Dentro Mercato Centrale Milano nasce Radio Mercato Centrale, il progetto diretto da Alex Neri che trasforma la radio in uno spazio fisico di ascolto, incontro e produzione culturale, tra musica, creatività e nuove comunità urbane.

Che cosa succede quando una radio smette di essere soltanto un mezzo per ascoltare musica e diventa un luogo? La domanda accompagna la nascita di Radio Mercato Centrale, il nuovo progetto di Mercato Centrale Milano, che porta nel cuore della stazione un’idea di radio pensata non come semplice sottofondo, ma come dispositivo culturale. A guidarla è Alex Neri, figura storica della musica elettronica italiana. DJ, produttore e membro fondatore dei Planet Funk. Neri ha attraversato più di trent’anni di trasformazioni del club culture, mantenendo un rapporto particolarmente stretto con il Tenax di Firenze e con Tenax Recordings.

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Dalle produzioni degli anni Novanta alle esperienze più recenti, il suo percorso si muove tra house, techno e ricerca elettronica, con una particolare attenzione alla dimensione del groove e alla costruzione di atmosfere. È un’eredità che entra ora in un contesto molto diverso da quello del club. Il primo piano di Mercato Centrale diventa infatti un luogo di produzione, incontro e ascolto, uno spazio attraversato ogni giorno da persone diverse, dove la radio può incontrare una città che normalmente non frequenta gli studi radiofonici.

La scelta è significativa e la scommessa è su Milano, città nella quale musica, moda, design e arte convivono continuamente, ma spesso in circuiti separati. Radio Mercato Centrale prova a metterli sullo stesso piano, costruendo una programmazione che parte dalla musica per allargarsi alle persone e alle storie che le ruotano attorno. Il giovedì sarà dedicato alla scena emergente, con dj set underground e conversazioni con artisti e creativi. La domenica, invece, il ritmo rallenta con selezioni musicali, dj set pomeridiani e un mercato del vinile con negozi e realtà indipendenti della città. 

Radio Mercato Centrale: la programmazione

Non semplicemente eventi, dunque, ma appuntamenti ricorrenti attraverso i quali dare al luogo una propria identità sonora. La programmazione ospiterà inoltre realtà già esistenti nella scena milanese. Dalla Playlist di Alex Neri ai B2B con protagonisti della cultura underground, passando per Stanotte Fantastico, che porterà nella radio eventi e un podcast dedicato alla comunità LGBTQ+ della scena underground milanese. Ci sarà spazio anche per linguaggi apparentemente lontani dal clubbing. Un programma condotto da Maria Campadel, fondatrice dell’agenzia milanese Pr We Are Busy, metterà attorno allo stesso tavolo founder, creativi, talent, sportivi e protagonisti della moda e della beauty culture. Il collettivo HMCF racconterà invece la musica emergente italiana attraverso artisti, produttori e professionisti del settore.

E poi i talk di Damir Ivic, giornalista musicale, previsti due volte al mese, il punto di partenza sarà sempre un disco, utilizzato come chiave per entrare nella storia personale e professionale dell’ospite, non solo del settore ma di tutti gli ambiti. Un espediente semplice, quasi analogico, per costruire conversazioni che attraversano la musica e finiscono altrove.

La creazione di una comunità

In questo senso, Radio Mercato Centrale sembra recuperare una delle caratteristiche più interessanti della radio come la capacità di creare comunità senza richiedere necessariamente una presenza simultanea. Ma aggiunge qualcosa che la radio tradizionale non aveva: un indirizzo. Il pubblico può ascoltare online, ma può anche arrivare fisicamente, fermarsi, assistere a un dj set, comprare un vinile, incontrare un artista. La radio diventa così una porta d’ingresso a un luogo, mentre il luogo diventa la materia prima della radio.

Dopo essere stata per decenni la voce del viaggio, la radio torna dunque a occupare lo spazio pubblico. Non per riempire il silenzio, ma per produrre connessioni. E in una città come Milano, dove tutto sembra già avere una frequenza, forse la sfida è proprio questa, trovare nuove persone da mettere in ascolto.

Foto: Diletta Panatta

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