Memoria genera Futuro: Roma si mobilita per il Giorno della Memoria 2026

Roma sceglie ancora una volta di fare della memoria un atto vivo e collettivo. In occasione del Giorno della Memoria 2026, torna Memoria genera Futuro, il vasto programma promosso da Roma Capitale che, dal 22 gennaio al 5 febbraio, attraversa l’intera città con oltre quaranta appuntamenti tra incontri, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, mostre e itinerari urbani. Un palinsesto diffuso che non si limita alla commemorazione, ma intende riaffermare con forza i valori di libertà, giustizia e rispetto della dignità umana, parlando soprattutto alle nuove generazioni.

Al centro dell’iniziativa, il ricordo delle vittime della Shoah e di tutte le categorie perseguitate dal nazifascismo: ebrei, Sinti e Rom, omosessuali, Testimoni di Geova, militari e oppositori politici. Un mosaico di voci e linguaggi che restituisce la complessità della storia e invita a trasformare il passato in responsabilità civile nel presente.

La memoria attraverso la musica

Uno dei momenti più significativi del programma è previsto il 28 gennaio all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con la presentazione del libro Stelle nascoste. La Shoah nei ricordi di un bambino, dedicata alle studentesse e agli studenti. Attraverso la testimonianza di Nando Tagliacozzo, sopravvissuto al rastrellamento del 16 ottobre 1943, l’incontro restituisce uno spaccato doloroso della Shoah romana, mettendo al centro la storia della piccola Ada Tagliacozzo, deportata e uccisa a Birkenau. Una narrazione che, partendo da una vicenda individuale, si fa strumento di consapevolezza collettiva.

La musica attraversa il programma come spazio di ascolto e riflessione. Al Museo degli Strumenti Musicali dell’Auditorium, il concerto dedicato a Mieczysław Weinberg, compositore segnato in modo irreversibile dallo sterminio della propria famiglia, diventa occasione per riflettere sul legame tra creazione artistica e trauma storico. Alla Casa delle Letterature, il recital per pianoforte e voce con giovani interpreti del Teatro dell’Opera di Roma intreccia repertorio ebraico e grandi autori della tradizione classica europea.

Teatro, cinema, dibattiti e presentazioni

Anche il teatro offre strumenti potenti per interrogare la memoria. Dal racconto del rastrellamento del Quadraro in Nido di vespe alla messa in scena di Bent di Martin Sherman, dedicata alla persecuzione degli omosessuali nei lager nazisti, gli spettacoli in programma restituiscono storie spesso marginalizzate, riportando al centro la dignità delle vite cancellate e la forza della testimonianza.

Hannah Arendt (2012)

Ampio spazio è riservato agli incontri, ai dibattiti e alle presentazioni editoriali, con un calendario fitto che coinvolge la Casa della Memoria e della Storia e numerose biblioteche cittadine. Attraverso libri, dialoghi e momenti di confronto, il programma affronta temi come le responsabilità del fascismo, gli stermini dimenticati, il significato politico e culturale del termine “genocidio”, il ruolo della memoria nella costruzione dell’identità collettiva.

Il cinema diventa a sua volta strumento di indagine e racconto. Dalle proiezioni de La tregua di Francesco Rosi e La zona d’interesse di Jonathan Glazer, fino a documentari e incontri con registi e studiosi, il linguaggio cinematografico permette di avvicinare pubblici diversi, offrendo nuove chiavi di lettura su eventi che continuano a interrogare il presente.

Completano il programma mostre e itinerari urbani, come l’esposizione dedicata a Barbara Yelin al Goethe-Institut e la visita guidata all’antico Ghetto ebraico, che restituiscono alla città i luoghi della memoria come spazi di conoscenza e riflessione condivisa.

Memoria genera Futuro 2026 si conferma così non solo come una rassegna culturale, ma come un progetto politico e civile: un invito a non relegare il ricordo al passato, ma a farne uno strumento attivo per leggere il presente e costruire il futuro.