Uscirà il 30 gennaio nelle sale il documentario Melania, biopic sulla due volte First Lady d’America: ambientato nei venti giorni prima del secondo giuramento di Donald Trump, sta già suscitando le polemiche del caso, in patria e fuori.
Pietra dello scandalo annunciata – e probabilmente voluta – la regia di Brett Ratner, regista di film come X‑Men: The Last Stand o Rush Hour, e produttore di molti altri importanti come Gravity e Avatar. Il regista è infatti in disgrazia ad Hollywood ormai da diverso tempo, a causa del suo pesante coinvolgimento nel #metoo nel 2017. Proprio quell’anno infatti la Warner lo allontanò, dopo l’accusa di molestie da parte di sei donne, modelle e attrici, fra cui Olivia Munn. Il suo ultimo film da regista è datato 2015.
LEGGI ANCHE: La cultura in sciopero a Minneapolis contro l’ICE
Amazon investe 40 milioni di dollari, polemiche sull’anteprima
Fa discutere anche il grosso investimento economico (si parla di 40 milioni di dollari) da parte di Amazon per l’acquisto del film e per un battage pubblicitario senza precedenti: sembra più una mossa per compiacere Donald Trump che per guadagnare, considerando che il biopic incasserà al massimo, secondo le previsioni, 10 milioni.
Il 28 gennaio Melania ha suonato la tradizionale campanella di apertura a Wall Street per promuovere il film e si parla di un’anteprima alla Casa Bianca extra lusso, in stile Versailles: molti si sono chiesti quanto tutto ciò fosse adeguato considerando quanto sta succedendo in America, fra le rivolte popolari contro l’ICE, le vittime dovute all’ondata di gelo e le minacce di guerra in Iran.
Il Sud Africa ritira il film prima dell’uscita
In Sud Africa i cinema hanno rimosso il film dalla programmazione prima della sua uscita. La decisione è stato del distributore locale, Filmfinity, presa a causa di sviluppi recenti. Di che sviluppi si tratta non è chiaro: probabilmente hanno influito i rapporti tesi fra i due paesi i termini soprattutto commerciali.
Melania è un film destinato a far discutere e forse questo era proprio negli intenti: in questo caso è quasi scontato dire anche male, purchè se ne parli.