MACRO, la settimana del museo romano tra mostre, incontri e pratiche del contemporaneo

Una settimana che intreccia performance, musica e cinema: dal 23 al 29 marzo 2026 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma propone una programmazione pubblica che espande le mostre in corso e conferma il museo come piattaforma attiva per la produzione culturale contemporanea.

Al centro, il public program legato a UNAROMA e la rassegna cinematografica Cine-città, tra suono, immagine e riflessione sul presente.

LEGGI ANCHE – CRISTIANA PERRELLA, DIRETTRICE MACRO: “IL MUSEO E’ INCONTRO”

UNAROMA LIVE

Suono, performance e cultura del club

Il cuore della settimana si concentra giovedì 26 marzo con due appuntamenti che trasformano il museo in uno spazio performativo.

Alle 19.00, Litografia Bulla e Donato Panaccio presentano “LitoScape n.2”, una performance elettroacustica generativa pensata per il MACRO. Il progetto evolve il precedente LitoScape n.1 in una composizione più dinamica e narrativa, in cui i suoni del lavoro artigianale – strumenti, gesti, voci – diventano materia sonora.

L’esperienza si configura come un attraversamento immaginativo tra museo e bottega, tra contemporaneo e tradizione, invitando il pubblico a rallentare e a immergersi in un paesaggio acustico stratificato. L’intervento resterà in forma installativa nello spazio fino al 1° aprile.

A seguire, alle 21.00, il DJ set di Strada con “Correnti rotte” trasforma la sala in un ambiente condiviso di ascolto e movimento. Tra bassline profonde, poliritmie diasporiche e suoni organici, il set esplora il rapporto tra ritmo, memoria e identità, attivando una dimensione collettiva che richiama la cultura del club e le sue dinamiche relazionali.

Cine-città

Il nuovo cinema al MACRO

Venerdì 27 e sabato 28 marzo, alle 19.00, il MACRO ospita la proiezione di “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” (2026) di Simone Manetti, alla presenza del regista.

Il documentario ricostruisce il caso Regeni attraverso materiali d’archivio, testimonianze e documenti, restituendo il contesto politico e umano della vicenda e il lungo percorso di ricerca della verità.

La proiezione si inserisce nella rassegna Cine-città, dedicata al nuovo cinema romano e alle nuove generazioni di autori e autrici, con un programma che fino al 6 aprile porta al MACRO registi emergenti e sguardi contemporanei sulla città.

Le mostre in corso

Roma, memoria e pratiche del presente

Prosegue fino al 6 aprile UNAROMA, progetto curatoriale di Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella che racconta la città come un flusso continuo di immagini, pratiche e linguaggi. Con oltre 70 artisti, la mostra si sviluppa come un “piano sequenza” articolato in tre momenti – Set, Live e Off – tra installazioni, interventi e attivazioni performative.

Fino alla stessa data è visitabile anche Sorelle senza nome di Jonathas de Andrade, un video che ripercorre la storia di una comunità di suore brasiliane tra spiritualità, impegno politico e migrazione, intrecciando memoria e narrazione sociale.

Si avviano invece alla conclusione (22 marzo) One Day You’ll Understand. 25 years from Dissonanze, dedicata al celebre festival romano che ha ridefinito il rapporto tra musica elettronica e arti visive, e Abitare le rovine del presente, che indaga le pratiche di rigenerazione urbana e sociale nate dal basso nella città di Roma.

Un museo in movimento

Tra performance sonora, cinema documentario e ricerca curatoriale, la settimana del MACRO restituisce l’immagine di un’istituzione in costante trasformazione. Non solo spazio espositivo, ma luogo di produzione e attivazione culturale, in cui le mostre si espandono in programmi pubblici capaci di mettere in relazione arte, città e comunità.

Un modello che conferma il museo come dispositivo aperto, dove linguaggi e pratiche si intrecciano per raccontare – e interrogare – il presente.