Thomas Astruc racconta ‘Miraculous’: «Rompere i nostri stereotipi è la vera difficoltà»

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Dalla sua penna è nata, quasi per gioco, la supereroina Ladybug, protagonista con Chat Noir della serie animata Miraculous in onda su Super!. La nostra intervista a Thomas Astruc.
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Marinette e Adrien (alias Ladybug e Chat Noir nella versione coi superpoteri) sono fra i suoi personaggi più riusciti, entrati anche nel cuore dei ragazzi italiani che ne seguono le avventure in Miraculous, in onda sul canale Super!. In attesa dei nuovi episodi, dal 18 novembre, il creatore della serie Thomas Astruc ha incontrato il pubblico durante il Lucca Comics & Games 2019, manifestazione alla quale il disegnatore e storyboarder ha partecipato per la prima volta.

In questa occasione l’artista si è raccontato alla stampa e anche noi abbiamo cercato di scoprire di più come siano nati Ladybug e Chat Noir e quali siano le dinamiche alla base delle loro storie. Per esempio, la scelta di Parigi, che sulla carta potrebbe essere un qualunque scenario di sfondo, è ben più che una location.

“Quando ho iniziato a lavorare su Miraculous ero indeciso su dove ambientare la storia – spiega Astruc – soprattutto perché in Francia, solitamente, ci dicono di fare scelte neutrali per poi vendere il prodotto all’estero in maniera più semplice. L’idea di Parigi è arrivata dal produttore che è cresciuto lì e ama quella città. È la città dell’amore e abbiamo cercato di renderla un personaggio vivo. Ero scettico, all’inizio, ma mi sono fidato e aveva ragione la produzione.”

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Alle spalle, Thomas Astruc, che mantiene il totale riserbo sul futuro della storia fra Marinette e Adrien, ha film di successo e serie tv di animazione a cui lavorato sia come storyboarder sia come disegnatore. “Mentre stai lavorando è difficile rendersi conto del successo ed è solo in occasioni di fiere a eventi come questo di Lucca che riesco a percepirlo. – ci spiega – È una soddisfazione incredibile, soprattutto perché è difficile introdurre sul mercato un prodotto di questo tipo.”

Da storyboarder ad autore, il percorso per il creatore di Miraculous è stato molto meditato. “Quando ero più giovane pensavo che le storie che creavo non fossero abbastanza interessanti. Perciò non volevo annoiare la gente e ho cercato di usare lo storyboarding per migliorare le mie qualità. Poi quando avevo circa 45 anni ho iniziato a scrivere qualche storia mia anche se ero molto timido nel mostrare il risultato… Ma molti mi hanno incoraggiato a continuare e ho capito, grazie al riscontro che ricevevo, che quello che scrivevo poteva essere apprezzato.”

Ho iniziato a credere di più in me stesso e a dedicarmi seriamente alla scrittura: una volta aperto il rubinetto, l’acqua non ha più smesso di scorrere. Non ho più smesso di scrivere, è una necessità.

E a proposito della nascita di Ladubug e Chat Noir, Astruc ha rivelato un aneddoto molto curioso: “Stavo lavorando alle W.I.T.C.H. e nel team c’era una ragazza che indossava una maglietta con una coccinella. Ho iniziato, per scherzo, a scarabocchiarla su dei post.it per poi disegnare quella ragazza in versione supereroina – coccinella.”

Quel personaggio, nato per scherzo, era buono e del tutto inedito; non c’era nient’altro come Ladybug perché probabilmente la coccinella come animale non ispira una forza mascolina.

Nella carriera di Astruc la figura femminile ha sempre un ruolo centrale e questa è una scelta precisa che va al di là dell’intreccio fine a se stesso. “Mi piace lavorare con storie che hanno donne come personaggi principali perché credo che permettano di inserire molti più argomenti, come relazioni sentimentali e momenti comici che spesso vengono trascurati. Si parla sempre di dare maggiore rilievo alla donna ma alla fine, quando capita l’occasione, spesso non lo si fa. Ecco a me, invece, piace proprio.”

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Avere a che fare con una serie come Miraculous, del resto, significa anche confrontarsi con più di un preconcetto che ha che fare con il mondo femminile e non solo. “La difficoltà maggiore non è tanto scrivere in maniera diversa da quella che ci si aspetterebbe, ma andare oltre gli schemi e rompere i nostri stessi stereotipi. E abbiamo rischiato di cascarci anche noi.

In alcuni episodi già scritti – racconta Thomas Atruc – mi sono messo a contare i personaggi e mi sono accorto che attorno a Ladybug avevamo creato un modo pieno di cliché. I personaggi femminili, in particolare, facevano solo lavori come l’insegnante o l’infermiera mentre i ruoli di potere o più avvincenti appartenevano solo agli uomini. Stavamo cadendo anche noi negli stereotipi, quindi ci siamo fermati e abbiamo riscritto tutto.”

Viviamo in una sorta di età buia e quello che stiamo cercando di fare con questa serie è mostrare qualcosa a cui aspirare, mostrare buoni esempi.

Ma qual è il segreto del successo di Miraculous, secondo il suo creatore? “Ci sono molte serie animate che parlano di sentimenti e relazioni che ma mancava l’esplorazione sociale che è quello che cerchiamo di fare noi, in modo da raccontare come i personaggi siano connessi fra loro e come si relazionino con la società che li circonda”, osserva Thomas Astruc.

Bocca cucita, invece, sui nuovi episodi dei quali ci dice solamente che “andremo nel profondo dei personaggi, ci saranno nuovi eroi e nuovi cattivi… Ed esploreremo nuove zone di Parigi sperando, per il prossimo anno, di andare anche fuori dalla capitale.” Appuntamento, per ora, dal 18 novembre (dal lunedì al venerdì alle 18.15) su Super! con le nuove storie di Ladybug e Chat Noir.

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Paola Maria Farina

Paola Maria Farina

Musica, libri, varie ed eventuali. In tasca una laurea in Lettere/Filologia Moderna.