I 166 bozzetti della mostra “FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024” entrano nella collezione del MAMbo di Bologna, custodendo la memoria della scrittura urbana italiana.
Al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna entrano ufficialmente nella collezione permanente i 166 bozzetti esposti nel 2024 nella mostra FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024, curata da Fabiola Naldi. Si tratta di un corpus unico per valore storico, artistico e documentario, che ripercorre quarant’anni di scrittura urbana italiana e ne fissa la memoria all’interno di un’istituzione museale.
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Una donazione per custodire la storia del writing italiano
La donazione, fortemente voluta e coordinata dalla curatrice, nasce dalla volontà di preservare una parte fondamentale della storia del writing italiano. Bozzetti come quelli di CRASH KID (Roma, 1996), SPYDER 7 (Milano, 1987), ONIS 135 (Vicenza, 1989) o NEMO (Bologna, 2011) raccontano la diffusione del writing nelle diverse città, restituendo su carta l’energia di una pratica nata nello spazio urbano e spesso destinata a vivere solo per un tempo limitato sui muri.
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Anonimato, tutela delle identità e dignità museale
Elemento decisivo del progetto è il lavoro dell’avvocata Francesca Benatti, che ha costruito un percorso di donazione attento alle esigenze di autrici e autori e alla tutela delle loro identità. Il corpus viene infatti acquisito in forma anonima, in coerenza con una cultura in cui il writer si esprime attraverso il nome d’arte, il segno e la pratica, più che con l’anagrafe. L’anonimato diventa così una scelta di riconoscimento e protezione della dimensione collettiva, autonoma e spesso non istituzionale del writing.

Dal progetto di Francesca Alinovi al dialogo con l’arte contemporanea
La mostra FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024 celebrava il quarantennale di Arte di frontiera. New York Graffiti, esposizione ideata da Francesca Alinovi alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, che per prima portò i graffiti newyorkesi in un museo italiano. Accogliendo oggi i bozzetti della scena italiana, il MAMbo rinnova quel dialogo tra pratica effimera e spazio istituzionale, trasformandosi in luogo di custodia ma anche di continuità, dove i materiali del writing sono studiati, conservati e resi consultabili – su richiesta – presso la biblioteca del museo.
Foto: Ufficio Stampa
