Tra media art e surrealismo: due mostre raccontano la scena artistica croata

Negli ultimi anni la Croazia sta emergendo sempre più come uno dei contesti più interessanti della scena artistica dell’Europa sud-orientale. Tra istituzioni storiche e musei dedicati alla contemporaneità, città come Zagabria e Fiume stanno sviluppando programmi espositivi capaci di intrecciare ricerca internazionale e riflessione critica sul presente, dando spazio a linguaggi sperimentali e a nuove letture della storia dell’arte.

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Due mostre inaugurate a marzo raccontano bene questa direzione. Pur partendo da presupposti diversi, entrambe interrogano il rapporto tra arte e realtà, tra memoria e immaginazione, mostrando come le pratiche artistiche contemporanee possano costruire nuove connessioni tra passato e presente.

Circuits of Chance al Museo d’Arte Contemporanea di Zagabria

Al Museo d’Arte Contemporanea di Zagabria, la mostra Circuits of Chance (19 marzo – 14 giugno 2026) nasce da una collaborazione di lungo periodo con l’istituzione e riunisce opere di artisti prevalentemente croati in dialogo con la ricerca di Nam June Paik, figura chiave della videoarte e della riflessione sulle reti mediatiche globali.

Il progetto prende spunto da una celebre intuizione dell’artista statunitense di origine sudcoreana: «Si è sviluppato il feedback di nuovi contatti che generano nuovi contenuti, e i nuovi contenuti generano nuovi contatti». Una frase che sintetizza perfettamente la logica delle connessioni culturali e tecnologiche che hanno caratterizzato l’opera di Paik e che oggi, nell’era delle reti digitali, appare più attuale che mai.

Partendo da questo principio, la mostra costruisce un sistema di relazioni in continuo movimento. Le opere esposte – pur provenendo da contesti e generazioni diverse – si intrecciano creando risonanze inattese, dove linguaggi visivi, sperimentazioni tecnologiche e riflessioni sul rapporto tra uomo e media si sovrappongono. Il risultato è uno spazio espositivo concepito come una rete di segnali e interferenze, in cui i lavori dialogano tra loro generando nuovi significati e nuove possibilità di lettura.

The Sky Is Turning al Museo di arte moderna e contemporanea di Fiume

Se a Zagabria il punto di partenza è il rapporto tra arte e tecnologia, a Fiume l’indagine si sposta invece verso territori più interiori e instabili. Al Museo di arte moderna e contemporanea, la mostra The Sky Is Turning – This Is Not Just Another Exhibition About Surrealism (19 marzo – 31 maggio 2026) propone infatti una riflessione sul surrealismo che evita ogni approccio storico o celebrativo.

Entrare nello spazio espositivo significa piuttosto attraversare una dimensione mentale dove logica e razionalità sembrano dissolversi. La mostra occupa l’intero museo e riunisce circa trenta opere provenienti dalla collezione, affiancate ai lavori di cinque artisti invitati, creando un percorso che oscilla tra disegno, scultura e installazione.

Surrealismo e materiali instabili nella mostra di Fiume

Tecniche tradizionali convivono con sperimentazioni più radicali e con l’uso di materiali non convenzionali – sale, capelli, pelle, sabbia – che introducono elementi di fragilità e instabilità all’interno delle opere. In questo contesto, i confini tra linguaggi artistici si dissolvono e ciò che normalmente rimane nascosto emerge in primo piano: impulsi contraddittori, paure, desideri e tensioni interiori.

Il titolo della mostra suggerisce proprio questa trasformazione continua: il cielo che cambia non è soltanto un’immagine poetica, ma la metafora di un mondo in cui certezze e strutture consolidate stanno progressivamente vacillando. La fiducia nel progresso lineare, nella crescita economica o nel soggetto razionale come centro stabile della realtà appare oggi sempre più fragile, mentre le crisi globali mettono in discussione le categorie con cui siamo abituati a interpretare il presente.

In questo scenario, il surrealismo non viene presentato come un movimento storico chiuso nel passato, ma come un metodo per osservare il presente, capace di portare alla luce le zone d’ombra della contemporaneità.

Se osservate insieme, le due mostre offrono uno sguardo complementare sulla scena artistica croata: da un lato la riflessione sulle reti e sui media che attraversa Circuits of Chance, dall’altro l’esplorazione dei territori più inquieti dell’immaginazione proposta da The Sky Is Turning. Due percorsi diversi, ma uniti dalla stessa volontà di interrogare il nostro rapporto con la realtà e con le immagini che la raccontano.

Foto: Shutterstock/Ufficio Stampa