Una statua per Giulietta di Barolo: la prima donna a entrare nello spazio monumentale di Torino

Era una Torino dai due volti quella che conobbe Juliette Colbert di Maulévrier nel 1814: da una parte il salotto buono dell’Italia, con i suoi portici ampi e i caffè letterari, dall’altra la povertà e il disagio dell’umanità ammassata nel Moschino, in Vanchiglia, in borgo Dora, nel reticolo di viuzze intorno al Municipio e alla piazza Palazzo di Città: fra povertà, scarse condizioni igieniche e malattie, tanti erano costretti a delinquere per sopravvivere.

Juliette, profondamente religiosa e proveniente da una famiglia di filantropi (nonostante questo trucidati durante la Rivoluzione Francese), decise di continuare la tradizione di famiglia volgendo lo sguardo alla parte meno fortunata: come Marchesa Giulietta Falletti di Barolo lo fece concentrandosi in particolare sulle donne detenute, cercando di migliorare la loro qualità di vita e dandogli una speranza per il futuro.

Nel 1821 organizzò il Carcere delle Forzate come un istituto di pena modello: le detenute erano trattate con dignità e incoraggiate al pentimento e al recupero. Successivamente la Marchesa aprì anche un Rifugio nel quale accogliere le donne uscite dal carcere ed avviarle al lavoro, al matrimonio o alla vita monastica, e un’Opera per le bambine sotto i 12 anni provienienti da famiglie disgraziate.

Il lavoro di Giulietta di Barolo per le donne meno fortunate è rimasto nella storia: l’Opera Barolo è ancora attiva nella beneficienza, nell’educazione e nella cultura e oggi sia Giuletta che il marito Tancredi sono Beati per la Chiesa cattolica.

La prima statua dedicata ad una donna a Torino

Il 17 gennaio verrà inaugurata la statua dedicata a Giulia di Barolo, la prima per una donna nella città di Torino: realizzata da Gabriele Garbolino Rù con la curatela artistica di Enrico Zanellati si trova sospesa a quattro metri da terra sulla facciata della storica residenza di Palazzo Barolo, all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane Il monumento è una scultura in bronzo in cui sono raffigurate due donne, Giulia di Barolo e una carcerata che lei tiene tra le braccia: voluto dall’Opera Barolo per la sua fondatrice e patrocinato da Città di Torino e Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, è realizzato con il sostegno della famiglia Abbona, titolare dell’azienda vitivinicola “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo” e il Gruppo Iren ne ha curato l’illuminazione.

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Tre giorni di festa per Giulietta di Barolo, fra passeggiate, balli e musica

L’inaugurazione della statua dà il via a tre giorni di festa, fra iniziative culturali, spettacoli e visite guidate al piano nobile del Palazzo. Tutte le iniziative sono dedicate alla figura della Marchesa, nelle varie sfaccettature della sua opera: le passeggiate urbane gratuite ricalcheranno le sue orme tra Palazzo Barolo e il Distretto Sociale di via Cottolengo, non mancheranno momenti conviviali come il “Tè a Palazzo” e un ballo storico serale con rievocatori in costume, ma nemmeno eventi per famiglie con attività musicali per la prima infanzia, laboratori per bambini e ragazzi, incontri e letture condivise curati dalla Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI. Lunedì 19 gennaio, anniversario della morte della Marchesa, il programma assume un tono più commemorativo con la Santa Messa nella chiesa di Santa Giulia, le visite delle scuole dell’Opera Barolo e il concerto conclusivo “Sulle note di Giulia”, evento gratuito nel Salone d’Onore che unisce musica, testi e memoria civile.