L’8 maggio esce ‘Primo Amore’, nuovo album di Mannarino che indaga i dualismi dell’esistenza e trasforma l’introspezione in musica e immagini. L’intervista.
Un po’ Matisse, un po’ Gauguin. Sono queste le prime reference a cui fa pensare la copertina di Primo Amore – nuovo album di Mannarino, in uscita l’8 maggio –. I colori vibranti, la tensione dei corpi, il movimento circolare che pare non risolversi mai e quell’atmosfera dell’altrove che è viaggio interiore prima ancora che geografico. E ascoltando il disco si ritrovano tutti questi elementi, che il cantautore ha indagato in cinque anni di ricerca, musicale e personale.
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Era, infatti, il 2021 quando usciva il disco precedente, V. «Ho impiegato un po’ di tempo dall’ultimo album, e nel mezzo ci sono stati due anni di tour. Nel frattempo sono ripartito da zero, praticamente ho cambiato équipe manageriale e ho viaggiato da solo. Mi sono ritirato proprio dalla scena, nel senso che non sono più apparso in pubblico, non ho più fatto uscire niente, non ho più fatto concerti per un bel po’. E sono andato alla ricerca di qualcosa che sentivo dovesse nascere, ma che aveva bisogno di un attraversamento, prima di tutto forse personale, prima che artistico. E così è stato», ci spiega l’artista.
L’indagine interiore e il viaggio. «Sono stato in Colombia, Messico, Brasile, ho fatto un sacco di esperienze, nel frattempo scrivevo. Ho vissuto l’amore, ho vissuto l’introspezione e ho cercato di tradurre in musica visioni, un mondo di sogno. E tutto il disco è tra cielo e terra. Per me è tra vita e morte, bene e male, luce e ombra. E non c’è mai una soluzione. È come se questi due elementi fossero due particelle che ruotano in senso contrario, ma che creano il movimento e la materia, come spazio del sacro lo. Uno spazio del sacro in cui bene e male convivono, senza giudizio».
«Invece – prosegue Mannarino – la nostra società, per via del cristianesimo vive del senso di colpa. Per tutto ciò che è male abbiamo dato la colpa al di fuori, a Satana, a un’entità maligna che è fuori di noi, come se ci fossimo tolti il peso della ricerca più profonda sulla nostra coscienza. Mi sono appassionato anche alle civiltà precolombiane e agli altri modi che l’umanità ha sviluppato per organizzarsi e vivere, per creare una propria metafisica o cosmogonia. E questi voli poi li ho riportati un po’ a terra e c’è sempre questa convivenza fra l’uomo e il divino».
Un dualismo che non si risolve: l’artwork di Primo Amore
Ed è proprio questo aspetto che Mannarino ha scelto di rappresentare anche nell’artwork dell’album, attraverso una copertina “parlante”. «La copertina è un quadro di Antonio Linde (in arte Arif), pittore psichedelico spagnolo che ha vissuto a Matera ed è morto di recente. Ho acquistato questo quadro senza sapere niente, perché l’ho visto per caso da un mio amico che stava guardando il catalogo di quadri di una galleria di Roma. Mi ha subito trasmesso qualcosa, mi ha colpito, mi ha affascinato perché stavo andando in quella direzione».
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«Quindi l’ho acquistato e per qualche anno è rimasto appeso sopra il mio letto. L’ho visto in tante situazioni: tristi, felici, al mattino quando mi svegliavo, la sera prima di dormire, a volte con la luce che lo tagliava in un modo differente. Sembra che quel cuore al centro, quando lo vedi dal vivo, entri dentro. C’è un effetto quasi tridimensionale. Lo guardavo e lo riguardavo mentre scrivevo. È nata una connessione con questo quadro e, quando mi è stato chiesto “Che vuoi mettere in copertina? Come la vedi?”, ho detto: “Senti, secondo me la copertina è questa”. E quindi è andata così».
Ma anche i singoli hanno una forza estetica potente: fondo nero e sagome colorate vigorosamente espressive. «Mi sono ispirato a delle visioni di animali un po’ psichedelici, con questi colori e forme che ti portano altrove. Ma tutto il disco è così perché sono andato alla ricerca di una fantasia, di altre possibilità, di altri modi di immaginarsi e di immaginare».

Entrando più nel dettaglio, Mannarino ci racconta: «mi piace molto la copertina di Maradona perché rappresenta il sogno del popolo, del povero. In quella canzone c’è sia l’uomo che Dio e quindi anche noi, che siamo qui, tra tribunali, carceri, ospedali, dove si nasce e si muore, cabine elettorali… ma poi rubiamo, con un gesto, un po’ di magia dal cielo.
In Un po’ d’amore ci sono, invece, due mantidi perché il primo amore per me è qualcosa in cui ci si nasce e ci si muore. È quello che ti fa nascere e quello che ti ammazza, in qualche modo, perché è il primo slancio di desiderio verso l’altro, una fase di conoscenza dove escono fuori tutte le immagini più belle che neanche sapevi di avere di te. Ma anche tutti i tuoi traumi… ed è anche la prima grande delusione della vita».


«Quello che volevo trasmettere anche con queste immagini è questa condizione fra la realtà e la fantasia, la vita e la morte. Mi sono trovato in un momento della vita, quando ho fatto quest’album, in cui dovevo affrontare delle cose e la musica mi ha aiutato. Ho sublimato dentro al disco cose personali, ma la cosa che mi piace è che sono riuscito, con le stesse parole in tante canzoni, a far convivere la mia esperienza personale e biografica con temi macroscopici, più grandi. È stato un bel cimento a livello di scrittura», conclude Mannarino.
Le date live dell’estate
Dopola pubblicazione, il cantautore sarà impegnato in una serie di date instore prima di dare il via al tour estivo che parte il 21 giugno da Fermo per attraversare tutto il Paese. Queste le date:
- 21 giugno – Fermo, Arena Villa Vitali
- 25 giugno – Padova, Sherwood Festival / Park Nord Stadio Euganeo
- 27 giugno– Collegno (TO), Flowers Festival /Parco della Certosa Reale
- 4 luglio – Pratolino (FI), Musart Festival / Villa Demidoff
- 10 luglio– Roma, Rock in Roma / Ippodromo delle Capannelle
- 11 luglio– Napoli, Ex base Nato
- 15 luglio – Pisa, Summer Knights / Piazza dei Cavalieri
- 17 luglio – Genova, Altraonda Festival / Arena del Mare – Porto Antico di Genova
- 24 luglio – Cernobbio (CO), Lake Sound Park Festival / Villa Erba
- 1 agosto – Assisi (PG), Suoni Controvento / Rocca Maggiore
- 2 agosto – Santa Sofia (FC), Acieloaperto Festival / Parco Fluviale
- 9 agosto – Locorotondo (BA), Locus Festival / Masseria Ferragnano
- 11 agosto – Alghero (SS), Alguer Summer Festival / Anfiteatro Ivan Graziani
- 13 agosto – Roccella Jonica (RC), Roccella Summer Festival / Teatro al Castello
- 22 agosto – Pescara, Terrasound Festival / Porto Turistico
- 29 agosto – Mantova,Esedra di Palazzo Te
- 5 settembre – Catania, Wave Summer Music / Villa Bellini
- 11 settembre – Milano, Parco della Musica
Immagini da Ufficio Stampa