La notizia in breve. Nasce Mecenates, la prima piattaforma italiana dedicata all’arte su commissione, pensata per rispondere alle trasformazioni del mercato dell’arte e riportare al centro il processo creativo umano.
In un mercato dell’arte che rallenta ma si trasforma, nasce Mecenates, la prima piattaforma italiana dedicata all’arte su commissione. Un progetto che intercetta un cambiamento strutturale con una minore concentrazione su pochi grandi nomi e una crescente domanda di lavori personalizzati e su misura. Secondo il Rapporto Art Basel e UBS, nel 2024 il valore globale del mercato dell’arte è sceso a 57,5 miliardi di dollari (-12%), mentre il numero delle transazioni è aumentato. Segnalo che è in corso un’evoluzione profonda delle dinamiche del settore.
Proprio in questo contesto, complice anche l’intelligenza artificiale, Mecenates propone una direzione diversa. Ovvero, riportare al centro il processo creativo umano, il dialogo e la responsabilità condivisa tra artista e committente. Attenzione, non si tratta di un marketplace di opere pronte, ma di un ecosistema digitale che accompagna l’arte dalla prima idea alla realizzazione finale.
«Oggi tutto può essere generato in pochi secondi, ma non tutto ha valore», spiega Fabrizio Biondi, fondatore e CEO della piattaforma. «Il valore dell’arte non è solo nell’opera finita, ma nel processo, nel tempo, nella relazione. L’AI può produrre immagini, ma non responsabilità, visione e senso».
Mecenates reinterpreta il mecenatismo in chiave contemporanea, rendendolo trasparente e accessibile. Attraverso un sistema di matching intelligente, la piattaforma mette in relazione artisti selezionati con privati e aziende in modo da individuare l’artista più adatto a ogni progetto. Chat dedicate, timeline chiare, bozze, revisioni e approvazioni trasformano la commissione artistica in un flusso strutturato e tracciabile, superando l’informalità che ancora caratterizza il settore.
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Per gli artisti, Mecenates significa visibilità qualificata, accesso a commissioni reali e strumenti professionali per gestire il lavoro. Per i committenti, la possibilità di partecipare attivamente al processo creativo e ottenere opere originali, su misura, con piena trasparenza. A sostegno dello sviluppo tecnologico e delle attività di marketing, la startup ha inoltre ottenuto il finanziamento del Bando per la transizione digitale delle imprese dell’Emilia-Romagna 2025, per un valore di 73.500 euro.
Fabrizio Biondi e il progetto Mecenates
Il progetto nasce anche da un percorso anzitutto personale. Biondi ha, infatti, lavorato a lungo nel campo della cybersecurity e dell’intelligenza artificiale, guidando team di ricerca e sviluppo per Avast Software. «Lavorando per anni con le AI generative ho visto da vicino come stiano ridefinendo la creatività umana», racconta. «Ho fondato Mecenates perché credo che il valore dell’arte non risieda solo nell’opera finita, ma nel processo che la rende necessaria: tempo, responsabilità, relazione».
In questa visione, il mecenatismo contemporaneo diventa partecipazione attiva alla nascita dell’opera in cui chi commissiona entra nel processo creativo, dialogando con l’artista. «Non abbiamo costruito una piattaforma che mette gli artisti in competizione, ma in relazione», sottolinea Biondi. «Il nostro obiettivo non è trovare qualcuno che “lo faccia”, ma chi può davvero interpretare un’idea e darle anima».
Accanto alla piattaforma prende forma anche Mecenates Prestige, servizio di consulenza ispirato all’Art Advisory internazionale, pensato per le aziende che vogliono integrare l’arte nei propri spazi come elemento di identità, cultura e benessere. Attraverso percorsi curatoriali su misura, rendering, visualizzazioni in realtà aumentata e sopralluoghi dedicati, Mecenates Prestige accompagna le aziende dalla scelta delle opere alla gestione completa di trasporto, certificazioni, assicurazioni e pratiche fiscali.
Immagini da Ufficio Stampa