Dal 14 novembre 2026 al 29 marzo 2027 la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dedica una grande mostra alla Fucina degli Angeli e al ruolo di Peggy Guggenheim nel rinnovare il vetro muranese del Novecento.

Dal 14 novembre 2026 al 29 marzo 2027 la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia presenta la mostra Fucina degli Angeli. Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento, un ampio progetto espositivo che ripercorre una delle avventure più visionarie del vetro muranese del secondo dopoguerra.

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Scultura in vetro di Max Ernst per la Fucina degli Angeli in mostra alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia
Scultura in vetro di Max Ernst per la Fucina degli Angeli in mostra alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia

Peggy Guggenheim, Egidio Costantini e la nascita della Fucina degli Angeli

Curata da Cristina Beltrami, la mostra ricostruisce l’esperienza della Fucina degli Angeli, nata a metà anni Cinquanta dall’intuizione di Egidio Costantini. Brindisino di nascita ma veneziano d’elezione, Costantini vive la stagione d’oro di Murano, dove l’incontro tra artisti internazionali e maestri vetrai apre il vetro a nuove possibilità tecniche ed espressive.

Fondamentale è il ruolo di Peggy Guggenheim, che sostiene Costantini nei momenti cruciali, acquista numerose opere per la propria collezione e ne favorisce i contatti con i protagonisti dell’arte del Novecento, indicandogli anche una strategia espositiva capace di affermare il progetto sulla scena internazionale.

Nel 1955 Costantini inaugura a Venezia, in campo Santi Filippo e Giacomo, la galleria specializzata in vetro artistico che, su suggerimento di Jean Cocteau, prende il nome di Fucina degli Angeli. Qui segue ogni fase del processo creativo, dall’ideazione dei pezzi alla loro realizzazione nelle fornaci muranesi, fino alla presentazione al pubblico.

Peggy Guggenheim nel giardino della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia
Peggy Guggenheim nel giardino della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia

Collaborazioni internazionali e consacrazione al MoMA di New York

A partire dagli anni Sessanta Peggy Guggenheim amplia il raggio d’azione di Costantini verso la scena internazionale, spingendolo a costruire un vero progetto espositivo. Dal 1964 le opere della Fucina degli Angeli approdano in gallerie di primo piano come la Galleria del Naviglio a Milano e la Galleria dell’Obelisco a Roma, fino alla storica mostra Sculpture in Glass al Museum of Modern Art di New York nel 1965, prima esposizione di scultura in vetro ospitata dal museo statunitense.

In quell’occasione la rivista Time definisce Costantini un «visionario contemporaneo veneziano, dedito a restituire al vetro la magnificenza dei secoli precedenti», consacrandone la fama oltre oceano.

L’esposizione veneziana riunisce oltre cento opere provenienti da istituzioni internazionali come la Fondation Marguerite Arp di Locarno, l’Historisches Museum di Basilea, il MUDAC di Losanna e il Museum of Fine Arts di Boston, oltre a prestiti del Museo del Vetro di Murano, dell’Archivio Fucina degli Angeli, della stessa Collezione Peggy Guggenheim e di gallerie e collezioni private.

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Pablo Picasso ritratto da Edward Quinn, artista coinvolto nelle prime sperimentazioni in vetro della Fucina degli Angeli
Pablo Picasso ritratto da Edward Quinn, artista coinvolto nelle prime sperimentazioni in vetro della Fucina degli Angeli

Artisti, linguaggi e il vetro come materiale del contemporaneo

Il percorso espositivo accosta le opere in vetro a disegni, dipinti, sculture e materiali d’archivio degli stessi artisti, mostrando come Costantini contribuisca ad affrancare il vetro dal dominio delle arti decorative per proporlo come autentico materiale del contemporaneo.

Dalle prime realizzazioni liberamente ispirate alle ceramiche di Georges Braque e Pablo Picasso, la mostra racconta le collaborazioni con Oskar Kokoschka, Jean (Hans) Arp, Max Ernst, Dorothea Tanning, Arman, Mark Tobey, Paul Jenkins, Matta e molti altri. Un rilievo particolare assume il dialogo con gli astratti Remo Bianco, Giuseppe Capogrossi e Luigi Veronesi, e soprattutto con Lucio Fontana, con cui Costantini sperimenta le potenzialità del vetro in alcuni Concetti spaziali, tra cui Concetto spaziale – Construction (1964), donato a Peggy Guggenheim e oggi al Museum of Fine Arts di Boston.

Una sezione approfondisce inoltre il rapporto con protagonisti della scena giapponese attivi a Venezia tra anni Sessanta e Settanta, come Mikuni Omura, Tomio Miki, Katsuhiko Narita e Tadanori Yokoo, mentre l’ultima sala è dedicata alle collaborazioni più tarde con James Coignard, Pino Mucchiut e l’architetto statunitense John C. Portman.

Ritratto di Jean Cocteau, che suggerì il nome Fucina degli Angeli a Egidio Costantini
Ritratto di Jean Cocteau, che suggerì il nome Fucina degli Angeli a Egidio Costantini

Catalogo e nuova lettura del vetro muranese del Novecento

Accostando opere, progetti e documenti, Fucina degli Angeli. Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento restituisce la ricchezza delle sperimentazioni e delle relazioni che hanno lasciato una traccia nella storia dell’arte del XX secolo. La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato pubblicato da Marsilio Arte e curato da Cristina Beltrami con contributi di Marianna Rossi e Stefano Turina, che approfondisce contesti, protagonisti e itinerari internazionali di questa straordinaria avventura del vetro muranese.

Foto: Ufficio Stampa

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