Si chiude oggi a Napoli la terza edizione dell’EDI Global Forum, l’incontro internazionale dedicato all’innovazione nell’educazione museale che dal 18 al 20 marzo ha riunito oltre 90 musei e organizzazioni da 23 paesi. Promosso dalla Fondazione Morra Greco, il forum si conferma uno degli appuntamenti di riferimento per chi lavora all’intersezione tra cultura, educazione e nuove tecnologie, con un programma articolato tra keynote, panel interdisciplinari, workshop ed eventi diffusi nel centro storico della città.
LEGGI ANCHE: Zuckerberg chiude il metaverso: Horizon Worlds sparisce dalla VR
Al centro dell’edizione 2026, intitolata Beyond Images, una domanda sempre più urgente: come educare lo sguardo in un’epoca dominata da un flusso continuo e accelerato di immagini digitali?
Slow watching: la risposta dei musei all’era dello scroll
È in questo contesto che emerge il concetto di slow watching, una pratica di osservazione lenta e consapevole proposta come risposta alla logica dello scroll e dell’engagement algoritmico. Un approccio che invita a ristabilire un rapporto più profondo con le opere e con le immagini, contrastando la frammentazione dell’attenzione tipica degli ambienti digitali.
Il tema si intreccia direttamente con quello dell’intelligenza artificiale, protagonista di diversi panel dedicati alle trasformazioni in corso nella produzione, nella conservazione e nella mediazione dell’arte. Il forum ha affrontato non solo le opportunità offerte dall’AI, ma anche le questioni etiche legate all’autenticità, alla disinformazione visiva e al ruolo delle piattaforme tecnologiche nella costruzione della percezione collettiva.
Accanto a questi temi, ampio spazio è stato dedicato alla visual literacy, ovvero alla capacità di leggere e interpretare criticamente le immagini. Un ambito che, secondo i partecipanti, diventa sempre più centrale per il ruolo dei musei, chiamati a superare la funzione tradizionale di conservazione per assumere un compito attivo nella formazione del pubblico.
Il museo come spazio inclusivo: il modello del Gentle Museum
Tra i modelli emersi, anche quello del Gentle Museum, che ripensa gli spazi museali in chiave inclusiva, tenendo conto delle esigenze di persone con disabilità, anziane e neurodivergenti. Un approccio che amplia il concetto di accessibilità, trasformandolo in un principio strutturale e non in una semplice integrazione.
Con la partecipazione di figure provenienti da istituzioni come MoMA, Louvre e Victoria and Albert Museum, l’EDI Global Forum si conferma così una piattaforma transnazionale capace di mettere in dialogo pratiche, ricerca e visioni sul futuro dei musei. E mentre il dibattito sull’intelligenza artificiale accelera, da Napoli arriva una proposta controcorrente: rallentare lo sguardo per non perdere il senso delle immagini.