Baby K racconta la nascita del videoclip di ‘Tucamacarena’: dal murale di Maradona ai Quartieri Spagnoli all’ispirazione fotografica di Robbie McIntosh, in un omaggio artistico alla Napoli più autentica.

loading

Come poche altre città al mondo, Napoli è un dedalo di vicoli e piazze che hanno una personalità capace di diventare appartenenza con i suoi umori, sapori, suoni e tradizioni. Non c’è angolo che non abbia una caratterizzazione umana e artistica precisa, come le rappresentazioni più celebri suggellano. Un museo a cielo aperto che va da San Gregorio Armeno a Soccavo, da San Giovanni a Teduccio ai Quartieri Spagnoli. Proprio qui, si l’immagine che più di altre incarna lo spirito partenopeo e la sua storia, quel murale dedicato al Pibe de Oro che Mario Filardi realizzò in tre giorni nel 1990 in occasione del secondo scudetto del Napoli.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

Fotografatissimo dai turisti e quasi meta di pellegrinaggi dei tifosi, ieri come oggi, quella parete compare anche nel nuovo videoclip di Baby K, un omaggio corale a Napoli, alla sua arte e alla sua gente. La stessa che ha eccezionalmente accolto l’artista proprio nell’appartamento i cui muri sono la tela più celebre. Da cosa si cela dietro l’immagine di Maradona alla scelta di un racconto visivo ispirata a racconto visivo del fotografo Robbie McIntosh: il viaggio inedito di Tucamacarena.

 Il brano e il videoclip corale

Com’è iniziata la tua estate?
«In maniera esplosiva, alla grande. Sono molto felice. Sto facendo il giro d’Italia con una pallina da ping pong, però è tutto molto exciting».

Che tassello rappresenta Tucamacarena anche in termini di ispirazione rispetto al tuo percorso recente?
«Ah, che bella domanda… Dimmi dimmi dimmi, uscito a novembre, era un brano un po’ urban mischiato con la salsa a livello di contaminazioni.  Questo brano estivo, invece, ci porta in un territorio che mi è consono e a cui sono abituata. Ha una sua leggerezza con cui racconto, però, un po’ diverso nello storytelling. Parlo di un rapporto dove ci si avvicina pur sapendo che è una scelta sicuramente sbagliata… però a volte è proprio quello l’attrazione, il divertimento e questa sfumatura mi diverte.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Baby K (@babykmusic)

Il brano poi è un miscuglio di generi latini: inizia un po’ brasiliano per poi sfociare in altro. Però, ecco, alla fine è un territorio che sento molto mio, quindi c’è qualcosa di nuovo, ma anche qualcosa che mi appartiene».

Anche questo singolo, come i due precedenti, ha un immaginario visivo molto forte, d’impatto. Come è nato il brano anche in relazione alle immagini che lo accompagnano?
«I produttori sono i Room9. Era la prima volta che lavoravo con loro e, mentre scrivevamo il brano, continuavo ad avere delle strane sincronie con Maradona. Praticamente andavo in giro e vedevo sticker di Maradona ovunque o qualcuno me lo menzionava. Mi ricordo che erano due anni che guardavo Pinterest e continuavano ad apparirmi queste foto di Robbie McIntosh, che ha raccontato attraverso le sue fotografie la Napoli della gente. Questa cosa mi ha sempre affascinato e mi ricordo che volevo anche contattarlo.

LEGGI ANCHE: — Sulle tracce artistiche di Diego Armando Maradona a Napoli: i luoghi da visitare

Inoltre, con l’autore del pezzo Daniele Chiarolanza, che è napoletano, siamo andati a prenderci un caffè e siamo finiti proprio in un bar napoletano dove c’era lo sticker di Maradona. Mi sono detta: “Daniele, noi dobbiamo citare Maradona”. Quindi c’è stato questo connubio che mi ha portato poi a contattare McIntosh e a girare il video nel suo stile fotografico. Ho voluto poi includere proprio la gente, che diventa proprio il concept principale del videoclip. Mi ha portato a fare queste scelte e a realizzare qualcosa che, a mio avviso, è anche un modo diverso di raccontarsi in una canzone».

Foto da Ufficio Stampa

n effetti, è un videoclip in cui Napoli diventa protagonista con i suoi tanti volti: questo racconto corale cosa ti ha lasciato?
«È stato il concept principale perché la mia musica ormai non appartiene nemmeno più a me. Ci sono alcuni brani che sono talmente grandi che ormai appartengono proprio alle persone. Questo aspetto nazional-popolare, avere una musica che è nata dal basso per arrivare poi in alto, mi ha portato a pensare che la canzone non dovesse essere cantata da me, o almeno non per la maggior parte. Ma cantata da altre persone.

Ho voluto anche fare un omaggio perché se vai in un territorio dove è proprio la gente a rappresentare la città, e non il contrario. Quindi ho deciso di mettere delle donne forti nel video, perché è bello celebrare questo aspetto. Ci sono donne molto forti che appartengono al mondo della cultura, dell’arte, della musica e del cinema. Mi ha fatto piacere omaggiare anche loro, perché è bello innalzare le donne di un luogo».

C’è qualcosa di nuovo che hai scoperto di Napoli in questo viaggio, rispetto a quello che già conoscevi del tuo rapporto con la città?
«Prima di girare il video c’è stata una cosa divertente… cioè mi hanno parlato della limonata “a cosce aperte”. Praticamente, ero al fitting dalle stylist con cui scegliamo questa maglietta piena di limoni. Lì mi raccontano di questa limonata iconica e a quel punto non vedevo l’ora di assaggiarla.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Baby K (@babykmusic)

Purtroppo non ho potuto perché il video è finito tardi, però uno scatto davanti al chiosco l’ho fatto e l’ho pubblicato. Guarda caso, accanto si vedeva anche una statuetta di Maradona. Gli astri si sono proprio conciliati! Poi ho avuto la fortuna, finito il video, di farmi un bel giro panoramico di Napoli. Io ci ero già stata, ma molto brevemente e avevo avuto modo di visitarla un po’ a sprazzi. Stavolta mi sono fatta proprio questo bellissimo tour in giro per la città e ho scoperto una città ancora più bella di quanto potessi immaginare».

Il murale di Maradona ai Quartieri Spagnoli e l’estetica di McIntosh

Poi c’è l’iconico murale di Maradona, che siamo abituati a vedere. Com’è stato viverlo così da vicino, a contatto con chi abita quell’appartamento?
«Mi sono sentita veramente molto speciale, molto fortunata, perché mi è stato raccontato da persone del luogo che in molti avevano provato a girare un videoclip o qualcosa da quella finestra. E, alla fine, arriva Baby K e ci riesce! È stato possibile grazie alla bontà delle persone del posto, che mi hanno voluto aiutare. In tanti hanno partecipato al videoclip proprio per l’amore e l’entusiasmo di farlo.

Ti fa capire davvero chi sono le persone del luogo e gliene sono immensamente grata. Infatti avevo fatto anche un post per ringraziarle. Mi sento molto speciale. Spero di non aver fatto arrabbiare nessuno, però è stato per me un momento felicissimo».

Beh, ma svelaci cosa c’è dietro quella finestra…
«Le persone che abitano quell’appartamento mi hanno accolto con enorme entusiasmo. Sono entrata in casa loro e praticamente… c’è il bagno lì! Faceva ridere. C’è anche un po’ di backstage dove si vede dov’ero. È stato qualcosa di stupendo, surreale. È come Alice nel Paese delle Meraviglie che entra ed esce da situazioni assurde, non lo dimenticherò mai».

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Baby K (@babykmusic)

Citavi Robbie McIntosh, di cui ami l’immaginario visivo. Che cosa ti ha colpito in particolare?
«Innanzitutto lui scatta in analogico è questo dà un sapore tutto suo, un realismo che riesce a rendere poetico anche ciò che oggi, in un mondo fatto di estetica e di curatela, spesso viene trascurato. C’è tanta bellezza nel fotografare qualcosa di vero, perché è la realtà che tutti viviamo. Oggi questa cosa si ignora oppure la si celebra sfruttandola. Invece il suo modo di scattare è proprio sincero: fotografa persone al mare, persone comuni, e si vede che c’è un racconto nell’essere semplicemente persone.

Per raccontare la città non potevo che scegliere la sua gente. Napoli ha questa appartenenza, come ce l’hanno Roma e le grandi città con una periferia importante, dove c’è un legame viscerale con il territorio. Per me non è una novità, perché sono cresciuta nella periferia di Londra e ho vissuto le piazze a Roma. Vengo dal rap e dall’hip hop, quindi provengo da determinati ambienti.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Baby K (@babykmusic)

Solo che chi mi vede da fuori, abituato a un altro tipo di estetica nei video, magari non lo sa. Chi mi conosce dagli esordi lo sa, e chi mi conosce dal vivo dice sempre: “Non mi aspettavo che tu fossi così”. È un mondo che mi appartiene e che ho voluto fare emergere perché ne sentivo la necessità: tornare a un certo tipo di racconto».

Una fotografia senza filtri.
«Sì, ma attenzione io non sono una che nega quella dimensione, perché trovo la bellezza in entrambi gli approcci. C’è chi trova alienante qualcosa di troppo patinato, troppo colorato. Per me fa parte anche del mondo dell’arte. Però questa era l’occasione perfetta e si sposava bene con il brano. Forse la cosa più importante è che continuavano ad arrivare questi segnali, queste strane sincronie. E chi sono io per rifiutarli? Mi hanno portato lì».

I simboli in copertina

Per completare il discorso estetico, la copertina ha una palette molto intensa e tanti elementi tipicamente estivi. Come è stata pensata?
«Intanto, non poteva mancare lo sticker di Maradona! Praticamente ho voluto continuare il concept per cui non sono in prima linea. Sono presente, ma qua e là. La copertina è grafica e fa intuire il mondo della canzone senza dover essere io il volto della cover. È bastata una sedia, un tavolino e uno sticker per capire dove eravamo e far capire l’anima del brano. È colorata, come il video. Non c’è un realismo fotografico ma piuttosto concettuale».

E se dovessi invece fotografare la tua estate ideale, o quella che ami di più, che immagine sarebbe?
«Dal punto di vista personale, per me rappresenta sempre un’evasione perché vi si arriva dopo aver vissuto un anno intero ed è il momento in cui uno può prendersi una vacanza. Almeno, è quello che si immagina. Quindi, per me la vacanza estiva deve essere la cosa più esotica possibile. Questo mondo esotico poi si traduce anche nelle mie canzoni.

L’altro aspetto è che queste canzoni diventano davvero vive solo quando ho le persone davanti. Quindi le mie estati sono rappresentate dai live, dai palchi, dall’entusiasmo, dall’amore, dai cartelloni, dai regalini che mi fanno i fan, dai braccialetti, dalle letterine. È un calore che non è quello meteorologico, ma è quello simbolico. È così che vivo le mie estati».

Adesso cosa ti aspetta?
«Sono in tour, si chiama Oh Baby Summer Tour ed è partito alla grande, ci sono tante date in giro. Poi c’è il tour promozionale, quello più istituzionale e televisivo, che però mi diverte molto perché ci sono sempre outfit folli. Ma sarò anche molto in studio, perché sto già preparando nuovi brani per il mio progetto. Non ci si ferma mai. Sto preparando anche il prossimo singolo e il disco, quindi tante, tante cose».

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Baby K (@babykmusic)

Immagini da Ufficio Stampa

Revenews