Dal 18 settembre al 1° novembre 2026 il MUDEC di Milano ospita la prima personale italiana di Charmaine Poh, Deutsche Bank Artist of the Year 2025, tra identità digitale, corpo, migrazioni e nuove forme di socialità.
Dal 18 settembre al 1° novembre 2026 il MUDEC – Museo delle Culture di Milano ospita la mostra Deutsche Bank “Artist of the Year” dedicata a Charmaine Poh, giovane artista singaporiana-cinese nominata nel 2025. L’esposizione, curata da Britta Färber, arriva a Milano dopo la tappa berlinese e segna l’esordio personale dell’artista in Italia.
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Identità ibride, tecnologia e corpi in mostra
Il progetto espositivo, dal titolo Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take, nasce da una frase emersa in uno scambio epistolare tra l’artista e un amico e diventa metafora dello spazio dell’intraducibile: identità ibride, passaggi tra lingue e culture, esperienze che sfuggono a definizioni univoche. Il percorso si sviluppa come un ambiente immersivo in cui memoria personale, costruzione sociale dell’identità, tecnologia e corporeità si intrecciano.
Elemento centrale della mostra è l’installazione video a tre canali The Moon is Wet (2025), che intreccia le storie della dea del mare Mazu, delle lavoratrici domestiche migranti “Majie” e di una contemporanea lavoratrice domestica indonesiana. Ne emerge un racconto che attraversa la storia migratoria di Singapore, le dinamiche del lavoro e le forme di solidarietà femminile e collettiva.
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Opere tra luce, deepfake e famiglie non normative
Attorno a questi nuclei tematici si dispiegano altri lavori recenti di Poh. In Heavy is the root of light (2025), installazione luminosa fatta di proiezioni e frammenti poetici, il visitatore entra in uno spazio percettivo sospeso dove luce, linguaggio e memoria diventano materia. In What’s softest in the world rushes and runs over what’s hardest in the world, coppie queer raccontano desideri, paure e vulnerabilità legate alla genitorialità e alla costruzione di famiglie non normative nella Singapore contemporanea.

Con Good Morning Young Body (2021–23), parte del progetto THE YOUNG BODY UNIVERSE, l’artista rielabora la propria esperienza di attrice bambina nella Singapore degli anni 2000. Attraverso tecnologie deepfake costruisce l’avatar del suo io dodicenne, “E-Ching”, per riflettere sulla sessualizzazione del corpo femminile in rete, sulle forme contemporanee di violenza digitale e sulla necessità di autodeterminazione.
Un public program tra talk, workshop e pratiche partecipative
La mostra è accompagnata da un articolato public program ideato per ampliare l’esperienza espositiva e coinvolgere pubblici differenti. Workshop, talk, visite guidate e attività partecipative approfondiscono i temi al centro della ricerca di Poh: identità digitale, rappresentazione del corpo, visibilità pubblica, relazioni e nuove forme di socialità.

Il programma si apre venerdì 18 settembre alle 18.30 nell’Auditorium del museo con un Artist Talk che vede l’artista dialogare con la curatrice Britta Färber. L’incontro offre al pubblico l’occasione di entrare nei processi di lavoro dell’artista e di approfondire il modo in cui le sue opere mettono in discussione ruoli di genere, poteri e narrazioni dominanti.
La mostra rientra nel più ampio progetto Deutsche Bank “Artist of the Year”, che da oltre un decennio sostiene artiste e artisti capaci di interpretare le trasformazioni del presente attraverso linguaggi innovativi. Per il quinto anno consecutivo l’iniziativa approda al MUDEC, consolidando la collaborazione tra Deutsche Bank, 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e il Comune di Milano, con l’obiettivo condiviso di avvicinare un pubblico sempre più ampio ai linguaggi del contemporaneo.
Foto: Ufficio Stampa
