Alla settima edizione di The Phair la Fondazione Arte CRT rinnova il sostegno alla fiera torinese e acquisisce due opere della serie Luminescenti di Paolo Gioli, destinate alla collezione fotografica della GAM.

Torino conferma il suo ruolo di laboratorio per la fotografia contemporanea: in occasione della settima edizione di The Phair | Photo Art Fair, la Fondazione Arte CRT rinnova il proprio sostegno alla fiera e annuncia una nuova acquisizione destinata alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Due opere della serie Luminescenti di Paolo Gioli, datate 2007, entrano infatti nella collezione fotografica concessa in comodato alla GAM e al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea.

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La scelta si inserisce nel percorso con cui la Fondazione, ente art oriented della Fondazione CRT, continua a investire nella fotografia come linguaggio chiave del presente. Con uno stanziamento finale di 14.000 euro, le nuove acquisizioni rafforzano il nucleo fotografico della collezione, considerato oggi un ambito centrale del patrimonio artistico della Fondazione e messo a disposizione delle istituzioni museali, dei visitatori e della collettività.

Veduta di un'opera della serie Luminescenti di Paolo Gioli destinata alla GAM di Torino

Due Luminescenti di Gioli per la collezione fotografica

Le opere acquisite sono due lavori unici di Paolo Gioli appartenenti alla serie Luminescenti, selezionati dalla direttrice della GAM Chiara Bertola insieme ai conservatori Elena Volpato e Fabio Cafagna. Si tratta di polaroid applicate su cartoncino, realizzate nel 2007 a partire da frammenti scultorei antichi conservati al Museo Gregoriano Profano dei Musei Vaticani, a Città del Vaticano.

Nella motivazione della scelta, la direzione della GAM sottolinea come le due opere permettano di rappresentare in collezione il lavoro di uno tra i fotografi sperimentali più rilevanti del Novecento, finora assente sia nella collezione CRT sia nelle raccolte della GAM. Realizzate attraverso l’incandescenza di lastre fosforescenti impresse su polaroid, le immagini offrono una lettura quasi fantasmatica dei frammenti scultorei antichi e rinnovano la lunga relazione tra fotografia e scultura, inseguendo il sogno di riaccendere la vita nelle effigi pietrificate.

Secondo la stessa motivazione, la presenza di queste opere in collezione apre un dialogo con lavori affini già presenti nel patrimonio CRT, come Roman Boy di Mimmo Jodice, ampliando così il racconto della fotografia di ricerca sul corpo, la memoria e la materia.

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Il ruolo di The Phair e l’impegno della Fondazione Arte CRT

Il sostegno a The Phair da parte della Fondazione Arte CRT prosegue nel 2026, confermando la fiducia nella qualità curatoria della fiera, nelle gallerie partecipanti e nelle opere presentate. La manifestazione, interamente dedicata alla fotografia, è ormai uno degli appuntamenti più significativi del panorama artistico italiano e internazionale, e nel corso degli anni ha beneficiato anche del supporto della Fondazione CRT.

Come sottolinea la presidente Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, attraverso il sostegno a The Phair la Fondazione rinnova l’attenzione verso la fotografia, medium capace di raccontare il presente e interpretare le trasformazioni culturali e sociali del nostro tempo. Le nuove acquisizioni destinate alla GAM confermano la volontà di contribuire alla crescita del patrimonio pubblico e di sostenere la diffusione e l’accessibilità della cultura, rafforzando al contempo il ruolo di Torino come città di ricerca e sperimentazione nel panorama artistico contemporaneo.

Attiva dal 2000 e protagonista nel 2025 delle celebrazioni per i venticinque anni di sostegno all’arte contemporanea, la Fondazione Arte CRT ha costruito una delle collezioni più rilevanti in Italia e all’estero: quasi 1.000 opere realizzate da circa 380 artisti, per un investimento complessivo di oltre 43 milioni di euro. Un patrimonio che continua a crescere anche grazie a interventi mirati come quello realizzato a The Phair 2026, dove le opere di Paolo Gioli sono state acquisite dalla Alberto Damian Gallery.

Foto: Ufficio Stampa

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