Il comunicato delle figlie di Alessandro Kokocinski.
Noi, Maya e Sara Kokocinski, figlie dell’artista Alessandro Kokocinski, sentiamo oggi il dovere morale di rendere pubblica una situazione che da anni ci ferisce profondamente, sia sul piano umano che culturale.
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Nonostante le sentenze favorevoli ottenute e quanto previsto dallo statuto della Fondazione dedicata a nostro padre, continuiamo a essere escluse dalla gestione della sua memoria artistica e culturale. Questa esclusione non riguarda soltanto vicende familiari private, ma investe direttamente la tutela dell’eredità morale e artistica di Alessandro Kokocinski, artista di rilievo internazionale, la cui opera appartiene anche alla storia culturale del nostro Paese.
Nel caso di Maya Kokocinski, il legame con il padre è stato profondo, continuo e documentato nel tempo. Padre e figlia hanno condiviso anni di lavoro artistico, esperienze di vita, viaggi, mostre e percorsi creativi comuni, fino alla partecipazione alla Biennale di Venezia. La loro storia attraversa l’esilio, il Sudamerica, l’emigrazione e la ricostruzione di una vita attraverso l’arte. Non si tratta dunque di una presenza marginale o episodica, ma di un rapporto umano e artistico che ha accompagnato decenni della loro esistenza.
Negli ultimi anni della vita di Alessandro Kokocinski, durante la relazione con la sua ultima compagna, il rapporto con le figlie è stato progressivamente ostacolato, fino a una dolorosa esclusione umana e familiare che oggi si riflette anche nella gestione della memoria pubblica dell’artista e della Fondazione che porta il suo nome.
Riteniamo grave che le figlie dell’artista vengano sistematicamente tenute ai margini delle iniziative culturali dedicate al padre, della sua memoria pubblica e delle decisioni relative alla sua eredità artistica. In un momento particolarmente delicato per la Fondazione dedicata ad Alessandro Kokocinski, avremmo auspicato un percorso improntato alla condivisione, alla trasparenza e al rispetto delle figure direttamente legate alla sua storia umana e artistica.
Non chiediamo privilegi, ma rispetto: rispetto delle sentenze, dello statuto, della trasparenza, e della verità storica e affettiva.
Crediamo che la memoria di un artista non possa essere amministrata attraverso dinamiche di esclusione personale, ma debba restare un patrimonio condiviso, aperto e accessibile a chi ne custodisce autenticamente la storia.
Essere oggi cancellate dalla memoria pubblica di nostro padre, come se la nostra presenza nella sua vita e nel suo lavoro non fosse mai esistita, rappresenta per noi una ferita profonda non solo sul piano personale, ma anche su quello storico e culturale. Con questo appello chiediamo alle istituzioni competenti, al mondo culturale e agli organi di stampa di prestare attenzione a quanto sta accadendo. La memoria di Alessandro Kokocinski merita verità, dignità e trasparenza.
Maya Kokocinski Sara Kokocinski