Le proposte culturali di Milano tra musei e gallerie: ecco le mostre da vedere in città nel mese di ottobre 2026.

Milano vive una stagione densa di appuntamenti artistici, con esposizioni contemporanee, retrospettive e installazioni site‑specific. Ottobre 2026 nel capoluogo lombardo è, a tutti gli effetti, un mese vibrante per gli amanti dell’arte, con un calendario di mostre in grado di accontentare l’intera platea. La città, crocevia culturale del Nord Italia, apre le porte a esposizioni che uniscono tradizione e innovazione, ospitate in sedi prestigiose sia pubbliche sia private.

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Ecco una guida alle mostre imperdibili di questo mese, con dettagli su date, luoghi e perché vale la pena visitarle.

Museo del Novecento

Joseph Kosuth. Vedere le cose (per A.S.)
collezione permanente del Museo

È stata inaugurata nella serata di ieri, 1° luglio, dall’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, alla presenza dell’artista, la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth Vedere le cose (per A.S.) (2025), realizzata sulla facciata laterale del Museo delNovecento. L’opera, una scrittura di luce che si estende per 28 metrilungo il lato di via Marconi, trasforma il muro esterno del Museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città. Acquisita dal Comune diMilano, è entrata a far parte della collezione permanente del Museo.

Joseph Kosuth ‘Vedere le cose (per A.S.)’, 2025 Installazione neon Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli Ph. Studio Marco Bertol

Fabbrica del Vapore

Il cosmo
fino al 14 ottobre – Fabbrica del Vapore

Chi entra nella Cattedrale della Fabbrica del Vapore a Milano in queste settimane viene accolto dal respiro del vento. È questo, infatti, l’elemento protagonista della grande mostra Il cosmo (fino al 14 ottobre 2026) che porta nel capoluogo la ricerca di Susumu Shingu, tra i più autorevoli interpreti dell’arte cinetica contemporanea. Nell’ampia aula, oltre che negli spazi esterni, ci si muove dunque fra sculture che vibrano con il vento, strutture leggere che si muovono seguendo l’acqua, l’aria e la gravità. Trasformando fenomeni invisibili in esperienza sensibile.

L’esposizione ripercorre così oltre sessant’anni di attività dell’artista giapponese attraverso un percorso da attraversare quasi lasciandosi ispirare la via senza un ordine preciso. In fondo, più che una visita, è un’immersione nel pensiero di Shingu, che da sempre considera le forze naturali non come soggetti da rappresentare, ma come elementi vivi e attivi dell’opera stessa.

Le sue sculture reagiscono alle correnti d’aria, alla luce e ai cambiamenti atmosferici, dando forma a un universo in continuo movimento espresso con un linguaggio artistico sviluppato dagli anni della formazione in Italia, dove Shingu arrivò nel 1960 grazie a una borsa di studio. E la gratitudine verso il nostro Paese emerge dalle stesse parole del maestro che ci ha raccontato l’allestimento e presentato un “amico” speciale che da qualche anno ne alimenta la creatività.

LEGGI QUI L’INTERVISTA A SUSUMU SHINGU

Installazioni

Mona Hatoum. Over, under and in between
Fondazione Prada – fino al 9 novembre
Per info consultare il sito

Hatoum reagisce in modo diretto all’architettura della Cisterna trasformandola in un’esperienza fisica. Una ragnatela, una mappa e una griglia diventano così strumenti per esplorare temi come precarietà, pericolo e vulnerabilità, mettendo il corpo del visitatore al centro del percorso.

Immagine della mostra “Over, under and in between” di Mona Hatoum Foto: Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada Mona Hatoum Web, 2026 Sfere di vetro trasparente soffiato a mano, cavo di acciaio inossidabile

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Gallerie

Galleria Fabbrica EOS

SORRIDI
Giovanni Sesia
dall’11 settembre al 10 ottobre 2026

la Galleria Fabbrica Eos di Milano ospita SORRIDI, nuova mostra personale di Giovanni Sesia a cura di Alberto Mattia Martini. Un percorso che intreccia fotografia, pittura, scultura e oggetti per riflettere su memoria, tempo e dignità della persona.

Il progetto nasce dal recupero di fotografie anonime provenienti dagli archivi di ex ospedali psichiatrici, da raccolte private e mercatini. Sesia interviene sulle immagini con velature, abrasioni e segni pittorici, facendo emergere e scomparire i volti, come presenze sospese tra oblio e ricordo. Le scritture frammentarie che attraversano le opere evocano il modo in cui la memoria sopravvive: parole incomplete, tracce che resistono alla cancellazione.

Opera su base fotografica di Giovanni Sesia con volto parzialmente velato dalla serie SORRIDI
Opera su base fotografica di Giovanni Sesia con volto parzialmente velato dalla serie SORRIDI

Immagini Shutterstock / Uffici Stampa

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