A 90 anni dal bombardamento della città basca, torna lo scontro sul capolavoro di Picasso: per Madrid è troppo fragile per viaggiare, per Bilbao è una questione di memoria.

Madrid chiude ancora una volta la porta a Bilbao: Guernica non si muove. Il celebre dipinto di Pablo Picasso resterà al Museo Reina Sofía e non verrà prestato ai Paesi Baschi per le celebrazioni del novantesimo anniversario del bombardamento della città basca e della nascita del primo governo autonomo.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

LEGGI ANCHE: Il Messico non vuole perdere Frida Kahlo

A ribadirlo è stato il ministro della Cultura spagnolo Ernest Urtasun, che in Senato ha escluso qualsiasi trasferimento temporaneo dell’opera, definendola una delle creazioni artistiche più delicate del Novecento. Secondo il governo, la priorità assoluta resta la conservazione del dipinto, da anni considerato troppo fragile per affrontare nuovi spostamenti.

Madrid blocca il trasferimento di Guernica a Bilbao

La richiesta del governo basco prevedeva un prestito di nove mesi al Museo Guggenheim Bilbao, tra ottobre 2026 e giugno 2027, in concomitanza con le celebrazioni dedicate ai 90 anni del bombardamento di Guernica. Per Bilbao non si tratterebbe solo di una mostra-evento, ma di un gesto simbolico, quasi una restituzione morale a un territorio che porta ancora addosso la memoria di quella tragedia.

Dall’altra parte, però, i tecnici del Museo Reina Sofía continuano a ripetere che il rischio è troppo alto. Guernica misura quasi otto metri di lunghezza, pesa oltre 300 chili e presenta danni accumulati nel corso dei decenni, tra restauri, trasporti e cambi di sede. Dopo il ritorno in Spagna nel 1981 e il trasferimento definitivo al Reina Sofía nel 1992, il museo ha sempre escluso ulteriori spostamenti. Vibrazioni, sbalzi climatici e sollecitazioni meccaniche potrebbero provocare danni irreversibili alla superficie del dipinto.

Perché Guernica è diventato il simbolo universale contro la guerra

La vicenda, però, non riguarda soltanto la conservazione. Attorno a Guernica si muovono memoria storica, identità territoriale e politica. Il presidente basco Imanol Pradales ha parlato apertamente di mancanza di «volontà politica», mentre il governo regionale continua a chiedere una risposta chiara su quali condizioni potrebbero rendere possibile, almeno in teoria, un trasferimento futuro.

Realizzato nel 1937 dopo il bombardamento nazifascista della cittadina basca durante la Guerra Civile spagnola, Guernica è diventato nel tempo molto più di un dipinto: è un simbolo universale contro la guerra. Ed è proprio questa doppia natura, profondamente legata ai Paesi Baschi ma allo stesso tempo patrimonio nazionale e internazionale, a rendere ancora oggi il quadro al centro di uno scontro che va ben oltre il museo.

Foto: Shutterstock

Revenews