Dopo il furto dei tre dipinti alla Fondazione Magnani Rocca, un artista americano ha lasciato una copia del Cézanne rubato nel lost and found del museo di New York.
A pochi giorni dal furto dei dipinti di Les Poissons di Pierre-Auguste Renoir, Odalisque sur la Terrasse di Henri Matisse e Tasse et Plat de Cerises di Paul Cézanne alla Fondazione Magnani Rocca, il dipinto di Cézanne è riapparso a New York. O meglio: ne è comparsa una replica all’interno del lost and found del Museum of Modern Art.
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A lasciare la copia è stato Nelson Saiers, artista ed ex banchiere americano noto per le sue azioni di guerrilla art. Martedì scorso Saiers ha depositato una riproduzione di Tasse et Plat de Cerises dentro una scatola di plastica con l’etichetta Lost and Found, posizionandola nella hall del museo newyorkese. Secondo l’artista non si è trattato di uno scherzo, ma di un intervento pensato per aprire una riflessione sul valore dell’arte, sui furti nei musei e sul rapporto tra originale e copia.
Dal furto vicino Parma al MoMA: il ritorno simbolico del Cézanne rubato
Il gesto arriva dopo il clamoroso colpo avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 marzo alla Fondazione Magnani Rocca, nelle campagne vicino Parma. Quattro uomini incappucciati hanno forzato un ingresso del museo e in meno di tre minuti sono riusciti a rubare le tre opere francesi, per un valore stimato di circa 9 milioni di euro. Secondo gli investigatori, il sistema d’allarme ha impedito che il furto fosse ancora più pesante.
Saiers ha spiegato di aver scelto proprio Cézanne perché considerato uno dei padri della pittura moderna: Pablo Picasso lo definiva il padre di tutti noi, mentre Henri Matisse lo considerava l’artista a cui doveva di più. Per questo la replica lasciata al MoMA non vuole essere una semplice provocazione, ma un modo per ricordare quanto questi dipinti continuino a occupare un posto centrale nell’immaginario culturale contemporaneo.
Non è la prima volta che Saiers realizza interventi simili nei musei americani. In passato aveva distribuito false brochure al Metropolitan Museum per sensibilizzare sul tema della tratta di esseri umani. Anche questa volta insiste sul fatto che non si tratti di una burla: «Non sto cercando di far arrabbiare nessuno. Voglio aprire una conversazione seria», ha dichiarato a Page Six.