Art Basel svela le gallerie della fiera 2026 a Basilea

Art Basel ha annunciato le 290 gallerie selezionate per l’edizione 2026 della sua storica fiera di Basilea, in programma dal 18 al 21 giugno (preview il 16 e 17 giugno). Provenienti da 43 Paesi e territori, le gallerie includono 21 nuovi ingressi distribuiti in tutti i settori della manifestazione, confermando la centralità della piazza svizzera come baricentro del mercato globale dell’arte.

L’edizione 2026 riafferma Basilea come piattaforma capace di tenere insieme l’intero spettro dell’arte moderna e contemporanea: dai capolavori storici alle ricerche più sperimentali, incluse pratiche digitali e produzioni recentissime. Un panorama che, per una settimana, trasforma la città nel principale punto d’incontro del sistema internazionale dell’arte.

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Due grandi opere pubbliche in città

Per la prima volta, le commissioni nate dall’Art Basel Awards debutteranno proprio a Basilea. I Gold Awardees nella categoria Established Artist, Nairy Baghramian e Ibrahim Mahama, presenteranno due nuove opere monumentali nello spazio pubblico: Baghramian interverrà sulla Messeplatz, mentre Mahama realizzerà un’installazione di grande scala sulla storica Münsterplatz

La scelta ribadisce l’impegno di Art Basel nel sostenere gli artisti oltre i confini dello stand fieristico, espandendo la fiera nel tessuto urbano e attivando nuove forme di fruizione.

Courtesy of Art Basel

Premiere cresce: più spazio ai progetti ambiziosi

Torna per il secondo anno il settore Premiere, che passa da 10 a 17 presentazioni, rafforzando il ruolo della fiera come luogo di sperimentazione per opere realizzate negli ultimi cinque anni. Qui trovano spazio installazioni museali, ambienti scultorei, lavori filmici e sonori, pratiche materiche radicali.

Tra i progetti annunciati: l’installazione percorribile Treehouse di Ayman Yossri Daydban (Athr Gallery), una scultura murale monumentale di June Crespo (Ehrhardt Flórez), un dialogo generazionale tra arte e tecnologia proposto da Hoffman Donahue e l’ambiente sospeso in pelle e legno Strings di Koray Ariş (Öktem Aykut).

Parcours 2026: convivialità e spazio urbano

Il settore Parcours, dedicato a installazioni site-specific e interventi nello spazio pubblico, sarà curato per il terzo anno consecutivo da Stefanie Hessler, direttrice dello Swiss Institute di New York. L’edizione 2026 ruoterà attorno al concetto di “convivialità”, esplorando le gioie e le tensioni del vivere insieme, con opere disseminate lungo Clarastrasse e in prossimità della fiera.

232 gallerie nel settore principale

Il cuore della fiera – il settore Galleries – accoglierà 232 espositori internazionali con opere di qualità museale, dai maestri storici alle nuove produzioni. Dodici gallerie partecipano per la prima volta in questa sezione, alcune provenienti dai settori Feature, Statements e Premiere.

Tra i debutti nel main sector figurano Berry Campbell (New York), Tim Van Laere Gallery (Anversa/Roma), Phillida Reid (Londra) e Ortuzar (New York).

Feature e Statements: dialogo tra storia ed emergenti

Feature porterà 16 progetti di taglio storico-critico, mettendo in relazione l’avanguardia europea, il modernismo latinoamericano e l’arte africana del secondo Novecento. Statements presenterà invece 18 solo show di artisti emergenti, con nove nuove gallerie al debutto, consolidando Basilea come piattaforma di lancio per nuove voci.

Una settimana diffusa tra musei e istituzioni

Oltre alla fiera, Basilea sarà animata da un fitto calendario di mostre istituzionali. Tra le principali esposizioni in programma: Pierre Huyghe alla Fondation Beyeler, Helen Frankenthaler e Cao Fei al Kunstmuseum Basel, oltre a progetti alla Kunsthalle Basel, al Museum Tinguely e al Vitra Design Museum.

Date e calendario globale

Art Basel Basel 2026 si terrà dal 18 al 21 giugno, con giornate preview il 16 e 17 giugno. Nel calendario internazionale seguiranno le edizioni di Hong Kong (marzo), Parigi (ottobre) e Miami Beach (dicembre).

Con 290 gallerie e un programma che unisce mercato, istituzioni e spazio pubblico, l’edizione 2026 promette di confermare Basilea come il principale termometro dello stato dell’arte globale: una fiera che non si limita a riflettere il sistema, ma contribuisce a definirne le traiettorie future.