Dal 1° ottobre 2026 al 9 gennaio 2027 21Art Montecarlo dedica a Pier Paolo Calzolari una personale con opere recenti e incursioni nel passato, a cura di Sergio Risaliti.

Dal 1° ottobre 2026 al 9 gennaio 2027 21Art Montecarlo presenta la mostra personale Pier Paolo Calzolari opere scelte, a cura di Sergio Risaliti. Negli spazi del nuovo eco-quartiere Mareterra, progettato da Renzo Piano, il pubblico può ripercorrere alcune tappe fondamentali della ricerca dell’artista bolognese, tra i protagonisti storici dell’Arte Povera.

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Opera Senza titolo 2025 di Pier Paolo Calzolari in mostra a 21Art Montecarlo

Opere recenti e continuità della ricerca

Il percorso espositivo riunisce soprattutto lavori del 2025, affiancati da alcune incursioni nel recente passato, per restituire la continuità di una ricerca che, a oltre cinquant’anni dagli esordi, conserva intatta la capacità di misurarsi con i processi della percezione. Sale, pigmenti, metalli, petali di rosa stabilizzati, legno e piombo diventano materia viva, attraversata da tensioni poetiche e da un forte legame con la dimensione letteraria dell’opera.

Come sottolinea il curatore Sergio Risaliti, nella mostra di Monaco la superficie di rappresentazione si carica di sale e si fa spessore alchemico. Gli oggetti, una volta accolti in questo campo visivo, superano l’illusione mimetica dell’immagine dipinta per restituire all’immaginazione un corpo reale, una fisicità che espande la propria energia dal poetico al mitico, dal letterario al surreale.

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Una poetica delle tracce e dei sensi

«Per me non esiste nulla di invisibile, ogni cosa si testimonia lasciando una traccia», scrive Calzolari. Per l’artista anche una corrente d’aria o un odore diventano strutture tangibili, linee di forza percepibili che definiscono lo spazio come una sorta di basilica laica. L’opera non si limita a occupare un ambiente, ma ne registra e attiva le presenze, trasformandolo in luogo di passaggio e sedimentazione di odori, segni, pensieri e desideri.

Installazione Ensemble 2006 di Pier Paolo Calzolari con vasca in ferro e pittura su tela

Materiali elementari tra Arte Povera e alchimia

Aria, fuoco, terra e acqua sono alcuni dei riferimenti primari di un lavoro che ricompone elementi artificiali e naturali. Rottami, oggetti d’uso quotidiano e tubi al neon convivono con pigmenti, sale, cotone, metallo, fuoco, conchiglie, piume e petali disseccati, introducendo una componente organica che apre a una dimensione contemplativa, talvolta attraversata da suggestioni di matrice orientale.

Fin dagli anni Sessanta Calzolari ha legato il proprio nome all’Arte Povera, pur sviluppando un percorso autonomo. Ghiaccio, piombo, stagno, muschio e tabacco, spesso abbinati al neon, hanno dato vita a opere in cui tempo e trasformazione sono centrali, come Oroscopo come progetto della mia vita (1968) e la serie Gesti (1968-1969), dove la formazione della brina sulle forme rende visibile il divenire alchemico della materia.

Negli anni successivi l’artista ha approfondito una riflessione radicale sulla pittura, adottando supporti non convenzionali, giustapponendo segni pittorici e oggetti reali, integrando azioni performative. La sua pratica si muove così tra pittura, scultura, performance, suono, luce e architettura, in dialogo critico con Arte Povera, Arte Concettuale e Post-Minimalismo.

Foto: Ufficio Stampa

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