Alla Fabbrica del Vapore di Milano arriva “Al Lavoro”, mostra gratuita che racconta diritti, lotte e trasformazioni del lavoro in Italia tra fotografie, documenti, video e installazioni.

Dal 18 settembre all’11 ottobre 2026 lo spazio Cisterne della Fabbrica del Vapore di Milano ospita “Al Lavoro”, una mostra gratuita dedicata ai diritti, alle lotte e alle trasformazioni del mondo del lavoro in Italia. Il progetto, curato da Progetto Comunicazione in collaborazione con l’agenzia fotografica Prospekt, intreccia fotografie, documenti, video, testi, grafici e opere d’arte per raccontare passato e presente dell’occupazione, dei salari, dei contratti, della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.

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Locandina della mostra Al Lavoro alla Fabbrica del Vapore di Milano

Dalle grandi fabbriche alla precarietà contemporanea

Il percorso espositivo mette in dialogo la memoria delle grandi stagioni del lavoro industriale con le nuove forme di precarietà e sfruttamento, dalle grandi fabbriche degli anni Settanta alle lotte dei braccianti agricoli, fino alla new economy e alla tirannia degli algoritmi. In mostra scorrono la crisi dei salari, i problemi strutturali del settore sanitario e le battaglie sindacali più recenti, componendo un archivio visivo che interroga l’evoluzione delle tutele e delle condizioni di lavoro.

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Un progetto in viaggio tra Genova, Sesto San Giovanni e Bologna

“Al Lavoro” nasce nel 2008 con un primo allestimento al Palazzo Ducale di Genova, per poi approdare nel 2009 a Sesto San Giovanni, storicamente definita la “capitale del lavoro”. Nel 2025 il progetto è stato completamente rinnovato insieme a Prospekt e presentato al DUMBO di Bologna, quindi aggiornato nel 2026 per un nuovo percorso genovese in occasione del 25° anniversario dei fatti del G8 del 2001. L’edizione milanese arricchisce ora la mostra con contenuti e materiali specificamente dedicati al territorio.

Fotografi, video dei rider e installazioni sulle morti sul lavoro

In mostra sono esposte immagini di fotografi appartenenti a generazioni diverse: dalle firme storiche come Paola Agosti, Gianni Berengo Gardin, Lucio Cavicchioni, Francesco Cito, Dino Fracchia, Fausto Giaccone, Silvestre Loconsolo, Uliano Lucas, Fernando Moleres, Carlo Orsi e Alberto Roveri, fino agli sguardi più recenti di Elio Colavolpe, Claudia Corrent, Alessandro Digaetano, Massimo Di Nonno, Michele Lapini, André Lihon, Diambra Mariani, Francesco Merlini, Eros Mauroner, Samuele Pellecchia, Alexey Pivovarov, Massimo Sciacca e molti altri. Il percorso include anche testimonianze video di rider raccolte in diversi Paesi, le opere scultoree di Winfried Loeschburg e la grande installazione “Non sono bianche queste morti”, dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro e realizzata appositamente per l’edizione 2026.

Foto: Ufficio Stampa

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