Cioffi: «Con Noemi un dialogo tra nostalgia e frecciatine»

Venerdì 27 marzo arriva in radio e nei digital store Farfalle (nello stomaco), il nuovo singolo di Cioffi insieme a Noemi. Un brano che racconta il momento più difficile di una relazione: quando due persone che si sono amate non riescono davvero a dirsi addio.

Tra malinconia, gelosia e ricordi, la canzone mette al centro quel passaggio doloroso che trasforma chi era tutto in uno sconosciuto. Ma dentro resta qualcosa: quelle farfalle nello stomaco che continuano a rappresentare la parte più intensa e autentica dell’innamoramento.

LEGGI ANCHE: I Suoni delle Dolomiti 2026, musica in quota tra vette e inclusione

Nel pezzo, però, c’è anche qualcosa in più rispetto a una classica ballad sentimentale. La presenza di Noemi non è soltanto musicale, ma narrativa: la sua voce diventa una seconda prospettiva, un controcampo emotivo che rende il racconto più completo e sincero. Lo stesso Cioffi, parlando del brano, spiega quanto fosse importante costruire un dialogo e non limitarsi a una sola visione della storia.

Intervista a Cioffi

Il pezzo racconta la fine di un amore. Per te è più difficile scrivere quando una storia finisce rispetto a quando inizia?
«In realtà dipende. A me piace, in generale, trattare sempre l’amore nelle mie canzoni. Può capitare che scriva della fine di un amore, di una relazione, oppure che possa scrivere una canzone per qualcuno che mi piace. A volte posso anche semplicemente ispirarmi e idealizzare qualcosa, come nel caso di Farfalle nello stomaco, in cui mi è piaciuto raccontare la storia di due innamorati che non riescono a dirsi addio. In generale, forse è più difficile scrivere dicendo addio ad una persona che hai amato in passato. Scrivere di qualcosa che sta per nascere o che idealizzi forse ti coinvolge un po’ di più».

La presenza di Noemi non è solo vocale ma narrativa, introduce un controcampo. Quanto ti interessava raccontare la storia da due prospettive e non da una sola voce?
«Credo che questa sia proprio la chiave del pezzo. A parte che è sempre bello avere un’opinione altrui, anche in una canzone. Poi, se rappresentata dall’universo femminile, ha ancora più valore. Mi piace anche il botta e risposta che si va a creare nel brano, quasi un dialogo fatto di battute e frecciatine. Credo che Noemi, oltre alla sua voce bellissima, abbia reso il pezzo sicuramente molto più bello, completo e coerente. Ha potuto dare quel punto di vista differente che rende il brano più vero e sincero».

Cosa puoi dirci della copertina del singolo?
«Posso dire che sono molto felice del lavoro che ha fatto Mattia, il grafico. Avevo già lavorato con lui in passato su Sola. Gli ho mandato il pezzo, gli ho detto di ascoltarlo e di farsi ispirare. Mi ha mandato più prove e questa era quella che ci aveva colpito di più, sia a livello di colori che di artwork. Sono molto felice di lavorare con lui».

Se dovessi descrivere questo singolo con una sola emozione, quale sarebbe?
«Bella domanda. Secondo me è un contrasto tra felicità e presa bene nell’ascoltarlo, e nostalgia e malinconia. Però forse nostalgia è l’emozione che mi sento di scegliere per descrivere questo pezzo».