La Fondazione Ugo e Olga Levi lancia su Spotify una serie in sette episodi per raccontare la lirica attraverso storie, voci e retroscena, parlando soprattutto alle nuove generazioni.
Un podcast pensato per accompagnare il pubblico dentro il mondo dell’opera, prima ancora di varcare la soglia del teatro. È questo l’obiettivo di Vissi d’arte, la nuova collana audio ideata dalla Fondazione Ugo e Olga Levi, centro di studi musicali di Venezia, ora disponibile su Spotify.
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Il progetto si compone di sette episodi che intrecciano racconto, ascolto e memoria, dando voce a un gruppo di giovani musicologi e offrendo uno sguardo inedito sulla tradizione operistica italiana. Un percorso narrativo che unisce passione, creatività e divulgazione, pensato per avvicinare soprattutto le nuove generazioni a un patrimonio culturale spesso percepito come distante.
Un podcast per avvicinare i giovani all’opera lirica
Il contesto è quello di una crescita costante dell’interesse giovanile per la musica classica e l’opera lirica. Negli ultimi dieci anni, gli iscritti al sistema AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) sono aumentati del 69%, superando quota 80.000 studenti, di cui oltre 24.000 nei Conservatori. In alcune città la crescita è ancora più marcata: a Parma le domande di ammissione sono aumentate del 32% in due anni, mentre a Cosenza e Fermo le iscrizioni risultano raddoppiate. Anche i teatri intercettano questo cambiamento: nel 2024 l’Arena di Verona ha registrato un incremento del 3% di spettatori under 30.
È in questo scenario che nasce Vissi d’arte, podcast dedicato a una delle espressioni più profonde dell’identità culturale italiana. I teatri d’opera vivono da sempre di storie: oggi, attraverso questo progetto, diventano essi stessi protagonisti di un racconto che restituisce voce a chi ha costruito e continua a costruire la tradizione lirica del Paese. Ogni episodio si configura come un viaggio narrativo tra palcoscenico e retroscena, attraversando gioie, difficoltà e ispirazioni. Dai grandi nomi della storia musicale alle pieghe più intime della vita degli artisti, l’ascoltatore viene condotto nel cuore pulsante della creazione operistica.
Sette episodi tra storia, racconto e ascolto
Le sette puntate sono firmate da un gruppo di giovani studiosi che collaborano da anni con la Fondazione Levi: Giovanni Meriani, Alessandro Avallone, Daniele Palma, Alexandre Piret, Antonella Manca, Paola Budano e Chiara Girlando. Un lavoro che conferma l’impegno dell’istituzione nel sostenere e valorizzare le nuove generazioni della musicologia italiana.
La narrazione è affidata alla voce di Alessandro Avallone, mentre la cura del progetto è di Paola Cossu. La produzione è realizzata da Studio Pase, con al pianoforte Silvio Bortolozzo. Il tema musicale che accompagna gli episodi è un brano del Quartetto Cetra, ambientato idealmente in un palco della Scala: una scelta ironica e raffinata che guarda all’opera dal punto di vista di chi la vive quotidianamente, tra scena e retroscena.
Un progetto culturale tra divulgazione e formazione
Il podcast ha debuttato il 19 gennaio 2026 e viene pubblicato con cadenza settimanale per sei lunedì consecutivi, completando così il ciclo dei sette episodi. Attraverso materiali d’archivio, voci di esperti e testimonianze dirette, Vissi d’arte costruisce una galleria di ritratti talvolta irriverenti, dedicati alle figure chiave del mondo operistico: compositori, librettisti, cantanti, impresari, editori, pubblico e maestranze.
A dare voce ai documenti storici sono quattro cantautori italiani: Pierpaolo Capovilla, Andrea Laszlo De Simone, Marco Scaramuzza e Alessandro Ragazzo. Ogni episodio vede inoltre la partecipazione di uno specialista, tra cui Lorenzo Ferrero, Vincenzina Ottomano (Università Ca’ Foscari Venezia), Pierluigi Ledda (Archivio Ricordi), Eugenio Refini (New York University) e Attilio Cantore (MusicPaper). L’ultima puntata è dedicata a chi, lontano dai riflettori, rende possibile la magia del teatro: scenografi, costumisti e light designer. Protagoniste le voci di Margherita Palli, Claudio Coloretti, Gabriele Mayer e Ursula Patzak.
Completa il progetto l’identità grafica, nata da un percorso di Formazione Scuola-Lavoro con il Liceo Artistico Statale M. Guggenheim di Venezia. Un lavoro che ha coinvolto direttamente gli studenti e che ha visto il progetto di Filippo Paneghel distinguersi e ottenere il riconoscimento finale.