Ancona conquista il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, al termine di un percorso che ha visto in gara 23 città e che premia il dossier Ancona. Questo adesso. Un programma di rigenerazione culturale, urbana, sociale ed economica che parte dal legame millenario con il mare Adriatico e da una visione inclusiva e sostenibile, pensata per proiettare la città dorica sulla scena nazionale e internazionale.
Città di mare e di frontiera, crocevia tra Italia, Balcani e Mediterraneo, Ancona si conferma epicentro culturale dell’Adriatico e ponte strategico verso l’Europa e il mondo. Il titolo ottenuto dal Ministero della Cultura arriva come riconoscimento a un lavoro condiviso tra istituzioni, università, porto, sistema culturale e comunità, chiamati ora a trasformare il dossier in azioni concrete fino al 2028.
Un progetto corale per la città dell’Adriatico
“È una giornata storica, un risultato che nasce da un lavoro corale, responsabile ed entusiasta, che ha unito istituzioni, università, porto, sistema culturale e comunità, dando forma a una visione condivisa e riconoscibile”, dichiara il Sindaco Daniele Silvetti. Il primo cittadino sottolinea come questo riconoscimento rafforzi il ruolo di Ancona e la sua capacità di crescere, affidandole una responsabilità pienamente nazionale e un progetto credibile, costruito insieme e orientato al futuro.
Silvetti ringrazia i primi compagni di viaggio, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche, insieme al soggetto attuatore Marche Teatro e ai numerosi soggetti del territorio che hanno creduto nel progetto. Ancona sceglie di tenere insieme sviluppo, qualità delle relazioni e apertura, riconoscendosi come città di pace e di gentilezza urbana, capace di costruire connessioni e opportunità a partire dalla propria identità.
LEGGI ANCHE: Fiere d’arte in Italia 2026: il calendario degli appuntamenti da non perdere
“Questo. Adesso.” tra mare, porto e paesaggio
Il progetto mobilita oltre 80 iniziative site-specific curate da maestri come il tre volte Premio Oscar Dante Ferretti e da prestigiose direzioni artistiche, tra cui Francesco De Melis ed Enrico Maria Dal Pozzolo. La cultura viene declinata in quattro macroaree: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco, Mare Culturale, in un intreccio che unisce porto naturale, patrimonio storico e artistico e il Parco del Conero, in cammino verso il riconoscimento di Parco Nazionale.
L’Assessora alla Cultura Marta Paraventi evidenzia come la particolarità di Ancona 2028 stia nella scelta della città di assumersi fino in fondo la responsabilità di raccontarsi e progettarsi, senza delegare la propria anima. Il dossier si ispira alle parole del poeta Francesco Scarabicchi e, con Questo. Adesso., unisce porto, città e paesaggio, traducendo l’identità profonda in sviluppo culturale, urbano e sociale, capace di generare valore, attrarre investimenti e posizionare Ancona in modo più competitivo.
Dante Ferretti e il Museo della Civiltà del Mare Adriatico
L’orgoglio marchigiano risuona nelle parole del tre volte Premio Oscar Dante Ferretti, direttore artistico di uno dei progetti portanti del dossier, il Museo della Civiltà del Mare Adriatico. Ferretti ricorda come ad Ancona sia nata la sua carriera con i primi film e l’ispirazione per Fellini in E la nave va, e definisce questa vittoria una grande occasione per una città che nel mare, nella storia e nella luce trova un’energia creativa unica, da trasformare in narrazione cinematografica universale.
Il programma valorizza temi come l’accessibilità, guidata dal Museo Tattile Statale Omero, eccellenza internazionale, la rigenerazione urbana a traino culturale e il welfare culturale, con particolare attenzione ai giovani, non solo come fruitori ma come protagonisti del processo creativo. Il dossier, con un budget culturale previsto di 7 milioni di euro gestito da Marche Teatro, integra strategie UE e innovazione digitale, grazie a una direzione di candidatura che intreccia competenze culturali, amministrative, creative, universitarie ed europee.
Il progetto è promosso dal Comune di Ancona, Università Politecnica delle Marche, Regione Marche e ANCI Marche, con adesioni istituzionali che includono Autorità di Sistema del Mare Adriatico Centrale, Arcidiocesi Ancona-Osimo, Camera di Commercio delle Marche, Fondazione Marche Cultura, Parco Regionale del Conero, Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, Forum delle Città Adriatico Ioniche, Associazione Riviera del Conero e città partner come Spalato, Dubrovnik, Zara e Venezia. Un racconto identitario tra memoria e innovazione, che attraverso nuovi linguaggi digitali e narrativi reinterpreta il patrimonio storico e artistico della città.
Foto: Ufficio Stampa