Al Teatro Palladium di Roma BORDERS ha trasformato il concerto in un’esperienza immersiva: cuffie wireless, visual generativi e un dialogo in tempo reale tra il suono di MKDB e le immagini di The Astronut.

Al Teatro Palladium di Roma, il 27 marzo, il live BORDERS ha trasformato il concerto in qualcosa di diverso da un semplice show musicale. Sul palco il compositore e performer MKDB (Marco Del Bene) e il visual artist The Astronut hanno messo in scena una performance audiovisiva in cui musica elettronica, basso e voce dialogano con proiezioni digitali in tempo reale, costruendo un unico flusso narrativo.

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In platea ogni spettatore ha seguito il live tramite cuffie wireless, distribuite a tutti. Il suono non riempie più la sala dall’esterno, ma viene percepito come un’esperienza diretta, pulita, personale: ognuno controlla il proprio volume, indipendentemente dalla posizione in platea o in galleria, senza dispersioni né distorsioni.

MKDB durante la performance BORDERS al Teatro Palladium di Roma con cuffie Silent System per il pubblico

Il confine come energia dinamica

Alla base di BORDERS c’è una riflessione precisa: l’esistenza è un confine fisico, mentale, cognitivo. Il progetto, definito dagli stessi autori come performance contemporanea, esplora il limite non come barriera ma come energia dinamica, luogo di tensione tra ciò che è noto e ciò che resta da attraversare. Il confine diventa forza di resistenza, desiderio di espansione, paura, necessità di controllo e possibilità di trasformazione.

L’essere umano vive in relazione costante con il confine, che sia fisico, mentale, conoscitivo o simbolico. Traccia limiti per contenere l’eccesso di informazioni, difendersi dal caos, dare forma al reale entro la propria capacità percettiva. In scena questo pensiero prende corpo in un ecosistema visivo e sonoro in cui immagine, suono e corpo entrano in relazione diretta, e il confine diventa fenomeno percepibile, quasi tangibile.

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Dal cinema muto al live immersivo

La struttura di BORDERS riprende e ribalta il modello del cinema muto, dove la musica accompagnava le immagini. Qui la relazione si aggiorna: le proiezioni digitali curate da The Astronut Studio non sono uno sfondo ma parte viva della performance, mentre la musica di MKDB costruisce un crescendo emotivo da pianissimo a fortissimo e il visual reagisce, si trasforma, evolve in tempo reale.

La durata dello show è di circa cinquanta minuti, con i due artisti disposti su due desk simmetrici. Non c’è una scaletta tradizionale ma una progressione continua: MKDB lavora su elettronica, basso e voce, mentre The Astronut interviene attraverso interfacce MIDI modificando il paesaggio visivo live. Ciò che si ascolta modifica ciò che si vede, e viceversa, in un processo in cui entrambi i linguaggi si influenzano reciprocamente.

Visual generativi di The Astronut durante BORDERS al Teatro Palladium di Roma

Un formato replicabile e un percorso artistico condiviso

La scelta delle cuffie wireless come cuore del progetto apre anche a un aspetto pratico: lo show non richiede grandi impianti audio, non ha bisogno di spingere il volume nello spazio. Questo rende il formato facilmente replicabile in spazi aperti, luoghi non convenzionali e contesti dove il live tradizionale avrebbe limiti tecnici o di impatto sonoro, mantenendo però intatta la qualità dell’esperienza.

BORDERS nasce dall’incontro tra Marco Del Bene e Massimiliano Ionta, alias The Astronut. Il primo arriva da un percorso che parte dalla composizione classica, attraversa l’industrial rock e approda alla musica elettronica, tra colonne sonore per cinema, teatro e videogiochi, fino a progetti legati al mondo dell’arte contemporanea. Il secondo, artista e produttore attivo da oltre vent’anni tra suono e installazioni immersive, ha sviluppato il proprio lavoro sul rapporto tra arte e tecnologia, dalla sound-art al metaverso, dallo spatial audio alla realtà aumentata.

Il pubblico con cuffie Silent System durante BORDERS al Teatro Palladium di Roma

Insieme danno vita a una performance a due dove il suono costruisce lo spazio, il visual lo espande e la performance lo attraversa. Non intrattenimento, ma esperienza: un formato che mette in corto circuito musica elettronica, arte digitale e nuove tecnologie dell’ascolto, e che può viaggiare oltre le pareti del teatro.

La colonna sonora di BORDERS, firmata da MKDB, è già disponibile in streaming e permette di riascoltare il live fuori dallo spazio performativo, confermando come il progetto mantenga una sua forza anche al di là dell’evento dal vivo.

Foto: Olivia Rainaldi

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