Le proposte culturali di Milano tra musei e gallerie: ecco le mostre da vedere in città nel mese di ottobre 2026.

Milano vive una stagione densa di appuntamenti artistici, con esposizioni contemporanee, retrospettive e installazioni site‑specific. Ottobre 2026 nel capoluogo lombardo è, a tutti gli effetti, un mese vibrante per gli amanti dell’arte, con un calendario di mostre in grado di accontentare l’intera platea. La città, crocevia culturale del Nord Italia, apre le porte a esposizioni che uniscono tradizione e innovazione, ospitate in sedi prestigiose sia pubbliche sia private.

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Ecco una guida alle mostre imperdibili di questo mese, con dettagli su date, luoghi e perché vale la pena visitarle.

Palazzo Reale

I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa
fino al 31 gennaio 2027

Quando si parla di Rinascimento, i riferimenti portano immediatamente all’Italia. Ma esiste un modo diverso di guardare a quel periodo storico, lontano dall’idea di un percorso esclusivamente italiano e classicista. È quello che Bernard Aikema, ideatore della mostra, invita a seguire attraverso I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, la grande esposizione aperta a Palazzo Reale di Milano fino al 31 gennaio 2027.

Oltre 80 opere tra dipinti, disegni e stampe raccontano la straordinaria dinastia di pittori fiamminghi che, a partire da Pieter Bruegel il Vecchio, seppe introdurre nella pittura nuovi soggetti e nuovi modi di guardare alla realtà. Dalla vita contadina ai paesaggi, dalle nature morte alle scene popolari. Ma il percorso non si ferma alla figura del capostipite. Attraverso Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio, infatti, la mostra ricostruisce la nascita di un vero e proprio sistema, destinato ad avere conseguenze profonde sulla pittura europea del Seicento.

Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, la mostra è curata da Carlotta Striolo su progetto di Bernard Aikema. Dopo le esposizioni dedicate a Bosch e Dürer, Aikema torna così a Palazzo Reale con un nuovo capitolo dedicato a quella pluralità di centri, artisti e culture che hanno contribuito alla formazione del Rinascimento europeo.

Pieter Bruegel il Vecchio, La lotta tra Carnevale e Quaresima – Kunsthistorisches Museum / Fonte Wiki Commons

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Plurale femminile. Fotografia e scrittura, 1926-2026
fino al 10 gennaio 2027

Plurale femminile. Fotografia e scrittura, 1926-2026 è la grande mostra antologica che Palazzo Reale dedica a Carla Cerati fino al 10 gennaio 2027, nel centenario della nascita dell’artista e a dieci anni dalla sua scomparsa. Oltre 200 fotografie, insieme a libri, documenti, materiali d’archivio e video, ricostruiscono più di trent’anni di ricerca. Con l’obiettivo di mettere in relazione la dimensione pubblica del suo lavoro con quella privata e autobiografica.

Bergamasca di nascita e milanese d’adozione, Cerati ha attraversato il secondo Novecento osservandone da vicino i cambiamenti. Milano diventa così uno dei luoghi privilegiati della sua fotografia. Ecco scorrere davanti agli occhi la città della ricostruzione e del boom economico, delle trasformazioni urbane e delle lotte sociali. Ma anche delle manifestazioni studentesche e delle prime mobilitazioni femministe. Fino ai salotti borghesi, il tutto osservato con uno sguardo capace di alternare partecipazione e ironia.

Visitatori alla mostra Plurale femminile dedicata a Carla Cerati a Palazzo Reale di Milano
Visitatori alla mostra Plurale femminile dedicata a Carla Cerati a Palazzo Reale di Milano

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Dalí e la Moda
fino al 31 gennaio 2027

Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, Palazzo Reale ospita Dalí e la Moda, mostra internazionale che indaga il rapporto tra Salvador Dalí e il fashion system. E lo fa in un percorso che attraversa oltre 200 opere tra abiti, gioielli, fotografie, documenti e materiali d’archivio. Si tratta, come viene sottolineato dagli organizzatori e dai rappresentanti del comune di Milano, di un progetto che significativamente inaugura la nuova stagione espositiva dell’istituzione milanese nel corso della Milano Fashion Week secondo una prospettiva capace di oltrepassare le categorie consuete.

Perché Dalí non è stato soltanto un pittore che ha influenzato gli stilisti. Piuttosto, un artista totale che ha compreso in anticipo il potere dell’abito, della fotografia, della pubblicità e della performance nella costruzione dell’identità e nella trasformazione del corpo. Ha intuito, infatti, che l’arte poteva uscire dalla tela per entrare nella vita quotidiana. Così come nei dispositivi della cultura di massa e nei meccanismi attraverso cui un’immagine diventa riconoscibile, desiderabile, memorabile.

«È una mostra molto importante, che inaugura nella settimana della moda, dopo la celebrazione del fashion internazionale di Vogue World», ha dichiarato Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano. «Questo progetto è centrale nel nostro programma quinquennale e l’abbiamo fortemente voluto perché cercavamo un’operazione culturale che non celebrasse soltanto la moda o l’arte di Dalí, ma che riuscisse a unirle».

Denise Bellon, Salvador Dalí with a mannequin at the Exposition internationale du Surréalisme in Paris, 1938, Vintage gelatin silver print, 23.8 x 26 cm, Fundació GalaSalvador Dalí, Figueres © Denise Bellon / akg-images © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026

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Museo del Novecento

Joseph Kosuth. Vedere le cose (per A.S.)
collezione permanente del Museo

È stata inaugurata nella serata di ieri, 1° luglio, dall’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, alla presenza dell’artista, la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth Vedere le cose (per A.S.) (2025), realizzata sulla facciata laterale del Museo delNovecento. L’opera, una scrittura di luce che si estende per 28 metrilungo il lato di via Marconi, trasforma il muro esterno del Museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città. Acquisita dal Comune diMilano, è entrata a far parte della collezione permanente del Museo.

Joseph Kosuth ‘Vedere le cose (per A.S.)’, 2025 Installazione neon Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli Ph. Studio Marco Bertol

Fabbrica del Vapore

Il cosmo
fino al 14 ottobre – Fabbrica del Vapore

Chi entra nella Cattedrale della Fabbrica del Vapore a Milano in queste settimane viene accolto dal respiro del vento. È questo, infatti, l’elemento protagonista della grande mostra Il cosmo (fino al 14 ottobre 2026) che porta nel capoluogo la ricerca di Susumu Shingu, tra i più autorevoli interpreti dell’arte cinetica contemporanea. Nell’ampia aula, oltre che negli spazi esterni, ci si muove dunque fra sculture che vibrano con il vento, strutture leggere che si muovono seguendo l’acqua, l’aria e la gravità. Trasformando fenomeni invisibili in esperienza sensibile.

L’esposizione ripercorre così oltre sessant’anni di attività dell’artista giapponese attraverso un percorso da attraversare quasi lasciandosi ispirare la via senza un ordine preciso. In fondo, più che una visita, è un’immersione nel pensiero di Shingu, che da sempre considera le forze naturali non come soggetti da rappresentare, ma come elementi vivi e attivi dell’opera stessa.

Le sue sculture reagiscono alle correnti d’aria, alla luce e ai cambiamenti atmosferici, dando forma a un universo in continuo movimento espresso con un linguaggio artistico sviluppato dagli anni della formazione in Italia, dove Shingu arrivò nel 1960 grazie a una borsa di studio. E la gratitudine verso il nostro Paese emerge dalle stesse parole del maestro che ci ha raccontato l’allestimento e presentato un “amico” speciale che da qualche anno ne alimenta la creatività.

LEGGI QUI L’INTERVISTA A SUSUMU SHINGU

Installazioni

Mona Hatoum. Over, under and in between
Fondazione Prada – fino al 9 novembre
Per info consultare il sito

Hatoum reagisce in modo diretto all’architettura della Cisterna trasformandola in un’esperienza fisica. Una ragnatela, una mappa e una griglia diventano così strumenti per esplorare temi come precarietà, pericolo e vulnerabilità, mettendo il corpo del visitatore al centro del percorso.

Immagine della mostra “Over, under and in between” di Mona Hatoum Foto: Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada Mona Hatoum Web, 2026 Sfere di vetro trasparente soffiato a mano, cavo di acciaio inossidabile

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Gallerie

Galleria Fabbrica EOS

SORRIDI
Giovanni Sesia
dall’11 settembre al 10 ottobre 2026

la Galleria Fabbrica Eos di Milano ospita SORRIDI, nuova mostra personale di Giovanni Sesia a cura di Alberto Mattia Martini. Un percorso che intreccia fotografia, pittura, scultura e oggetti per riflettere su memoria, tempo e dignità della persona.

Il progetto nasce dal recupero di fotografie anonime provenienti dagli archivi di ex ospedali psichiatrici, da raccolte private e mercatini. Sesia interviene sulle immagini con velature, abrasioni e segni pittorici, facendo emergere e scomparire i volti, come presenze sospese tra oblio e ricordo. Le scritture frammentarie che attraversano le opere evocano il modo in cui la memoria sopravvive: parole incomplete, tracce che resistono alla cancellazione.

Opera su base fotografica di Giovanni Sesia con volto parzialmente velato dalla serie SORRIDI
Opera su base fotografica di Giovanni Sesia con volto parzialmente velato dalla serie SORRIDI

Immagini Shutterstock / Uffici Stampa

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