Nel 1893 il ferroviere Pietro Rigosi rubò una locomotiva e la lanciò verso Bologna. Sopravvisse allo schianto, ma il movente del suo gesto rimase un mistero.

La Locomotiva di Francesco Guccini racconta una storia realmente accaduta. Il protagonista era Pietro Rigosi, ferroviere di idee anarchiche che il 20 luglio 1893 si impossessò di una locomotiva e la lanciò verso Bologna.

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Chi era Pietro Rigosi, il ferroviere della Locomotiva

Rigosi aveva 28 anni, era sposato, padre di due bambine e lavorava come fuochista, o aiuto macchinista, per la Rete Adriatica. Alla stazione di Poggio Renatico approfittò dell’assenza del macchinista titolare, sganciò la locomotiva 3541 da un treno merci e partì in direzione Bologna, raggiungendo circa 50 chilometri orari: una velocità considerevole per l’epoca. Avvertito della corsa, il personale ferroviario deviò la macchina su un binario morto. La locomotiva si schiantò contro un convoglio fermo, composto da carri merci e da una vettura di prima classe. Rigosi sopravvisse, ma perse una gamba e rimase sfigurato.

La storia vera e le libertà di Guccini

Guccini trasformò la cronaca in una ballata epica, pubblicata nel 1972 nell’album Radici. Nella canzone il ferroviere diventa un eroe anarchico che scaglia la locomotiva contro l’ingiustizia e un treno carico di ricchi.

La realtà è meno definita. Rigosi non spiegò mai con certezza il proprio gesto e i giornali dell’epoca parlarono anche di follia. Guccini spostò inoltre la vicenda ai primi anni del Novecento e presentò il fuochista come un macchinista senza nome né volto. Proprio queste libertà trasformarono un oscuro episodio ferroviario del 1893 in una delle più celebri leggende della canzone italiana.

Foto: Francesco Guccini in concerto al Palabanca di Piacenza nel 2009. La Locomotiva, pubblicata nell’album Radici del 1972, nacque dalla storia vera del ferroviere Pietro Rigosi. Credito: Foto Zuffe / Wikimedia Commons Licenza:CC BY-SA 3.0.

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