Alle Terme di Caracalla arriva la grande mostra dedicata a Frank Horvat: 72 immagini tra moda, ritratti femminili e il ciclo Goethe in Sicilia, in dialogo con il sito archeologico romano.

Dal 11 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 le Terme di Caracalla a Roma ospitano una grande mostra dedicata a Frank Horvat, uno dei maestri della fotografia del Novecento. Nel monumentale complesso termale viene allestito un percorso con 72 immagini che ripercorrono la ricerca dell’autore tra moda, reportage e paesaggio.

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Ritratto femminile della serie Vere sembianze di Frank Horvat esposto alle Terme di Caracalla a Roma

Un fotografo cosmopolita tra moda, reportage e viaggi

Nato nel 1928 ad Abbazia, oggi Opatija in Croazia, Frank Horvat cresce tra Lugano, Milano, Londra e Parigi, dove incontra Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. Dalla metà degli anni Cinquanta alterna il fotogiornalismo per riviste come “Life” a servizi di moda che ne rivoluzionano i codici, privilegiando la luce naturale, l’immediatezza e un rapporto di complicità con le modelle.

Alle Terme di Caracalla il suo sguardo cosmopolita viene raccontato attraverso tre nuclei principali: i ritratti dedicati all’universo femminile, le immagini del ciclo Goethe in Sicilia e la serie a colori Vere sembianze, dove il dialogo con la storia dell’arte diventa centrale.

Fotografia Elena di Frank Horvat del 1945 in mostra a Roma alle Terme di Caracalla

Ritratti di donne reali e la rivoluzione della fotografia di moda

Una delle sezioni più suggestive del percorso è dedicata ai ritratti femminili, definiti dallo stesso Horvat Ritratti di donne reali. Qui le fotografie di moda e i servizi documentari si intrecciano, mostrando donne colte nella loro quotidianità, lontane da pose stereotipate: madri, lavoratrici, intellettuali, modelle che chiedono più libertà e il diritto di essere se stesse.

Scattando spesso in strada con una Leica e la sola luce naturale, Horvat libera le protagoniste dalle convenzioni dell’epoca. Le sue immagini, pubblicate su prestigiosi magazine internazionali, diventano così veri e propri ritratti psicologici, capaci di restituire carattere, fragilità e forza delle donne che incontra.

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Vere sembianze: il dialogo con la pittura

All’interno degli ambienti voltati del complesso romano viene presentata la serie Vere sembianze, iniziata negli anni Ottanta. In queste immagini a colori Horvat si confronta con celebri ritratti della storia dell’arte, da Raffaello a Leonardo, da Velázquez a Ingres, senza mai limitarsi alla citazione letterale. Attraverso una raffinata ricerca su luci, toni e texture, le sue modelle assumono pose e atmosfere che rimandano ai dipinti, ma restano donne contemporanee, con personalità ben riconoscibili.

Scatto di moda di Frank Horvat nel metrò di Parigi in dialogo con la mostra alle Terme di Caracalla

Goethe in Sicilia: paesaggi e memorie di viaggio

La terza sezione è dedicata al ciclo Goethe in Sicilia, realizzato nel 1981 su invito di un editore palermitano. In una ventina di intense immagini in bianco e nero Horvat ripercorre i luoghi visitati dallo scrittore tedesco durante il suo Viaggio in Italia, soffermandosi sui templi, sui paesaggi dell’isola e sulle architetture barocche. Utilizzando un obiettivo grandangolare decentrabile, costruisce una visione uniforme e controllata della prospettiva, capace di restituire la sensualità del paesaggio e la stratificazione storica della Sicilia.

Accostate alle grandiose strutture delle Terme di Caracalla, queste fotografie creano un dialogo tra rovine romane e memorie del Grand Tour, riportando al centro il tema del viaggio come esperienza di formazione, sguardo e scoperta.

Un nuovo capitolo fotografico per le Terme di Caracalla

La mostra su Horvat si inserisce nel percorso di apertura all’arte contemporanea che negli ultimi anni ha trasformato le Terme di Caracalla in un laboratorio di immagini e narrazioni. Dopo progetti come Molti di Antonio Biasiucci, Letizia Battaglia. Senza fine, Narciso. La fotografia allo specchio e il lavoro documentario di Armin Linke, il sito archeologico romano continua a rileggere la propria storia attraverso lo sguardo di grandi autori della fotografia.

Il percorso espositivo, curato da Fiammetta Horvat, Mathilde Oudin e Nunzio Giustozzi, è accompagnato da un catalogo edito da Electa che approfondisce le tre sezioni della mostra e raccoglie scritti e riflessioni del fotografo sulla propria poetica.

Foto: Ufficio Stampa

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