La storia di una delle canzoni più famose al mondo, nata non dalla fine di una relazione sentimentale ma da un doloroso addio professionale.
Dolly Parton è morta il 25 agosto 2026, a ottant’anni. Tra le canzoni tornate immediatamente all’ascolto c’è I Will Always Love You, conosciuta in tutto il mondo soprattutto nella versione di Whitney Houston. Il brano, però, non nacque come una dichiarazione d’amore romantico: Parton lo scrisse per salutare Porter Wagoner, il collega e mentore dal quale aveva deciso di separarsi professionalmente.
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Per chi Dolly Parton scrisse I Will Always Love You
Porter Wagoner era già una star della musica country quando, nel 1967, invitò Dolly Parton nel suo programma televisivo, The Porter Wagoner Show. In sette anni i due formarono una delle coppie più popolari del genere, incisero numerosi dischi insieme e contribuirono a trasformare Parton in un volto conosciuto in tutti gli Stati Uniti. All’inizio degli anni Settanta, però, la cantante voleva costruire una carriera indipendente. Wagoner non accettò facilmente la sua decisione e le discussioni non riuscirono a convincerlo. Dolly Parton scelse allora il linguaggio che conosceva meglio: scrisse una canzone.
Nel testo ringraziava l’uomo che le aveva aperto le porte della televisione e della musica country, ma gli spiegava anche che era arrivato il momento di andare via. Non la fine di un amore, dunque, ma un addio professionale pieno di affetto, gratitudine e dolore. Secondo il racconto fatto più volte dalla stessa Parton, quando ascoltò il brano Wagoner si mise a piangere. Lo definì la migliore canzone che avesse mai scritto e accettò la sua partenza a condizione di poterla produrre.
Pubblicata nel 1974 nell’album Jolene, I Will Always Love You raggiunse il primo posto della classifica country. Parton la reincise nel 1982 per il film Il più bel casino del Texas e tornò nuovamente al numero uno. Dieci anni dopo Whitney Houston la trasformò nella ballata monumentale di Guardia del corpo. Ma dietro quel ritornello rimase sempre il gesto con cui Dolly Parton era riuscita a dire un addio senza cancellare ciò che era stato.
Foto: Wikimedia Commons
