Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma arriva nel 2026 la monumentale mostra di Marina Abramović, tra opere storiche iconiche e i partecipativi Transitory Objects di ‘Transforming Energy’.
Nel 2026 Marina Abramović torna protagonista in Italia con una grande mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC) di Roma. Il progetto espositivo, intitolato Marina Abramović: Historical Works and Transforming Energy, inaugura il 17 novembre 2026, in occasione delle celebrazioni per l’80° compleanno dell’artista, e apre al pubblico dal 18 novembre.
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Historical Works: le performance che hanno fatto la storia
Accanto al nucleo principale di Transforming Energy, la Direttrice della GNAMC Renata Cristina Mazzantini ha voluto una sezione aggiuntiva, curata da Andrea Tarsia, dedicata alle Historical Works. Qui il pubblico ritrova alcune tra le opere più emblematiche della carriera di Abramović, come Balkan Baroque (1997), The Artist is Present (2010) e Imponderabilia (1977), riunite per ripercorrere decenni di ricerca sulla performance art.
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Transforming Energy: i Transitory Objects e la trasmissione dell’energia
Cuore della mostra romana è Transforming Energy, serie sviluppata da oltre trent’anni che raccoglie i celebri Transitory Objects: letti di pietra, strutture e forme scultoree che incorporano quarzo, ametista, agata e altri minerali. I visitatori sono invitati a sdraiarsi, sedersi o stare in piedi sulle opere, attivando quello che Abramović definisce un processo di trasmissione dell’energia tra corpo umano, materia e tempo geologico.
Dalla Grande Muraglia Cinese a Roma: l’evoluzione della ricerca
L’interesse di Marina Abramović per i cristalli nasce nel 1988, durante un viaggio lungo la Grande Muraglia Cinese, dove entra in contatto con aspetti della medicina tradizionale che influenzeranno la nascita dei Transitory Objects. Negli anni successivi queste opere diventano una componente centrale del suo lavoro, mettendo in relazione il tempo del corpo e quello della Terra, e trovano ora alla GNAMC una cornice espositiva ampia e articolata.
Curatela internazionale e organizzazione della mostra
L’esposizione romana è curata da Shai Baitel, Direttore Artistico del Modern Art Museum (MAM) di Shanghai, in stretta collaborazione con l’artista. La mostra è organizzata da Creative Philosophy insieme al Marina Abramović Institute e al Modern Art Museum (MAM) di Shanghai, mentre il catalogo è pubblicato da Skira. Tra gli sponsor della GNAMC figurano, tra gli altri, Autostrade per l’Italia, Banca Ifis, Enel, Fendi, Fondazione Roma, Gruppo FS, Intesa Sanpaolo, Maire e Webuild.
Dichiarazioni e calendario: perché la mostra è da non perdere
Per il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, la mostra rappresenta un omaggio all’80° compleanno di una pioniera della performance art, celebrata prima a Venezia e poi a Roma. La Direttrice Renata Cristina Mazzantini sottolinea come l’unione di lavori storici e recenti renda il progetto “innovativo e dirompente” nel panorama romano, mentre la stessa Abramović evidenzia come la coesistenza di opere di epoche diverse permetta al pubblico di cogliere l’evoluzione delle idee al centro della sua pratica.
Foto: Ufficio Stampa
