappresenta la nostra identità».

Nel Settecento gli aristocratici europei attraversavano il continente per completare la propria formazione attraverso il Grand Tour. Oggi il viaggio è più veloce, più accessibile e più tecnologico. Eppure la ricerca sembra essere rimasta la stessa: trovare un luogo capace di raccontare una storia. A Roma, quella storia continua a emergere da ogni pietra. E, immancabilmente, anche da un hotel accanto alla stazione.

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