Un cerchio al neon fucsia, un backdrop di stelle, stivali alti e calze verdi. Ciara Mary-Alice Thompson — in arte CMAT — non sale su un palco: ci costruisce sopra un mondo. Lunedì 30 marzo, i Magazzini Generali di Milano hanno ospitato l’unica data italiana del suo UK Euro-Country Tour, trasformandosi per qualche ora nel set di una popstar che ha fatto dell’ironia e dell’emozione la sua firma più riconoscibile.
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Le foto di Elena Di Vincenzo restituiscono tutto ciò con precisione: CMAT al centro della scena, circondata da una scenografia volutamente kitsch e teatrale. Un’estetica che non è costume, ma dichiarazione d’intenti. La stessa percepita sui red carpet dei BRIT Awards, dove era nominata per la seconda volta nella categoria International Artist of the Year, e sui palchi internazionali che hanno trasformato questa trentenne dublinese in uno dei nomi più interessanti dell’indie pop di nuova generazione.
Chi è CMAT
Classe 1996, Ciara Mary-Alice Thompson ha costruito la sua identità artistica mescolando country, pop e soul con una capacità narrativa rara: i suoi testi parlano di rotture sentimentali, fast food e autoironia con sorprendente intensità. L’esordio If My Wife Knew I’d Be Dead (2022) è entrato direttamente al primo posto nelle classifiche irlandesi vincendo il Choice Music Prize. Il secondo album, Crazymad, for Me (2023), ha allargato il campo con candidature al Mercury Prize e agli Ivor Novello Awards.
A fine febbraio CMAT si è esibita con When a Good Man Cries al Late Show with Stephen Colbert, con una scenografia ispirata alle auto da rally del video ufficiale. Altro esempio di come CMAT pensi al live come estensione visiva della canzone, non solo come esecuzione musicale.
La serata ai Magazzini Generali
Support act della serata era Katy J Pearson, cantautrice britannica che condivide con CMAT una certa tendenza a fare canzoni apparentemente semplici. La combinazione ha reso il programma della serata coerente dall’inizio alla fine.
I Magazzini Generali — venue storica di Milano per chi porta in Italia artisti internazionali con un seguito di culto — erano la cornice giusta: abbastanza intima da rendere il live un’esperienza ravvicinata, abbastanza grande da contenere un’energia da stadio.
E ora?
Milano era solo una tappa. Nei prossimi mesi CMAT salirà sul palco del Coachella e di numerosi altri festival internazionali, proseguendo poi il tour come special guest di Florence & the Machine. Una collocazione che dice molto su dove si posiziona nel panorama della musica pop contemporanea: non mainstream, ma vicinissima.
Foto: Elena Di Vincenzo