Dalle sale climatizzate dell’Accademia Carrara ai progetti di GAMeC tra Palazzo della Ragione e via San Tomaso: le mostre a Bergamo da non perdere.
Chi resta in città o sceglie una fuga d’arte in Lombardia trova nelle mostre a Bergamo un itinerario che, a settembre 2026, unisce la storia dell’arte e la ricerca contemporanea. Dall’Accademia Carrara ai progetti della GAMeC tra Palazzo della Ragione e via San Tomaso, ecco una guida per orientarsi tra musei, installazioni a cielo aperto e spazi pensati per il benessere dei visitatori.
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Mostre Bergamo a settembre 2026
Ex Oratorio di San Lupo
Amalia Del Ponte. Litofonie
dal 26 settembre al 15 novembre 2026
Curata da Marcella Cattaneo, Nicol Longoni Del Ponte e Roberto Pini, la mostra nasce dalla collaborazione tra Fondazione Piero Cattaneo, Archivio Amalia Del Ponte e Museo Adriano Bernareggi. Il percorso presenta due nuclei di litofoni, sculture sonore in pietra realizzate dagli anni Ottanta, azionate da percussori progettati dall’artista.
L’allestimento dialoga con l’architettura seicentesca dell’Ex Oratorio, amplificando la dimensione acustica delle opere e trasformando lo spazio in un ambiente di ascolto immersivo, dove materia, vibrazione e suono diventano inseparabili.

Performance e formazione
In occasione dell’inaugurazione del 25 settembre, alle ore 17.30, il percussionista Elio Marchesini realizza azioni performative pensate per la mostra, offrendo al pubblico la possibilità di sperimentare dal vivo la risonanza delle pietre sonore.
La mostra si configura anche come progetto di ricerca e formazione grazie alla collaborazione con il Politecnico delle Arti di Bergamo: gli studenti del corso di Percussioni, coordinati da Luca Casiraghi, sono coinvolti nella creazione di composizioni e interventi sonori in dialogo con le opere, estendendo l’eredità di Del Ponte verso nuove pratiche interdisciplinari.
Accademia Carrara
Figure nel paesaggio: Chiara Camoni, La Forza
Giardini PwC – fino al 31 dicembre
Nei Giardini PwC dell’Accademia Carrara, dal 25 giugno al 31 dicembre 2026, si sviluppa Figure nel paesaggio | CHIARA CAMONI. La Forza, primo capitolo di un progetto pluriennale di committenze pensato per ampliare la collezione del museo oltre le sale espositive. Curato da Maria Luisa Pacelli ed Elena Volpato, il ciclo affida a tre artisti italiani di diverse generazioni la realizzazione di opere permanenti destinate a entrare stabilmente nel patrimonio della Carrara.

L’opera La Forza
La Forza di Chiara Camoni, artista protagonista del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2026, inaugura il progetto con un gruppo scultoreo composto da una donna e una leonessa, ispirato all’undicesimo arcano maggiore dei Tarocchi.
L’opera dialoga con le carte del mazzo Colleoni conservate nel museo e rovescia l’idea di forza come imposizione, costruendo una coppia simbiotica in cui figura umana e animale, entrambe femminili, nascono dalla stessa materia. La terra nera, in continuità con il suolo scuro del giardino, rimanda a una memoria di profondità e incandescenza, mentre la superficie delle sculture, increspata come se fosse cosparsa di petali di terra, evoca un’energia generativa. Il progetto, che prevede in seguito nuove commissioni a Paolo Icaro e Alessandro Pessoli e il riallestimento delle sculture seicentesche di Marte e Minerva appartenute a Giacomo Carrara, valorizza i Giardini PwC come naturale estensione del museo, luogo di incontro tra patrimonio storico, natura e ricerca artistica contemporanea.
Palazzo della Ragione
Fosbury Architecture e Claire Fontaine. Tabula Plena
Palazzo della Ragione – fino al 18 ottobre 2026
Dal 4 giugno al 18 ottobre 2026 la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione, in Piazza Vecchia, ospita Fosbury Architecture e Claire Fontaine. Tabula Plena, una mostra-laboratorio della GAMeC inserita nel programma Pedagogia della Speranza, dedicato all’educazione come pratica di libertà e trasformazione. La piattaforma laboratoriale progettata dal collettivo Fosbury Architecture, ispirata al pensiero del pedagogista brasiliano Paulo Freire, nasce dall’idea che il museo contemporaneo non sia solo luogo di conservazione, ma spazio di apprendimento, dialogo e produzione di conoscenza condivisa.

L’installazione si presenta come una piattaforma abitabile, accessibile e accogliente che ospita tre laboratori gratuiti e permanenti, pensati per coinvolgere comunità, famiglie, scuole e pubblici di ogni età, oltre a un’arena per incontri, ascolto e lettura. Il progetto è frutto di un processo condiviso che ha coinvolto 13 classi di scuole della città e della provincia: i ragazzi hanno contribuito alla creazione di glifi visivi integrati nello spazio di Palazzo della Ragione, disposti su una superficie nera che richiama l’immaginario della lavagna.
In dialogo con la piattaforma si colloca l’intervento site-specific del duo artistico Claire Fontaine, che riflette su conoscenza, educazione e sull’influenza dei dispositivi elettronici e delle intelligenze artificiali nelle relazioni sociali. Cinque sculture luminose sospese, che riproducono emoji – tra cui il pianeta Terra, lo smartphone e il pacco regalo – trasformano immagini del lessico digitale in oggetti tridimensionali, invitando a un’operazione di unlearning: disimparare abitudini e automatismi per aprire nuovi spazi di consapevolezza critica.
GAMeC
Ana Silva. Eau
GAMeC – fino al 6 settembre
Alla sede di via San Tomaso, la GAMeC presenta dal 25 febbraio al 6 settembre 2026 Ana Silva. Eau, prima mostra personale in un’istituzione italiana dell’artista angolana-portoghese. Il progetto si inserisce in un percorso di continuità che, sotto la direzione di Lorenzo Giusti, collega il biennio Pensare come una montagna (2024–2025), dedicato a sostenibilità e dimensione collettiva dell’esperienza artistica, a Pedagogia della Speranza, che nel 2026 concentra lo sguardo sul ruolo dell’arte come pratica di conoscenza, relazione e trasformazione.
Ideata per lo Spazio Zero e sviluppata in collaborazione con una rete di ricamatrici locali invitate a intervenire su alcune opere tessili, la mostra affronta una delle crisi più gravi del nostro tempo: l’accesso all’acqua. Ana Silva affida in una prima fase i soggetti da lei disegnati a ricamatori angolani, per poi completare i lavori aggiungendo a mano decorazioni, glitter e paillettes. Attraverso il linguaggio del ricamo – associato alla cura, alla memoria, alla resistenza – l’artista denuncia la carenza di acqua e rende visibile una realtà in cui questa risorsa non è un diritto, ma un privilegio, rallentando il tempo industriale dei tessuti prodotti in massa e reintroducendoli in un ecosistema più ampio.

I lavori in mostra
Tra recupero di materiali considerati di scarto, figure femminili fragili e in trasformazione, riferimenti ai flussi transcontinentali di merci e agli squilibri tra Nord e Sud del mondo, i lavori in mostra intrecciano pratica tessile, ricerca sociale e attenzione ambientale. Serie come O Fardo / Vestir Memórias, realizzata con sacchi di plastica e rafia utilizzati per il trasporto di abiti dall’Europa all’Africa, riconfigurano oggetti quotidiani in superfici narrative, interrogando i circuiti del consumo e proponendo una riappropriazione poetica del residuo.
Tra il percorso permanente nei Giardini PwC dell’Accademia Carrara, la piattaforma laboratoriale di Tabula Plena e la ricerca tessile di Ana Silva, le mostre a Bergamo di agosto 2026 offrono uno sguardo sfaccettato sul rapporto tra arte, comunità e trasformazione, dentro e fuori i musei.
Foto: Ufficio Stampa
