Apparat torna dal vivo in Italia con la band al completo per presentare il nuovo album ‘A Hum Of Maybe’, tra elettronica raffinata, strumenti acustici e atmosfere immersive a Milano e Roma.

Con il nuovo album A Hum Of Maybe, uscito il 20 febbraio 2026 per Mute, il musicista e produttore berlinese Apparat torna in Italia con la band al completo per due date che mettono al centro il valore culturale della musica elettronica contemporanea. Il tour europeo, pensato per club e location speciali, farà tappa il 15 aprile all’Alcatraz di Milano e il 16 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma, concerto già sold out.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

A più di sei anni di distanza da LP5, nominato ai Grammy nella categoria Best Dance/Electronic Album, Sascha Ring riafferma così il suo ruolo di riferimento in una scena elettronica che dialoga sempre più con il mondo della composizione classica e delle colonne sonore. I nuovi live promettono di tradurre sul palco la complessità sonora del disco, tra texture digitali, strumenti acustici e una dimensione immersiva che ha reso celebri i suoi show in festival come Sónar e Primavera Sound.

Apparat dal vivo con la band al completo presenta A Hum Of Maybe

A Hum Of Maybe, tra blocco creativo e nuove possibilità

A Hum Of Maybe nasce dopo un lungo periodo di blocco creativo in cui il legame di Apparat con la musica sembrava “perduto, sepolto e irrintracciabile”. Il disco è attraversato da un tema centrale: l’amore per se stesso, per la moglie e per la figlia, e il tentativo di conservarlo e ricalibrarlo nel suo continuo mutare. Come suggerisce il titolo, le canzoni abitano uno spazio di mezzo, dove il “maybe” non è indecisione ma condizione fertile in cui le cose possono crescere.

Ring descrive questo stato come un limbo in cui non esistono più certezze incrollabili, ma una pluralità di possibilità: non o, ma e; analogico e digitale, micro e macro, luce e ombra. L'”hum” del titolo è quella corrente sotterranea di potenziale in cui la vita realmente accade, e la scrittura del disco sembra restituire proprio questo movimento continuo tra opposti, con un’elettronica che si fa calda, organica e profondamente emotiva.

LEGGI ANCHE: La vera storia dei Labubu e l’arte di Kasing Lung

A dare corpo sonoro alle undici tracce tornano i collaboratori di lunga data dell’artista: Philipp Johann Thimm a violoncello, pianoforte e chitarra, anche co-autore e co-produttore del disco, Christoph “Mäckie” Hamann a violino, tastiere e basso, Jörg Wähner alla batteria e Christian Kohlhaas al trombone. Il risultato è un suono in cui l’elettronica si intreccia con strumenti acustici e arrangiamenti quasi cameristici, ampliando il lessico della musica elettronica verso territori più intimi e narrativi.

Copertina e visual legati all'album A Hum Of Maybe di Apparat

Dal successo di Goodbye ai nuovi live italiani

La ricerca di Apparat si inserisce in un percorso che ha già lasciato un segno nella cultura audiovisiva globale. Il brano Goodbye è entrato nell’immaginario collettivo grazie all’uso in serie come Breaking Bad, Dark, Maltese – Il romanzo del Commissario, nel film Il giovane favoloso e nel trailer di Prisoners, fino a diventare dal 2017 al 2020 la sigla della serie tedesca Dark, uno dei titoli di punta di Netflix.

Parallelamente, Ring ha firmato colonne sonore come quella per il film Capri-Revolution di Mario Martone, che gli è valsa il David di Donatello 2019 come Miglior Musicista e il premio per la Miglior Colonna Sonora al 75° Festival del Cinema di Venezia. La pubblicazione della soundtrack nella serie Soundtracks ha confermato la sua capacità di usare l’elettronica come linguaggio narrativo, capace di dialogare con immagini e storie.

Ritratto di Apparat, protagonista della scena della musica elettronica internazionale

Dopo il tour mondiale con Moderat nel 2022/2023 e una serie di DJ set speciali, il 2026 segna l’avvio di una nuova fase: i concerti dedicati a A Hum Of Maybe sono pensati come esperienze uniche per immergersi nelle sue atmosfere dettagliate, ricche di melodie, forme libere e modulazioni imprevedibili. Le date di Milano e Roma diventano così occasione per misurare dal vivo come la musica elettronica possa farsi racconto personale e collettivo, ponte tra club culture, ricerca sonora e immaginario cinematografico.

Foto: Ufficio Stampa

Revenews