Laioung: «La musica non è registrare una canzoncina e sponsorizzarla su google»

'Fanno tutto per hype (Trappocalisse)' è il nuovo singolo di Laioung, che ci parla di musica, hype e scena musicale italiana.
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Il 5 febbraio è uscito Fanno tutto per hype (Trappocalisse), il nuovo singolo di ​Laioung feat. ​Fabri Fibra​, disponibile su tutte le piattaforme di streaming e digital download, distribuito dall’etichetta internazionale Planet Records. Prodotto dallo stesso Laioung, il brano è un vero e proprio attacco ai social, in particolare alla dipendenza che causano nelle persone ma anche ai vari rapper della scena.

«Stavo cercando di creare una base che sostenesse questo messaggio. – ci dice Laioung – Rispetto ad altre volte in cui avevo già la base pronta, mi sono concentrato per trovare la base giusta e fare qualcosa di figo da mandare a Fibra. Ero gasato tre volte di più, perché lui è un grandissimo artista e un grande essere umano. Ha parlato del mio album alla presentazione del suo album, mi regala sempre un sacco di vestiti. Non c’è nessuno come lui. C’è un po’ di Fibra nei battiti del mio cuore. Il brano è nato da questa pressione amichevole. Ho rifatto la mia strofa quando lui mi ha mandato la sua perché ha affrontato la tematica in modo fenomenale. Prima il pezzo era carino, dopo aveva gli steroidi. È un pezzo Laioung, nuove ricette ma stessa cucina».

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Nel brano i due rapper cantano la Trappocalisse, il modo in cui l’hype potrebbe finire per uccidere la stessa musica. La corsa ai numeri, in breve, non fa di certo bene all’arte.

«Secondo me in trappocalisse c’è tutto. – ci spiega Laioung in proposito – Negli anni ’80 un artista per andare in studio doveva avere gli attributi. Se si faceva uno sbaglio la cassetta era da buttare. La tecnologia si è evoluta. Tutti possono fare musica, accendere una scala elettronica e scaricare una base da internet. Alcune etichette non cercano neanche più il talento, ma ciò che funziona e fa numeri. Ed è il motivo per cui amo lavorare con Planet Records, perché rispetta la cultura. La musica va oltre registrare una canzoncina e sponsorizzarla su google. È una questione di umanità. Il mercato oggi è saturo di ragazzini. Appena entra una cosa in tendenza la fanno tutti. È questo l’hype. Anzi, è la saturazione dell’hype».

«Alla fine ti ricordi solo di chi è diverso. C’è stata una mafia per distruggere la mia carriera, ma prima mi avevano apprezzato perché avevo proposto qualcosa di diverso. Mi reputo umilmente diverso, non migliore. Lavoro sempre su me stesso e non solo sul mio livello tecnico, ma sui miei messaggi. Oggi differenziarsi è importante, ma è sottovalutato».

Non ha filtri Laioung. Ci dice che oggi «Sanremo è uno schifo» mentre prima era la «santità della musica». «Ha bisogno dell’appoggio delle persone influenti perché le interazioni sono diventate più importanti di qualsiasi cosa» sottolinea il rapper, che però ci lascia con un input positivo.

«La speranza c’è, perché quando vedo le persone che mi sostengono resto a bocca aperta. – ci dice – La gente è cattiva perché sta male con se stessa. Se fanno cattiverie è perché sono rapper anche loro e vogliono emergere. Ma il modo è sbagliato. Sensibilizzando le persone però vedo la speranza. Credo che possiamo cambiare le cose con questo pezzo. Sì, la speranza c’è».