La procura francese ha fermato due dipendenti, alcune guide e una persona sospettata di essere l’organizzatore della truffa, che è andata avanti per un decennio.
La notizia in breve. Fermati dalla Procura di Parigi due dipendenti del Louvre e alcune guide, accusati di aver messo su una rete criminale per truffare il museo. Due guide cinesi hanno fatto entrare per un decennio gruppi di connazionali utilizzando biglietti vecchi, già usati in precedenza. Il danno ammonta a oltre 10 milioni di euro.
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Non c’è pace per il Louvre: il museo più famoso del mondo sta passando un guaio dopo l’altro, nonostante gli sforzi statali per renderlo più sicuro e all’avanguardia. Dopo il furto rocambolesco di ottobre 2025, che ha messo in evidenza enormi falle nella sicurezza del museo, sono arrivati gli scioperi dei dipendenti e addirittura un episodio di allagamento che ha danneggiato una parte delle collezioni e denunciato le condizioni non ottimali della struttura. Ora Parigi ha a che fare con una maxi truffa, ai danni del Louvre e della Reggia di Versailles, condotta grazie alla complicità di dipendenti del museo.
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Maxi truffa al Louvre: biglietti utilizzati più volte per anni
La procura di Parigi ha parlato di un danno “di oltre 10 milioni di euro” per le casse delle due istituzioni. Si tratterebbe di una vasta rete illegale che lucrava sui biglietti e sulle visite guidate: in pratica, una coppia di guide cinesi ha fatto entrare, per circa dieci anni, gruppi di turisti connazionali utilizzando più volte gli stessi biglietti. All’interno del museo c’erano dei dipendenti complici che, previo pagamento di somme in contanti, chiudevano un occhio sull’irregolarità. Il transito di questa massa di turisti non paganti, per anni, ha portato quindi ad un danno economico non indifferente.
Quella che hanno smantellato le autorità parigine era una vera e propria rete criminale e di ampia portata: fra i fermati ci sono appunto due dipendenti del Louvre, alcune guide turistiche e una persona “sospettata di essere l’organizzatore” della truffa. Secondo il procuratore, sono stati sequestrati 957mila euro in contante, di cui 67mila euro in valuta estera, e 486mila euro su diversi conti bancari. La truffa andava avanti dal molto tempo, tanto che gli arrestati sono accusati di aver reinvestito parte del bottino “nell’immobiliare, in Francia e a Dubai”.
Il museo del Louvre è stato recentemente al centro di polemiche anche per l’aumento dei costi: da inizio 2026, i visitatori extra europei pagano il 45% in più rispetto a chi proviene dal vecchio continente.