Dalle jam session tra amici al fenomeno globale di ‘Magnetic’. I The Bausa raccontano come è nata la loro Scandi House, un mix di disco, funk e house che ha riportato le good vibes al centro della musica dance.

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Il successo di Magnetic, per i The Bausa, è arrivato senza alcun piano prestabilito. Il trio norvegese, oggi tra i protagonisti delle classifiche Viral di Spotify in tutto il mondo, racconta che tutto è nato quasi per caso: una canzone scritta in inglese durante una settimana di lavoro in baita, senza immaginare che avrebbe cambiato completamente il loro percorso artistico. «È musica dance nostalgica e fresca allo stesso tempo. – ci dicono – È un mix di french house, disco, funk house… tutta la buona musica house. Sono solo good vibes».

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Magntic è diventato dunque un fenomeno internazionale, arrivando ai vertici delle classifiche Viral di Spotify e accumulando decine di milioni di visualizzazioni su TikTok. Eppure, raccontano, nessuno nel gruppo si aspettava una simile esplosione. «Stavamo lavorando a un album in norvegese e non riuscivamo a trovare le parole per una canzone. – raccontano – Così l’abbiamo scritta in inglese. Dopo i primi ottimi risultati siamo andati nella nostra baita e abbiamo scritto nuove canzoni in inglese per una settimana, compresa Magnetic il primo giorno. Quando l’abbiamo pubblicata ha avuto un successo dieci volte superiore alla precedente. Da una settimana all’altra siamo passati dall’essere artisti norvegesi a rivolgerci a un pubblico internazionale. Non potevamo aspettarcelo, è stato pazzesco».

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Il metodo creativo del trio norvegese

Per il trio, però, non esiste una formula per costruire una hit globale: «Dipende dal fatto che portiamo una buona atmosfera. – riflettono – Siamo autentici e facciamo le nostre cose al cento per cento. Non puoi decidere di fare un successo mondiale: deve nascere in modo naturale». Secondo i The Bausa, la loro forza è proprio quella di aver riportato in primo piano sonorità che sembravano appartenere al passato: «La musica house ispirata alla disco e al funk è nostalgica perché è stata un genere enorme. Negli ultimi anni la scena club è andata verso la techno e la tech-house. Noi invece utilizziamo strumenti dal vivo e un suono più allegro. È questo che oggi la fa sembrare fresca».

Anche il metodo creativo riflette questa filosofia. Tutti e tre producono, scrivono e cantano, trasformando ogni sessione in studio in una lunga improvvisazione. «Quando entriamo in studio è una grande jam session. – commentano – C’è chi suona le tastiere, chi il basso e chi improvvisa melodie al microfono. Per noi tutto parte dalle melodie: sono il cuore della nostra musica. Da lì lasciamo che la canzone si sviluppi in modo naturale».

Dai festival in Norvegia al pubblico internazionale

Il progetto nasce anche da un’amicizia di lunga data. I tre si sono conosciuti al liceo e hanno attraversato diversi generi prima di arrivare al loro sound attuale: «Abbiamo iniziato con la russ music, poi siamo passati all’hip hop, alla drum and bass, alla house, al pop norvegese. Oggi siamo arrivati alla Scandi House. Guardandoci indietro sentiamo di avere un suono molto più maturo e professionale rispetto a qualche anno fa». E mentre Magnetic continua a conquistare nuovi ascoltatori, il trio guarda già ai concerti fuori dalla Norvegia (saranno al Circolo Magnolia di Milano l’1 novembre): «Siamo super emozionati. Metteremo in piedi uno spettacolo pazzesco per voi».

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