Famiglia, amore, resilienza e musica popolare: Sal Da Vinci presenta ‘Per sempre sì’ e rivendica la propria identità artistica.

Dopo il successo travolgente di Rossetto e caffè, la vittoria di Sanremo e l’avventura all’Eurovision, Sal Da Vinci ci presenta finalmente Per sempre sì, il nuovo album disponibile dal 29 maggio. Un disco che arriva in un momento particolarmente significativo della carriera dell’artista, che preferisce raccontarlo tuttavia non attraverso i numeri, ma attraverso i sentimenti. «Da quello che leggo mi sorprende che sia arrivato qualcosa di onesto e veritiero, il messaggio che volevo arrivasse. – racconta Sal Da Vinci – È un album che parla di famiglia, di buoni sentimenti, di un amore perduto o ritrovato, del rapporto tra padre e figlio, del dolore e della fedeltà. La vita traccia un quotidiano nevrotico e sfuggente, ma io ho sempre cercato di impegnarmi per essere felice».

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Il titolo dell’album diventa così una dichiarazione d’intenti. Per sempre sì è una raccolta di storie che attraversano le relazioni umane e il tempo, nate dall’esperienza personale ma capaci di parlare a chiunque. «Ho sempre lavorato sul mestiere dell’amore. – spiega il cantante – La fedeltà non è qualcosa che accade da sola, è una costruzione». Tra i temi affrontati c’è anche quello della comunicazione all’interno delle famiglie: «Si parla poco, siamo distratti. La vita ci comanda e ci trascina in una quotidianità che corre troppo velocemente». Una riflessione che attraversa diversi brani del disco, compreso Somigli a me, realizzato insieme al figlio Francesco Da Vinci.

Sal Da Vinci: «Neomelodico? Una parola usata per ghettizzare»

Durante la presentazione del progetto, Sal Da Vinci ha poi voluto affrontare anche un’altra questione, quella delle etichette spesso associate alla musica napoletana. «Bisogna capire cosa significa davvero la parola neomelodico. – osserva – Sembra un genere musicale che non ha nulla a che vedere con il resto del Paese, ma significa semplicemente nuova melodia. Io faccio musica pop da sempre, una musica che arriva al cuore delle persone».

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Per l’artista, il termine viene spesso utilizzato in maniera riduttiva: «Molte volte si usa questa parola per ghettizzare. Come quando si dice: è uno che viene da Napoli. Questa cosa va chiarita. Ho fatto musica popolare, musica più colta, ho lavorato con artisti straordinari. C’è una tessitura culturale che ha cambiato la musica italiana». Una riflessione che si lega anche al rapporto con le nuove generazioni. «I tempi cambiano, cambiano i linguaggi, ma le forme restano sempre le stesse. Ci innamoriamo tutti allo stesso modo. – commenta l’artista – Quando arriva qualcosa di bello continua a travolgerci. L’amore resta una forza che non si può spiegare fino in fondo».

Fenomeni virali e resilienza

Il successo inatteso di Rossetto e caffè rappresenta forse l’esempio più evidente di questa convinzione. Il brano, pubblicato in maniera indipendente e senza grandi aspettative, è diventato un fenomeno virale capace di superare i confini italiani. «L’abbiamo pubblicata il giorno del compleanno di mio figlio. – dice Sal – Era una canzone come le altre. È successo quello che è successo e non so spiegarmi perché. Credo sia stata una ricompensa per tanti anni di lavoro e resilienza». Nonostante il momento favorevole, Sal Da Vinci continua tuttavia a guardare al successo con una certa incredulità: «A volte mi chiedo se abbiano esagerato. Tutto quello che mi arriva oggi lo considero un dono».

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Tra i brani più personali del disco c’è Voglio ancora amarti, dedicata al padre. Una canzone che per anni è rimasta chiusa in un cassetto perché troppo dolorosa da interpretare. «Quando è nata non riuscivo a cantarla. – racconta – Durante uno spettacolo Luca Miniero mi convinse a provarci. Sul palco piangevo, la voce si spezzava. Era impossibile arrivare fino in fondo». Solo con il tempo quel dolore si è trasformato: «L’ho cantata per esorcizzarlo. Dopo il dolore arriva altro. Passiamo tutti attraverso certe esperienze ed è la vita che ci insegna a conviverci». Ed è forse proprio qui che si trova il cuore di Per sempre sì: nella ricerca di una verità emotiva che non ha bisogno di effetti speciali. «È finito il tempo di imbambolare e delle magie. – conclude Sal Da Vinci – Alla gente non interessa più. Oggi ci si ferma soltanto davanti a qualcosa di vero».

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